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25/08/2026 ore 10.46
Politica

Suppletive Reggio: la macchina Cannizzaro spinge Roscioli, Giannetta tra l’8 e il 16%. Ecco come potrebbe finire

La sfida in riva allo Stretto resta saldamente nelle mani del centrodestra. La candidatura di Vannacci può però erodere voti a Forza Italia e misurare il reale peso personale dell’ex azzurro

di Franco Gemoli

La candidatura di Domenico Giannetta con Futuro Nazionale introduce una variabile reale nelle elezioni suppletive di Reggio Calabria, ma non appare sufficiente, almeno allo stato attuale, per rovesciare un rapporto di forze costruito negli ultimi anni attraverso risultati elettorali, controllo politico del territorio e una rete istituzionale che vede Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto nelle condizioni di mobilitare quasi tutte le componenti del centrodestra a sostegno di Fabio Roscioli.

Non si tratta di un sondaggio, né di una previsione fondata su rilevazioni demoscopiche, ma di una simulazione politica costruita incrociando i risultati delle precedenti consultazioni, il peso personale dei candidati, la possibile affluenza e le strutture organizzative disponibili nel collegio. La conclusione centrale assegna a Roscioli il 55%, a Frank Benedetto il 33% e a Giannetta il 12%, con una forbice per il candidato di Vannacci compresa tra l’8 e il 16%.

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Il punto di partenza rimane la solidità elettorale del centrodestra reggino. Alle regionali del 2025, nella circoscrizione Sud coincidente con la provincia di Reggio Calabria, Roberto Occhiuto raggiunse il 65,5%, mentre il campo progressista guidato da Pasquale Tridico si fermò al 33,6%; pochi mesi dopo, alle comunali del maggio 2026, Cannizzaro conquistò Palazzo San Giorgio con il 65,68%, lasciando Domenico Battaglia al 24,74%.

Roscioli non possiede il radicamento personale di Cannizzaro, ma può contare su una macchina politica particolarmente estesa. Il sindaco di Reggio guida anche la Città metropolitana, controlla una maggioranza comunale di 24 consiglieri su 32, coordina Forza Italia in Calabria e rappresenta, insieme a Occhiuto, il principale punto di collegamento tra il territorio reggino e il vertice nazionale del partito. Anche la presidenza del Consiglio regionale affidata a Salvatore Cirillo, esponente reggino di Forza Italia, certifica il peso raggiunto da quest’area politica dentro Palazzo Campanella, pur nel rispetto dell’autonomia istituzionale della carica.

In un’elezione suppletiva, nella quale la partecipazione potrebbe risultare sensibilmente inferiore rispetto a una tornata politica ordinaria, la capacità di mobilitare sindaci, consiglieri, amministratori e reti territoriali può incidere più della popolarità nominale del candidato. Roscioli, tesoriere nazionale di Forza Italia e uomo di fiducia della famiglia Berlusconi, affronta dunque la campagna elettorale come terminale di un sistema organizzato, non come figura isolata arrivata da Roma.

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La variabile Giannetta rimane tuttavia più complessa di quanto suggerisca la sua lunga permanenza nel centrodestra. Alle elezioni provinciali del 28 maggio 2006, nel collegio Oppido Mamertina-Rizziconi, l’attuale candidato di Futuro Nazionale correva con La Rosa nel Pugno, all’interno della coalizione di centrosinistra guidata da Giuseppe Morabito, ottenendo 1.210 voti e il 12,62%. La coalizione raggiunse complessivamente il 59,38% e Giannetta raccolse da solo circa un quinto dei suoi consensi.

Il dato dimostra l’esistenza di un antico radicamento trasversale, costruito prima dell’ingresso nel Pdl e successivamente in Forza Italia, che potrebbe consentirgli di sottrarre qualcosa anche a Benedetto, soprattutto nella Piana e nei territori dove pesano maggiormente le relazioni personali, professionali e familiari. Ma sono trascorsi vent’anni e oggi Giannetta non si presenta con una formazione socialista o riformista: corre sotto il simbolo di Roberto Vannacci, collocato nettamente a destra e difficilmente compatibile con la sensibilità dell’elettorato progressista.

La sua capacità di erosione dovrebbe quindi indirizzarsi soprattutto verso Roscioli. Ogni dieci voti conquistati da Giannetta, sette o otto potrebbero provenire dall’area di centrodestra, uno o due dal centrosinistra e la parte restante dall’astensione o da un voto di protesta che, senza la presenza di Futuro Nazionale, probabilmente non si manifesterebbe.

Neppure le oltre 10.400 preferenze raccolte da Giannetta alle regionali del 2025 possono essere trasferite automaticamente sulla nuova candidatura, perché quel risultato fu ottenuto dentro Forza Italia, nella coalizione di Occhiuto e con il sostegno di amministratori e portatori di consenso che oggi devono scegliere tra la fedeltà personale all’ex capogruppo e la permanenza nel sistema di governo regionale. Una parte lo seguirà, ma un’altra rimarrà inevitabilmente con chi conserva incarichi, prospettive e leve politiche.

Nello scenario più sfavorevole, Giannetta potrebbe fermarsi all’8%, lasciando Roscioli intorno al 58% e Benedetto al 34%; raggiungendo il 10%, Roscioli scenderebbe al 56,5% e Benedetto al 33,5%; con Giannetta al 12%, la simulazione centrale collocherebbe Roscioli al 55% e Benedetto al 33%.

Una crescita di Giannetta fino al 14% porterebbe Roscioli intorno al 53,5% e Benedetto al 32,5%, mentre l’ipotesi massima del 16% assegnerebbe al candidato del centrodestra circa il 52% e a quello progressista il 32%. Soltanto in presenza di una mobilitazione straordinaria del centrosinistra, provocata dalla percezione di una destra realmente divisa, Roscioli potrebbe scendere sotto il 50%, attestandosi intorno al 49,5%, con Benedetto al 34,5% e Giannetta al 16%, ma al momento questa appare l’eventualità meno probabile.

La fascia più credibile rimane dunque quella compresa tra il 10 e il 13% per Giannetta, tra il 54 e il 56,5% per Roscioli e tra il 32,5 e il 34% per Benedetto. Numeri che consegnerebbero il seggio al centrodestra, permetterebbero a Vannacci di rivendicare una prima misurazione elettorale a doppia cifra e lascerebbero aperto il giudizio sul futuro politico personale di Giannetta.

Per Futuro Nazionale anche il 10% potrebbe essere presentato come un successo, trattandosi della prima prova nelle urne con il proprio simbolo; per Giannetta, invece, il metro di valutazione sarebbe inevitabilmente più severo, perché la percentuale ottenuta dovrebbe essere confrontata con il potere politico abbandonato dentro Forza Italia, nella maggioranza regionale e nel sistema amministrativo reggino.

La vera domanda delle suppletive non sarà quindi se Giannetta possa vincere, ipotesi oggi estremamente remota, ma quanto del consenso raccolto negli ultimi vent’anni appartenga realmente alla sua persona e quanto, invece, fosse prodotto dalla struttura politica dalla quale ha scelto di uscire. Vannacci può guadagnare anche perdendo; Roscioli può vincere confermando la forza dell’asse Cannizzaro-Occhiuto; Giannetta, per evitare che l’operazione si trasformi in un ridimensionamento personale, dovrà dimostrare che il suo nome vale molto più del simbolo che lo ha sostenuto fino a pochi giorni fa.