Sorical, scontro sulle nomine. Pino Capalbo: «Accordi già fatti altrove, chiederò verifiche all’Anac»
L’accusa del primo cittadino di Acri dopo la seduta del 19 marzo: «Nomine decise senza il coinvolgimento dei Comuni». Attacco anche al Pd: «Così non è più la mia casa»
Si accende lo scontro sulla governance in Sorical, con accuse di opacità e decisioni assunte senza un adeguato coinvolgimento dei territori. A sollevare il caso è il sindaco di Acri, Pino Capalbo (Pd), che contesta le recenti nomine nell’ente che gestisce le risorse idriche calabresi e annuncia l’intenzione di chiedere verifiche all’Autorità nazionale anticorruzione.
Al centro della polemica la seduta del 19 marzo convocata per l’elezione del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, avvenuta – secondo quanto denunciato dal primo cittadino – alla presenza di appena cinque Comuni, vale a dire Crotone, Rosarno, Lamezia Terme, Reggio Calabria e Acri. «Ho ritenuto opportuno far rilevare una criticità procedurale», afferma Capalbo, parlando di «un’accelerazione ingiustificata del processo di nomina» a fronte della necessità di coinvolgere l’intero sistema dei Comuni calabresi in scelte di tale portata.
Nel corso della riunione, alla quale era presente anche l’assessore regionale Montuoro, il sindaco ha inoltre messo a verbale ulteriori rilievi, chiedendo una verifica preventiva sui requisiti dei candidati indicati nella lista poi sottoposta al voto. «Prima di procedere alla nomina – sottolinea – era necessario accertare il possesso dei requisiti previsti dall’articolo 15 dello statuto», che impone criteri stringenti di onorabilità, professionalità, autonomia ed esperienza nel settore, oltre al possesso di titoli di studio coerenti.
Dalla valutazione dei curricula, prosegue Capalbo, «alcuni candidati – pur essendo professionisti qualificati – non risultano in possesso dei requisiti richiesti dallo statuto». Una posizione che ha portato il sindaco a non sottoscrivere la lista proposta e ad esprimere voto contrario alla nomina del Consiglio di amministrazione.
Nonostante le contestazioni, l’assemblea ha proceduto all’elezione a maggioranza, designando alla presidenza del CdA l’avvocato Demetrio Naccari Carlizzi. È stato inoltre stabilito che i nominati dovranno dichiarare entro 24 ore il possesso dei requisiti previsti, con successive verifiche secondo la normativa vigente.
La vicenda investe anche la nascente Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (Arrical) e apre un fronte politico all’interno del Partito democratico. Capalbo parla apertamente di «accordi già fatti altrove» e avverte: «Così il Pd rischia di non essere più la mia casa».