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17/07/2026 ore 16.31
Politica

Sottosegretari, è scontro totale in Calabria: la Regione ricorre al Tar contro il referendum sullo Statuto

La Giunta Occhiuto impugna il provvedimento che ha stoppato la riforma, definendolo "abnorme". Per la Cittadella l'ufficio centrale per il referendum non avrebbe ruolo per assumere l'ordinanza in questione. Chiesta la sospensiva: ecco perché 

di Massimo Clausi

Per il centrodestra evidentemente la figura istituzionale dei sottosegretari è centrale per il governo della Regione. Così, come annunciato dal presidente della giunta Roberto Occhiuto, attraverso l'avvocatura regionale è stato presentato ricorso contro l'ordinanza dell'ufficio centrale per il referendum presso la Corte d'Appello di Catanzaro che chiedeva l'indizione di una consultazione popolare per confermare l'introduzione dei due sottosegretari. Il ricorso presso l'ufficio centrale per il referendum era stato proposto da tutti i consiglieri d'opposizione, escluso Ferdinando Laghi, che nei giorni scorsi avevano inviato anche una diffida al segretario generale del consiglio regionale di indire immediatamente il referendum, di ritirare la nomina dell'unico sottosegretario attualmente in carica (Ettore Figliolia) e di ogni altro eventuale incarico ad esso connesso in quanto si sarebbe potuto creare danno erariale.

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La reazione della maggioranza sta in questo ricorso presentato dinanzi al Tar e firmato dagli avvocati Angela Marafioti e Franceschina Talarico con il quale la Regione sostiene l'illegittimità di tale decisione, definendola abnorme poiché l'Ufficio si sarebbe indebitamente attribuito funzioni giurisdizionali non previste dalla legge.

L'Avvocatura regionale definisce l'Ufficio centrale per il referendum come un organo straordinario, temporaneo e decentrato che non può istituzionalmente avere funzioni giurisdizionali. Secondo la difesa, le modifiche statutarie in oggetto, riguardanti l'adeguamento del numero degli assessori e l'istituzione dei sottosegretari, hanno natura meramente organizzativa e risultano pertanto escluse per legge dalle procedure di referendum confermativo. Il ricorso evidenzia inoltre come la normativa regionale non consenta di impugnare atti su leggi già promulgate ed efficaci, denunciando una grave violazione dei principi costituzionali e procedurali.

Nel ricorso è chiesta la sospensiva dell'ordinanza dell'ufficio. Questo perché l'avvio delle procedure referendarie comporterebbe un impegno gravoso di risorse finanziarie e umane, con conseguente dispendio di denaro pubblico che risulterebbe inutile qualora il ricorso venisse accolto nel merito. Il decreto dell'Ufficio impone al Segretario Generale e al Presidente della Regione di adottare in tempi strettissimi (15 giorni) una serie di atti complessi, tra cui l'indizione del referendum, la comunicazione a Prefetti e Tribunali, l'aggiornamento delle liste elettorali e la stampa delle schede. Infine viene evidenziato che la sospensione non danneggerebbe i consiglieri promotori, poiché la consultazione potrebbe comunque svolgersi in un momento successivo, qualora il ricorso della Regione venisse rigettato nel merito.

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Insomma sui sottosegretari la battaglia da politica si sposta sul piano giuridico. Sarà interessante vedere come andrà a finire la vicenda visto che gli avvocati dei consiglieri d'opposizione ritengono che l'ufficio centrale per il referendum non ha un organo di grado superiore a cui presentare ricorso.

Roba da azzeccagarbugli insomma. Mentre i partiti della coalizione di maggioranza aspettano di avere un riconoscimento in giunta ei calabresi restano abbastanza allibiti di fronte ad una politica che si accende solo per poltrone e strapuntini.