Sezioni
Edizioni locali
08/06/2026 ore 20.52
Politica

Strage di Amendolarara, Falcomatà al centrodestra: «Avete le mani sporche di sangue»

Il consigliere regionale del Pd mette nel mirino la presunta inerzia della maggioranza che governa la Regione: «Le leggi esistevano ma siete rimasti fermi. È una tragedia annunciata, che poteva essere evitata»

di Redazione Politica

«Le misure esistevano, le leggi esistevano. Eppure siete rimasti fermi, siete rimasti inerti». E' un atto d'accusa preciso quello rivolto in Consiglio regionale dal consigliere del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà, intervenuto sulla tragedia di Amendolara, dove hanno perso la vita quattro lavoratori.

Nel suo intervento, Falcomatà ha chiamato in causa direttamente la responsabilità politica e istituzionale della maggioranza e del governo regionale, parlando di una tragedia «annunciata» e denunciando il fallimento nell'applicazione degli strumenti normativi già esistenti per contrastare sfruttamento, caporalato, marginalità sociale e condizioni di lavoro disumane.

«Questo è il riflesso di un Paese che si indigna per due giorni e dimentica per anni - ha affermato Falcomatà - lo specchio di un governo che discute in maniera ossessiva e ossessionata di immigrazione e, da qualche tempo, anche di remigrazione, e non discute quasi mai di sfruttamento. Un governo nazionale che sbraita quando si parla degli sbarchi e tace quando si tratta di schiavitù».

Il consigliere regionale del Pd ha quindi stigmatizzato l'ipocrisia di chi si commuove solo davanti agli effetti più drammatici delle tragedie, ignorandone sistematicamente le cause: «Vi indignate quando vedete i furgoni bruciati e non dite nulla di fronte ai tre euro l'ora dati ai lavoratori; piangete di fronte alle bare con dentro i corpi delle persone uccise i e non dite nulla di fronte ai contratti falsi, alle violenze fisiche e verbali, al racket degli alloggi, ai furgoni con stipati dentro esseri umani».

Falcomatà ha respinto con forza ogni tentativo di derubricare quanto accaduto a fatalità o a generica responsabilità collettiva: «Altro che responsabilità condivisa, altro che costituzione di parte civile: avete le mani sporche di sangue, perché era una tragedia che poteva essere evitata applicando la legge regionale che noi stessi, che questa stessa Regione ha approvato, attuando gli strumenti di cui questa stessa Regione si è dotata».

Per l'esponente democratico, infatti, quello di Amendolara non è un episodio isolato, ma l'ennesimo anello di una catena di soprusi e disumanità: «È l'ennesimo delitto, l'ennesimo crimine, l'ennesima atrocità che inizia da lontano, che parte con le minacce, con le botte, con i salari da fame e arriva poi a calpestare, giorno dopo giorno, passo dopo passo, un pezzettino alla volta, la dignità dell'essere umano».

Nel suo intervento in Aula, Falcomatà ha anche richiamato le parole di Fabrizio De Andrè: «Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti», per ribadire il peso delle responsabilità politiche di fronte a una strage che non può essere archiviata come un fatto accidentale.

Infine, il consigliere del Partito Democratico ha riportato l'attenzione sulla condizione quotidiana di migliaia di braccianti che continuano a lavorare in Calabria in condizioni di precarietà estrema: «Mentre noi oggi discutiamo, lanciamo proposte, facciamo un minuto di silenzio per ricordare le quattro vittime di Amendolara, anche stamattina alle quattro oltre trentamila lavoratori si sono alzati, si sono recati ai campi con mezzi di fortuna, hanno lavorato per portare sulle nostre tavole i prodotti della nostra terra e tra qualche ora forse faranno ritorno a casa, se casa si può definire quegli stanzoni nei quali sono costretti a vivere. E lo faranno ancora una volta da soli, in solitudine, senza nessuna certezza, senza nessuna tutela, soltanto con la speranza di sopravvivere un giorno in più».