Sparisce l’Agenzia per l’energia, Occhiuto si rimangia la norma che aveva sponsorizzato: l’idea geniale ora è un carrozzone
L’ente era stato istituito dal centrodestra meno di un anno fa e non è mai entrato in funzione. Resta il problema di gestire un settore strategico in cui pale eoliche, centrali biomasse e centrali idroelettriche producono tanto ma lasciano pochissimo sul territorio
I lavori dell'ultimo consiglio regionale si sono, inevitabilmente, incentrati sulla vicenda dell'istituzione dei sottosegretari. In tanti hanno sottolineato l'inutilità per i calabresi di queste nuove figure istituzionali che dovrebbero costarci circa 1,4 milioni l'anno. La polemica è stata talmente rovente da aver fatto passare sotto traccia un'altra discussione molto accesa in consiglio che è stata quella legata all'abrogazione dell'Agenzia regionale per l'Energia.
L'agenzia ha avuto una brevissima esistenza. Infatti era stata approvata meno di un anno fa, il 4 aprile scorso per la precisione. La polemica in aula si è incentrata sul metodo più che sul merito. L'abrogazione è arrivata infatti attraverso un emendamento piombato direttamente in aula, senza passare dalle commissioni. Il che ha mandato su tutte le furie Filomena Greco di Casa Riformista che ha proposto provocatoriamente l'abolizione delle commissioni consiliari. L'atteggiamento è stato stigmatizzato anche dal capogruppo del Pd, Ernesto Alecci, che ha contestato il continuo ricorso della maggioranza a leggi omnibus.
A quel punto il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto ha replicato allo stesso Greco: «Capisco che lei difende il principio perché è una legge che nella scorsa Legislatura fu proposta e approvata su iniziativa di due ex consiglieri regionali che fanno parte del suo schieramento, Graziano e De Nisi, e prevedeva essenzialmente la costituzione di questa agenzia per l'energia con un costo per la Regione di 500 mila euro il primo anno, un milione il secondo anno, un milione e mezzo il terzo anno. Abbiamo deciso, principalmente, dato che la legge non è stata attivata, di cancellare questa agenzia per evitare che si creasse l'ennesima agenzia o società regionale».
Strano però che un anno fa ad Occhiuto l'idea sembrò buona e non sollevò problemi di costi. Lo ha fatto invece proprio mentre si allargava la giunta a nove e venivano istituiti i due sottosegretari.
Il punto ovviamente non è questo. Il vero punto è capire come verrà affrontata una materia così importante soprattutto in questo contesto storico caratterizzato dalle tensioni geopolitiche che tutti conosciamo.
La produzione di energie rinnovabili per la Calabria è uno dei settori principali, qualcuno dice che fra pale eoliche, energia idroelettrica e centrali a biomasse il settore è persino più ricco di quello della sanità. Grazie alle sue caratteristiche morfologiche, ovvero la scarsa densità di popolazione, e climatiche la nostra regione è una miniera per il settore . In Calabria la produzione di energie alternative supera di molto il fabbisogno interno, ma i calabresi non se ne sono mai accorti, almeno a guardare le loro bollette.
L'Agenzia, sulla scorta di quanto hanno fatto altre regioni come il Friuli, la Lombardia, il Veneto, avrebbe dedicato la massima attenzione al settore riuscendo certamente a ricavare introiti considerevoli per l'ente regione. Basti pensare solo ai ricavi che A2A realizza dallo sfruttamento degli invasi silani per la produzione di energia idroelettrica e le consuete polemiche per il basso canone di concessione e la lotta con gli agricoltori locali per il rilascio dell'acqua. Mettere mano al settore quindi non è affatto banale, in considerazione anche del fatto che fra il 2028 e il 2029 scadranno molte concessioni che meritano una rivisitazione.
Certo è anche vero che la Puglia non ha un'agenzia simile, ma riesce ad incassare molto, fra royalties e Irap, dalle sue fonti energetiche. I grandi colossi nazionali che sono in Calabria a sfruttare le nostre risorse quanto lasciano sul territorio? Dai gestori delle quasi duemila pale eoliche sparse sul territorio quali ricavi garantiscono alla Calabria? Allora il punto è affrontare una discussione su questo settore così strategico. Ad esempio la Sorical è diventata gestore unico del ciclo idrico integrato. Alla scadenza delle concessioni potrebbe subentrare o partecipare allo sfruttamento delle fonti idroelettriche?
E' più che appropriato cambiare idea, ma la maggioranza di centrodestra (ricordiamo che l'istituzione dell'Agenzia era firmata anche da Filippo Mancuso oltre che dall'ex consigliere di minoranza Antonio Lo Schiavo) dovrebbe spiegare come affronterà questo tema e se, a suo giudizio, basta il Dipartimento Ambiente della Cittadella a gestire processi così complessi.