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14/09/2026 ore 07.00
Politica

Suppletive Reggio, Francesco Toscano torna a casa: radici calabresi e battaglia sovranista per sorprendere i due poli

Terzo viaggio tra i candidati alla consultazione del 27 e 28 settembre. Avvocato, giornalista ed ex assessore di Gioia Tauro, porta nel collegio la forza comunicativa di Visione Tv, una proposta politica riconoscibile e una Democrazia sovrana e popolare decisa a misurare il proprio radicamento dopo la separazione da Marco Rizzo

di Franco Gemoli

Francesco Toscano questa volta gioca in casa e sarebbe un errore, per i suoi avversari, considerare la candidatura di Democrazia sovrana e popolare soltanto una presenza di testimonianza. Non perché i risultati raccolti finora dal partito autorizzino previsioni clamorose, ma perché il candidato nato a Gioia Tauro il 28 maggio 1979 arriva alle suppletive con tre risorse che, in una competizione circoscritta e nella quale la capacità di mobilitare un nucleo motivato può pesare più del solito, meritano attenzione: un legame autentico con la Calabria, una comunità nazionale costruita attraverso Visione Tv e una posizione politica immediatamente riconoscibile, lontana tanto dal centrodestra quanto dal campo progressista.

Avvocato, giornalista, scrittore e presidente di Dsp, Toscano ha già partecipato a cinque competizioni elettorali dal 2022; quella del 27 e 28 settembre sarà la sesta e arriverà appena due mesi dopo la rottura con Marco Rizzo, cofondatore e fino a luglio coordinatore nazionale del partito. Il voto reggino diventa così una verifica che riguarda non soltanto il candidato, ma anche la capacità di Dsp di proseguire il proprio percorso e di trovare uno spazio autonomo in uno scenario nel quale la candidatura di Domenico Giannetta con Futuro nazionale ha aperto una frattura nel centrodestra, mentre Fabio Roscioli e Antonio Francesco Benedetto possono contare rispettivamente sul sostegno della coalizione conservatrice e di quella progressista.

Da Gioia Tauro alla costruzione di un progetto nazionale

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, Toscano ha affiancato alla professione forense l’attività giornalistica, collaborando con la Gazzetta del Sud, curando il blog Il Moralista, lavorando con Byoblu e pubblicando, tra gli altri, i libri Capolinea e Dittatura finanziaria. Nel 2015 fu eletto segretario generale del Movimento Roosevelt, fondato da Gioele Magaldi attorno alla critica delle politiche di austerità e del peso assunto dalla finanza, e nello stesso periodo entrò nella giunta comunale di Gioia Tauro, dove rimase fino al dicembre 2016 con competenze sulla Cultura, la Pubblica istruzione e i rapporti con gli altri livelli istituzionali.

Fu un’esperienza relativamente breve, ma sufficiente a offrirgli una conoscenza diretta dell’amministrazione e a consolidare il rapporto con la Piana. Mentre prendeva forma la Città metropolitana di Reggio Calabria, l’allora assessore chiese un confronto diretto con Giuseppe Falcomatà, sindaco del capoluogo e futuro sindaco metropolitano, contestando il sistema di mediazioni costruito tra Reggio e i comuni del territorio: una posizione nella quale si potevano già riconoscere la diffidenza verso le classi dirigenti tradizionali e la richiesta di una rappresentanza più diretta delle comunità locali che avrebbero caratterizzato la sua successiva attività politica.

La svolta nazionale arrivò nel settembre 2019, quando fondò insieme al filosofo Diego Fusaro Vox Italia, movimento presentato attraverso una formula destinata a fare discutere, «valori di destra e idee di sinistra», con la quale si cercava di tenere insieme sovranità nazionale e identità, intervento pubblico nell’economia, difesa del lavoro e critica delle diseguaglianze. Vox Italia diventò successivamente Ancora Italia e nel 2022 partecipò alla nascita di Italia sovrana e popolare, alleanza nella quale figuravano anche Marco Rizzo, già parlamentare europeo e dirigente comunista, e Antonio Ingroia, già magistrato e fondatore di Azione civile.

