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24/09/2026 ore 10.12
Politica

Sondaggi, centrodestra e campo largo quasi alla pari: FdI resta primo, ma Vannacci può cambiare gli equilibri

Le rilevazioni Tecnè e Noto fotografano due schieramenti molto vicini. Fratelli d’Italia resta il primo partito, mentre Futuro Nazionale supera la Lega e diventa una delle variabili del centrodestra. Centrosinistra appaiato a Meloni&Co ma riuscirà a tenere insieme la coalizione?

di Redazione Politica

Gli ultimi sondaggi sulle coalizioni, appaiono molto chiari e confermano quanto si è delineato nelle ultime settimane.

Centrodestra e centrosinistra sono praticamente alla pari. Fratelli d’Italia resta il primo partito, ma il dato più evidente è la crescita di Futuro Nazionale. PD e M5S tengono, la Lega resta sotto il 6%. E il quadro delle alleanze può cambiare radicalmente gli equilibri.

La fotografia dei sondaggi di settembre racconta un’Italia politica molto più incerta rispetto a qualche mese fa. Il dato Tecnè per RTI, realizzato il 15 settembre, registra un sostanziale testa a testa tra i due principali schieramenti: 42,4% per il centrodestra e 42,8% per il centrosinistra allargato. La differenza è di appena quattro decimali, quindi ampiamente dentro il margine di errore del sondaggio. Il dato è significativo soprattutto perché conferma una tendenza già emersa in altre rilevazioni: la distanza tra i due blocchi si è ridotta.

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Dentro il centrodestra Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito, al 27,9%. Seguono Forza Italia al 7,9% e Lega al 5,5%, mentre Noi Moderati è all’1,1%. Ma il dato politicamente più interessante è quello di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che il Tecnè colloca al 7,4%, in crescita e ormai stabilmente sopra la Lega.

È proprio Futuro Nazionale a rappresentare una delle principali variabili della partita. Il movimento di Vannacci, nato dalla rottura con la Lega, sta modificando gli equilibri interni dell’area di destra. Altri istituti hanno registrato valori analoghi: nella Supermedia YouTrend/Agi del 17 settembre Futuro Nazionale era al 7,7%, davanti a Forza Italia al 7,4%.

Nel centrosinistra il Partito Democratico è al 20,8%, seguito dal Movimento 5 Stelle al 12,4% e da Alleanza Verdi e Sinistra al 6,1%. Più indietro Italia Viva, al 2,1%, e +Europa all’1,4%. Sommando queste forze, il cosiddetto campo largo arriva al 42,8% nella rilevazione Tecnè.

Il quadro non è però immobile. La rilevazione Noto per Porta a Porta del 23 settembre registra FdI al 27,7%, PD al 20%, M5S al 12,5%, Forza Italia al 7%, Lega al 6% e Futuro Nazionale al 7%. In questo caso il centrodestra viene stimato al 42,2% e il campo largo al 42,7%. Anche qui, dunque, il distacco tra i due schieramenti resta molto contenuto.

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Il fattore Vannacci

La crescita di Futuro Nazionale è uno degli elementi nuovi della fase politica. Il partito ha superato la Lega in diverse rilevazioni e si avvicina a Forza Italia. Questo apre una questione dentro il centrodestra: quale sarà la collocazione di Futuro Nazionale alle prossime politiche? E soprattutto: correrà autonomamente oppure entrerà nell’alleanza oggi guidata da Giorgia Meloni?

La risposta può incidere sulla distribuzione dei consensi tra i blocchi. Le rilevazioni mostrano infatti che una parte significativa dell’elettorato si trova fuori dai due principali schieramenti e che gli equilibri possono cambiare rapidamente in funzione delle alleanze.

Il centrosinistra e il nodo del campo largo

Dall’altra parte, il centrosinistra ha davanti una questione altrettanto decisiva: la capacità di tenere insieme PD, M5S, AVS, Italia Viva e +Europa. I numeri delle singole forze sono una cosa; la loro somma elettorale è un’altra.

Tecnè mostra un campo largo al 42,8%, mentre altre rilevazioni recenti collocano lo stesso schieramento in una fascia simile o superiore. La Supermedia YouTrend/Agi del 17 settembre, per esempio, stimava il blocco formato da PD, M5S, AVS, Italia Viva e +Europa al 43,9%, contro il 40,7% dei partiti della maggioranza.

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Ma mettere insieme i numeri nei sondaggi non significa automaticamente trasformarli in consenso elettorale: restano da verificare la compatibilità politica, la leadership, il programma e la capacità di mantenere unita la coalizione.

La Lega sotto pressione

Un altro dato da osservare è quello della Lega. Nel Tecnè è al 5,5%, mentre Futuro Nazionale è al 7,4%. La distanza è ormai evidente. Anche Reuters ha segnalato nei giorni scorsi il calo della Lega sotto il 6% e la crescita del nuovo partito di Vannacci.

Il partito di Matteo Salvini si prepara intanto al congresso straordinario di ottobre. La questione non riguarda soltanto la leadership, ma anche la linea politica e il ruolo della Lega dentro il centrodestra.

Una partita ancora lunga

I numeri di settembre non raccontano un vincitore già scritto. Raccontano piuttosto una partita aperta, con due blocchi molto vicini e alcune variabili destinate a pesare: il futuro di Futuro Nazionale, la tenuta della Lega, la capacità del campo largo di restare unito, la leadership del centrosinistra e l’evoluzione del consenso verso Fratelli d’Italia.

E c’è un dato che non può essere ignorato: in Tecnè soltanto il 56% degli intervistati dichiara una preferenza di voto, mentre il 44% resta nell’area dell’astensione o dell’indecisione.

È quindi ancora presto per trasformare i sondaggi in una previsione elettorale. Ma una cosa è già evidente: la corsa verso il 2027 è entrata in una fase nuova. I numeri sono ravvicinati, le alleanze ancora da definire e una quota molto ampia di elettori non ha ancora scelto.