Suppletive, per Vannacci (mezza) sconfitta mentre il centrosinistra segna un’altra tacca sulla cintura... delle disfatte
Cannizzaro consegna a Roscioli il seggio azzurro. Il risultato di Futuro Nazionale conferma una presenza significativa, ma apre interrogativi sugli equilibri del centrodestra ed è un messaggio a Meloni per le Politiche. Il campo largo? Deve inventarsi qualcosa per non sparire
Il collegio 5 è salvo. È ancora appannaggio di Forza Italia con percentuali bulgare o quasi. Un trionfo netto per il neo sindaco Francesco Cannizzaro che ha messo faccia e sudore nella campagna elettorale ed è riuscito a consegnare il suo vecchio seggio al tesoriere Fabio Roscioli. Successo anche per il presidente Roberto Occhiuto che da oggi, anche sulla scorta del risultato delle suppletive di Reggio Calabria, andrà in giro per il Paese a presentare il suo libro Il coraggio di governare ovvero la sua ricetta liberale per rivitalizzare Forza Italia. Qui in Calabria è riuscito a dimostrare che il centrodestra di Vannacci non solo può, ma deve anche fare a meno.
Se è evidente la grandeur forzista, le suppletive di Reggio lasciano sul campo alcuni dubbi sulla reale forza dei futuristi di Vannacci. Intendiamoci: il risultato c'è stato. Sfiorare l'11% per un partito nato pochi mesi fa e al suo primo, vero, debutto elettorale non è risultato da poco. Soprattutto in un fortino forzista come Reggio Calabria, con Cannizzaro che aveva dalla sua le leve del Municipio, della Città Metropolitana e della Regione. Soprattutto se si considera che Domenico Giannetta è vero che è sempre andato sui diecimila voti, ma il suo collegio è la Piana non la Locride e la città che compongono il collegio 5.
L'ex capogruppo regionale di Forza Italia in pratica era fuori collegio e con un profilo moderato poco affine alle parole d'ordine dei futuristi.
Il problema però è che il Generale non ha sfondato come qualcuno presagiva. Non è riuscito ad intercettare i tanti astensionisti che anche questa volta sono stati primissimo partito. Evidentemente la proposta politica di Vannacci ha convinto, ma fino alla curva. Ora bisogna vedere quanto Giannetta e quanto Vannacci c'è in quel 10,94%. In proiezione nazionale, però, il dato di Reggio Calabria dimostra che senza un accordo con Vannacci il centrodestra rischia di perdere le Politiche. Soprattutto se Matteo Salvini, che del Generale è stato il demiurgo politico illudendosi di poterlo imbrigliare, continuerà a perdere consensi.
Per Vannacci, insomma, si può parlare di una mezza sconfitta.
Per il centrosinistra, invece, ancora una volta è notte fonda. L'ottimo Frank Benedetto aveva buone possibilità di ribaltare i pronostici o quantomeno di tallonare il centrodestra. Invece è completamente sparito dalla campagna elettorale. Lui che aveva più argomenti di tutti. In fondo si votava per le Politiche e quindi poteva menare a mani basse contro il governo Meloni facendo leva sul caro carburanti, sull'inflazione, sull'isolamento internazionale dell'Italia e via discorrendo.
La campagna elettorale, fra cornuti, Barabba e scollature, si è ristretta al recinto della regginità che non è che sia una delle priorità degli elettori in questo momento. Benedetto invece è un po' caduto nella trappola. Poteva puntare molto sulle divisioni del centrodestra per offrire una visione alternativa di società, insomma mettere contenuti politici in questa campagna dagli argomenti non esaltanti. Invece ha preferito un profilo più basso con l'effetto di essere, di fatto, sparito dal dibattito. Al resto hanno pensato le solite lotte intestine del Pd e i soliti veleni sull'impegno reale di tutta la sua classe dirigente. Resta la consolazione di essere riusciti a far sostenere la candidatura a tutto il campo progressista.
Suppletive Reggio, Benedetto: «Il risultato è chiaro e lo rispetto, ma questa campagna è l’inizio di un percorso»Magro risultato, però, se si considera che la coalizione esiste più sulla carta che nelle urne. Vedere le ultime amministrative di Reggio Calabria dove il M5s non è nemmeno riuscito a presentare una lista e Avs ha avuto percentuali da prefisso telefonico. Non vogliamo quindi gettare le colpe addosso al segretario regionale del Pd, Nicola Irto, costretto a cantare e portare la croce di tutta la coalizione. Certo, forse si poteva scegliere un candidato più "politico" di Benedetto e più radicato sul territorio, si poteva entrare con un po' di convenzione in più nella contesa elettorale. Di sicuro se si vuole spezzare questo ciclo lunghissimo di sconfitte qualcosa bisogna fare.