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31/08/2026 ore 13.39
Politica

Sondaggi, Vannacci supera Forza Italia e Lega: Futuro Nazionale al 7,6%. Senza di lui il centrodestra rischia

Per la media IDV FdI resta primo al 26,8%, ma l’ex generale raggiunge il quarto posto. La premier deve fare i conti con nuovi equilibri mentre si apre la partita sulla riforma del voto

di Redazione Politica

La fotografia della media dei sondaggi IDV dal 24 al 30 agosto consegna un dato politico tutt’altro che marginale: Fratelli d’Italia resta nettamente primo partito al 26,8%, seguito dal Pd al 20,9% e dal Movimento 5 Stelle al 12,5%. Ma la vera novità è più in basso: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci sale al 7,6%, diventando il quarto partito, davanti a Forza Italia, al 7,3%, e alla Lega, al 5,4%.

È qui che comincia il problema per Giorgia Meloni.

Perché, sommando le forze principali, il centrosinistra supera il centrodestra se Vannacci resta fuori dalla coalizione. Con Futuro Nazionale dentro, invece, i rapporti di forza cambiano e il centrodestra torna competitivo per la maggioranza.

Ma proprio Vannacci rischia di essere contemporaneamente la soluzione e il problema.

Nel centrodestra qualcuno spinge per trovare una formula di collaborazione con l’ex generale. Le smentite sono però arrivate rapidamente: anche per evitare di innervosire Matteo Salvini, che di Vannacci è stato il principale sponsor politico. E anche Forza Italia ha escluso accordi. Roberto Occhiuto, sul punto, è stato categorico: mai con Vannacci.

Meloni si trova dunque davanti a un bivio complicato.

Senza Vannacci, il centrodestra rischia di non avere i numeri. Con Vannacci, rischia di perdere pezzi e di spaccare la coalizione.

E allora che fare?

La premier deve soprattutto capire se il consenso crescente dell’ex generale sia destinato a consolidarsi oppure se rappresenti, almeno in parte, l’effetto della ripresa politica dopo la pausa estiva. Perché un conto è conquistare il 7,6% nei sondaggi, un altro è trasformarlo in una forza elettorale realmente integrabile nel centrodestra.

E mentre questa partita è appena cominciata, domani se ne apre un’altra, forse ancora più importante: la nuova legge elettorale.

Meloni vuole giocarsi fino in fondo questa partita, puntando su un meccanismo che possa garantire alla coalizione vincente un forte premio di maggioranza. È una scommessa difficile, perché la legge dovrà superare il Parlamento e le resistenze di una parte dei parlamentari, oltre alle inevitabili discussioni sulla sua compatibilità con i principi costituzionali.

Ma la premier ci crede.

Perché alla fine tutto torna allo stesso punto: i numeri.

E oggi i numeri dicono che Vannacci non è più un fenomeno laterale. È diventato un problema politico nazionale. E soprattutto è diventato un problema che Meloni non può più permettersi di ignorare.