Terza esclusione consecutiva dai Mondiali dell’Italia, Orsomarso punta il presidente Figc: «Gravina dia conto dei risultati»
Il senatore e membro della Commissione Finanze ha annunciato un’interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sport, definendo la mancata qualificazione degli Azzurri «un’umiliazione sportiva, istituzionale e simbolica senza precedenti»
Dopo l’ennesima esclusione della nazionale italiana di calcio dai Mondiali, il senatore di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Finanze Fausto Orsomarso è intervenuto con una nota diffusa sui social, annunciando una interrogazione urgente a più firme al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sport.
Ieri sera, l’Italia ha perso ai rigori la finale play off contro la Bosnia, mancandone così l’accesso per la terza edizione consecutiva ai Campionati mondiali di calcio, dopo le assenze del 2018 e del 2022.
«Oggi in Senato abbiamo presentato a più firme una interrogazione urgente a Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sport per chiedere conto dei risultati di una lunga gestione Gravina», scrive Orsomarso.
Nell’interrogazione parlamentare si definisce la situazione come «un’umiliazione sportiva, istituzionale e simbolica senza precedenti recenti», sottolineando che il torneo 2026, il primo ad allargarsi a 48 squadre, avrebbe reso più semplice la qualificazione.
Nell’interrogazione, si evidenzia come Gabriele Gravina ricopra incarichi federali dal 1992 e sia presidente della FIGC dal 22 ottobre 2018. «Dodici anni senza mondiali di calcio bastano e avanzano perché Gravina si dimetta per far iniziare un nuovo corso del calcio italiano», scrivono i firmatari, citando un presunto impoverimento tecnico, ritardi infrastrutturali, distacco tra vertici e territorio e mancanza di una strategia sui vivai.
L’interrogazione menziona inoltre indagini giudiziarie passate a carico di Gravina, pur ricordando le dichiarazioni di totale estraneità del presidente della Figc ai fatti contestati, sottolineando però la «questione evidente di opportunità istituzionale» alla luce dei risultati sportivi catastrofici. L’interrogazione parlamentare si conclude richiamando l’importanza del calcio in Italia come fenomeno sociale ed economico in Italia, con oltre 4,3 milioni di praticanti e un impatto stimato di 124 miliardi di euro.