Dopo le elezioni politiche del 2022 Toscano e Rizzo diedero vita a Democrazia sovrana e popolare, diventata formalmente partito con il congresso celebrato a Roma nel gennaio 2024, con il primo presidente e il secondo coordinatore. L’obiettivo era ambizioso: riunire gli elettori critici verso l’Unione europea e la Nato, l’area del dissenso cresciuta durante gli anni della pandemia e settori provenienti tanto dalla sinistra sociale quanto dal sovranismo, provando a trasformare mondi spesso dispersi in una forza organizzata.

Una lunga marcia attraverso le urne

Di certo Toscano non si è sottratto alla prova elettorale. Dal 2022 si è candidato ogni volta che il suo partito, o le formazioni che lo hanno preceduto, hanno avuto la possibilità di presentarsi, cominciando dalle politiche nel collegio lombardo di Cologno Monzese e proseguendo con le Europee del 2024, quando nella circoscrizione centrale ottenne 3.512 preferenze e risultò il secondo candidato più votato della lista Dsp dopo Rizzo.

Pochi mesi più tardi si candidò alla presidenza della Regione Liguria, raccogliendo 5.071 voti, circa lo 0,85 per cento, mentre nel maggio 2025 affrontò la corsa a sindaco di Genova, fermandosi a 1.917 voti e allo 0,79 per cento. La quinta candidatura lo riportò in Calabria per sfidare Roberto Occhiuto, presidente uscente sostenuto dal centrodestra, e Pasquale Tridico, candidato del campo progressista: Toscano raccolse 7.992 voti, pari all’1,01 per cento, mentre la lista Dsp ottenne 6.738 voti e lo 0,89 per cento.

Non sono percentuali che finora abbiano prodotto rappresentanza istituzionale, ma descrivono una presenza politica che Toscano ha cercato di mantenere costante, anche in territori nei quali il partito disponeva di strutture ridotte. La sfida reggina presenta condizioni differenti, perché il presidente di Dsp non arriva da fuori, conosce il territorio, può richiamare l’esperienza amministrativa svolta a Gioia Tauro e parte da un patrimonio di voti misurato in Calabria meno di un anno fa; in una suppletiva nella quale ogni schieramento dovrà soprattutto convincere i propri elettori a recarsi alle urne, la disponibilità di una comunità piccola ma motivata potrebbe rappresentare un vantaggio da non sottovalutare.

Sanità, infrastrutture e una Calabria rivolta verso il Mediterraneo

Per capire quale proposta Toscano porterà nella campagna bisogna tornare alle regionali del 2025, quando presentò un programma nel quale i problemi della Calabria venivano collegati alle scelte compiute a Roma e a Bruxelles. La sanità occupava il primo posto, con la richiesta di superare il piano di rientro, riaprire gli ospedali chiusi e rivedere il modello aziendale; parlando di Reggio, il candidato indicava negli Ospedali Riuniti il luogo nel quale finivano per concentrarsi anche le conseguenze dell’indebolimento dei presidi territoriali.

Sul piano economico proponeva di trasformare Fincalabra, la finanziaria regionale, in uno strumento capace di sostenere investimenti e occupazione e di introdurre Risca, un titolo fiscale regionale concepito non come moneta avente corso legale, ma come mezzo utilizzabile negli scambi e per alcuni obblighi tributari regionali. La parte più riconoscibile della sua proposta riguardava, però, il ruolo della Calabria nel Mediterraneo, immaginata non più come periferia meridionale dell’Europa, ma come piattaforma economica rivolta verso il Nord Africa, con il porto di Gioia Tauro e l’aeroporto dello Stretto chiamati a diventare i cardini di una nuova politica per il Mezzogiorno.

Dentro questa cornice trovavano posto anche le emergenze quotidiane, dalla ferrovia ionica alle strade incompiute, dall’isolamento di interi territori alla partenza dei giovani, mentre sul piano nazionale Dsp confermava una linea alternativa a quella delle principali forze parlamentari, fondata sulla critica dell’attuale costruzione europea, sull’opposizione alla Nato e all’invio di armi all’Ucraina, sulla neutralità internazionale e su un maggiore intervento pubblico nell’economia.

