Tajani incorona Cannizzaro: «La Calabria modello virtuoso, qui Forza Italia cresce il con il consenso e le idee»
Al primo congresso regionale degli azzurri il leader nazionale rilancia il ruolo della Calabria nel centrodestra: «C’è una classe dirigente che funziona». Difesa della democrazia interna, focus su export, Zes e infrastrutture: «I calabresi devono poter eccellere nella loro terra»
Al primo congresso regionale di Forza Italia Calabria, in corso al Palazzetto dello Sport di Lamezia Terme, Antonio Tajani blinda la leadership di Francesco Cannizzaro e rilancia la sfida azzurra nel Mezzogiorno: «La Calabria è un modello virtuoso, qui c’è una classe dirigente che funziona e un tessuto imprenditoriale che cresce». È il messaggio politico che il vicepremier e segretario nazionale affida ai giornalisti mentre la platea azzurra si riunisce per l’assise che incoronerà all’unanimità il deputato reggino alla guida del partito calabrese.
Tajani arriva in Calabria con parole che sanno di investitura definitiva. «Un conto è essere nominato, un conto è essere eletto», scandisce, rivendicando la scelta di trasformare Forza Italia in un partito dove «ogni iscritto conta e ogni iscritto sceglie chi deve guidarlo». Una sottolineatura che diventa anche risposta alle polemiche sulla democrazia interna: «Ho rinunciato al potere di nominare i segretari regionali perché volevo dirigenti eletti dagli iscritti. In democrazia si discute, non esistono caserme».
L’intervento del leader azzurro è un mix di rivendicazione politica, rilancio economico e difesa dell’identità liberale del partito fondato da Silvio Berlusconi. Tajani insiste soprattutto sui temi economici e sociali: lavoro, salari, pensioni, giovani costretti a lasciare la propria terra. «Il diritto al lavoro, a un salario dignitoso (che non è il salario minimo), alla possibilità di studiare e vivere dove si è nati sono battaglie liberali», afferma.
Poi i numeri. Il ministro degli Esteri e del Commercio internazionale cita la crescita dell’export italiano e calabrese come cartina di tornasole della vitalità produttiva del territorio: «La Calabria aumenta le esportazioni insieme al resto del Paese. Vuol dire che c’è un tessuto imprenditoriale che merita di essere sostenuto». Sul tavolo finiscono anche la Zes unica, gli investimenti sulle infrastrutture e il sistema aeroportuale regionale, con un ringraziamento esplicito a Cannizzaro «per l’impegno sullo sviluppo dell’aeroporto di Reggio». E proprio Reggio Calabria diventa uno dei punti centrali del ragionamento politico del segretario nazionale. «È una città metropolitana che merita grande attenzione. Sono convinto che con l’amministrazione Cannizzaro si potranno fare importanti salti in avanti», dice, lasciando intravedere la strategia azzurra sul territorio. Tajani parla di «modello Calabria» senza esitazioni. «Ogni regione ha la propria specificità, ma qui ci sono dati economici che raccontano una regione in crescita». E aggiunge: «I calabresi non devono eccellere soltanto quando vanno via dalla Calabria, ma devono poter eccellere nella loro terra».
Tajani respinge l’idea di un partito monolitico: «L’unanimità non significa pensare tutti allo stesso modo. Significa condividere lo stesso obiettivo». Da qui il riconoscimento al lavoro di Cannizzaro, capace — secondo il leader azzurro — di costruire una squadra «che rappresenta tutte le anime del partito». E quando gli chiedono del futuro congresso nazionale e della sua leadership, Tajani chiude con una frase che suona da professione di militanza: «Sono prima di tutto un militante di Forza Italia. Non credo nella poltrona, è l’ultima cosa che mi interessa».