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09/09/2026 ore 17.25
Politica

Suppletive, Scopelliti entra nell’arena: «Vannacci non passerà». E Furgiuele ribatte: «Reggio sarà la nostra Sassonia»

Duello a distanza tra l’ex governatore che si schiera apertamente con il candidato di centrodestra Roscioli e il deputato di Futuro Nazionale che rivendica il crescente interesse verso il partito del generale

di Redazione Politica

«Reggio Calabria non è la Sassonia. Il generale non passerà». Giuseppe Scopelliti entra così nel confronto politico in vista delle elezioni suppletive del 27 e 28 settembre, chiamato a rinnovare il seggio lasciato libero alla Camera da Francesco Cannizzaro dopo la sua elezione a sindaco di Reggio Calabria. E lo fa schierandosi apertamente con il candidato del centrodestra, Roscioli.

L'ex sindaco di Reggio Calabria ed ex presidente della Regione Calabria, storico esponente del centrodestra, in un'intervista a Pietro Senaldi di Libero ha chiarito di non considerare la candidatura di Roscioli come un'imposizione dall'alto. «Io voterò e farò votare Roscioli – ha detto – e non vivo la sua candidatura come un'imposizione dall'alto». Secondo Scopelliti, la scelta del sostituto di Cannizzaro spettava al nuovo sindaco e la decisione di prendersi tempo in vista delle prossime Politiche sarebbe stata funzionale a «far crescere la classe dirigente locale».

Ma nelle parole di Scopelliti c'è anche un riferimento diretto a Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale che sostiene una candidatura alternativa nell'area della destra. «È vero, sono stato sondato, ho rifiutato», ha affermato Scopelliti, spiegando di voler sostenere il governo Meloni e riconoscendosi nella destra rappresentata dall'attuale presidente del Consiglio.

Alla domanda su una possibile autocandidatura, l'ex governatore ha escluso di essere interessato a una partita personale: «Io sono disposto a supportare il governo Meloni, indipendentemente dal mio ruolo personale». Poi il richiamo a una concezione tradizionale della politica: «La politica non è un affare da improvvisati», ha detto, accusando alcuni nuovi protagonisti della scena politica di concentrarsi sulla rappresentazione di istanze personali. «Io sono vecchio stampo e so di rappresentare una comunità che sostiene il centrodestra».

Parole che hanno provocato la replica immediata di Domenico Furgiuele, deputato di Futuro Nazionale con Vannacci e responsabile regionale del movimento in Calabria. Il punto contestato da Furgiuele è soprattutto quello relativo al presunto sondaggio rivolto a Scopelliti.

«Nessuno dei soggetti autorizzati a parlare e trattare per conto di Futuro Nazionale ha mai formulato a Scopelliti alcuna proposta ufficiale», sostiene Furgiuele, che invita l'ex presidente della Regione a indicare «nome e cognome» di chi lo avrebbe contattato. Se qualcuno avesse agito a nome del movimento senza averne titolo, aggiunge, «avrebbe millantato un ruolo che non possedeva».

Furgiuele contesta anche la rappresentazione di un centrodestra compatto attorno alla candidatura di Roscioli, sostenendo che dietro l'unità mostrata pubblicamente esistano «aspettative, accordi, malumori e ambizioni personali». E rivendica il crescente interesse verso Futuro Nazionale da parte di esponenti provenienti proprio dal centrodestra calabrese.

Il confronto torna quindi sulla sfida elettorale e, soprattutto, sul peso che Vannacci potrebbe avere a Reggio Calabria. Scopelliti è netto: «Reggio Calabria non è la Sassonia».

Furgiuele raccoglie la provocazione e la rilancia: «Non saranno né lui né io a stabilirlo. Lo stabiliranno i reggini il 27 e 28 settembre». E chiude con uno slogan destinato a diventare uno dei temi della campagna elettorale: «Reggio Calabria sarà la nostra Sassonia».

A poco più di due settimane dal voto, dunque, la competizione per il seggio della Camera assume anche i contorni di un confronto interno alla destra. Da una parte il centrodestra tradizionale, che punta sulla continuità e sulla candidatura di Roscioli; dall'altra Futuro Nazionale, che prova a intercettare il consenso di un elettorato di destra insofferente verso gli equilibri consolidati. Una partita che si giocherà nelle urne e che potrebbe offrire indicazioni anche in vista delle prossime elezioni politiche.