Toscano si definisce di formazione democristiana, ma molte delle sue proposte economiche utilizzano parole storicamente appartenute alla sinistra: difesa dei salari, sanità pubblica, intervento dello Stato nei settori strategici e contrasto alla precarietà. Anche sull’immigrazione insiste principalmente sul lavoro, sostenendo che la disponibilità di manodopera straniera finisca per comprimere le retribuzioni; una posizione che lo distingue sia dall’approccio umanitario del centrosinistra sia dalle parole d’ordine esclusivamente securitarie della destra e che gli consente di rivolgersi a un elettorato trasversale, difficile da collocare nelle categorie tradizionali.

Visione Tv, un pubblico molto più grande del partito

La principale fonte di notorietà di Toscano resta Visione Tv, la piattaforma da lui fondata e diretta, che dichiara oltre 300mila iscritti su YouTube, più di ottomila video e circa 250 milioni di visualizzazioni complessive. Attorno al canale, nato per proporre una lettura alternativa delle grandi questioni politiche, economiche e internazionali, si è formata una comunità che non è soltanto editoriale e che rappresenta inevitabilmente anche il primo bacino politico del presidente di Dsp.

Il rapporto tra quei numeri e il consenso elettorale rimane il punto da verificare, ma Toscano possiede una capacità di comunicazione diretta che molti candidati sostenuti da partiti più grandi non hanno. Può parlare quotidianamente a un pubblico nazionale senza dipendere dagli spazi concessi dai mezzi d’informazione tradizionali, scegliere i temi attorno ai quali costruire la campagna e mobilitare sostenitori che condividono non soltanto una lista di proposte, ma una lettura complessiva della politica italiana e degli equilibri internazionali.

Questa rete non garantisce automaticamente voti, come dimostrano i risultati delle precedenti consultazioni, ma in una competizione breve e territorialmente delimitata può consentire a Dsp di dare alla candidatura una visibilità superiore alla consistenza della sua organizzazione locale.

Dopo Rizzo, la possibilità di aprire una nuova fase

La candidatura arriva al termine dell’estate più difficile attraversata dal partito. Nel giugno 2026 il rapporto tra Toscano e Marco Rizzo è entrato in crisi sul funzionamento di Dsp, sulla linea politica e sulle possibili interlocuzioni con Roberto Vannacci, fondatore di Futuro nazionale: Rizzo ha sostenuto che un’alleanza con Vannacci non fosse mai stata discussa né approvata dagli organismi dirigenti, mentre Toscano ha convocato un congresso straordinario, celebrato il 26 luglio a Roma, dal quale è uscita una linea di autonomia rispetto al centrodestra, al centrosinistra e allo stesso movimento dell’ex generale.

Rizzo non ha partecipato all’appuntamento, ne ha contestato il percorso e pochi giorni dopo ha annunciato l’uscita da Democrazia sovrana e popolare. La separazione è definitiva, mentre sulle cause e sulle responsabilità restano le versioni opposte dei protagonisti; Dsp, intanto, si presenta agli elettori con un simbolo rinnovato, fondo amaranto e una colonna stilizzata, e con un’identità ancora più legata al suo presidente.

Lo strappo può indebolire il partito, privato di una figura conosciuta e di una parte della sua organizzazione, ma offre a Toscano anche la possibilità di chiarire la linea, assumere pienamente la guida del progetto e verificare quanto consenso esista attorno alla sua proposta. Le suppletive diventano così la prima tappa di una fase nuova e il terreno scelto non è casuale: la Calabria è la sua regione, Gioia Tauro la sua città e il collegio reggino il luogo nel quale il profilo nazionale del leader può incontrare una storia politica e personale riconoscibile.

Il 27 e 28 settembre Francesco Toscano correrà per conquistare un seggio alla Camera contro candidati sostenuti da coalizioni più forti, ma parteciperà anche a una sfida interna al mondo sovranista, dove dovrà dimostrare che esiste uno spazio diverso da quello occupato da Vannacci e che Dsp può continuare il proprio cammino senza Rizzo. Non parte favorito e i numeri impongono prudenza, ma possiede radici territoriali, capacità comunicativa e un elettorato potenziale difficile da intercettare con gli strumenti tradizionali: per questo, in una partita segnata dalle divisioni e dall’incognita dell’affluenza, la sua candidatura potrebbe avere un peso superiore a quello suggerito dalle percentuali raccolte finora.