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08/06/2026 ore 17.01
Politica

Tirocinanti, in Consiglio regionale arriva la proposta di legge: 39.5 milioni per stabilizzazioni e fuoriuscite volontarie

I Tis stamattina davanti a Palazzo Campanella, poi l’incontro con il presidente dell’assemblea Cirillo e l’assessore Calabrese. Il provvedimento interessa una platea di 938 persone e prevede assunzioni negli enti, incentivi economici fino a 40mila euro e misure di riqualificazione professionale

di Claudio Labate

C’erano anche i Tirocinanti questa mattina a Palazzo Campanella, in attesa di avere notizie sul loro futuro che ha una scadenza precisa. Poco prima dell’orario di convocazione del Consiglio regionale l’incontro con il presidente Salvatore Cirillo e l’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese.
Saverio Bartoluzzi (Usb Federazione Sociale Calabria) al termine dell’incontro non usa giri di parole: «Ovviamente contiamo molto sulle tempistiche perché queste famiglie non hanno un sussidio idoneo al di sotto della soglia di povertà: riteniamo che 3 euro e 50 sono qualcosa di assurdo quando le spese per andare a un corso di formazione sono molto superiori e riteniamo che questi corsi di formazione devono immediatamente cessare perché ogni tirocinante non si deve sentire avvilito davanti a tanta povertà».

Il fattore tempo diventa importante proprio perché è stato promesso ai lavoratori che la questione sarebbe stata affrontata in un Consiglio regionale ad hoc. Ed invece i capigruppo della maggioranza hanno firmato una nuova legge chiedendone l’inserimento al secondo punto dopo il dibattito sul caporalato all’indomani della tragica morte dei 4 lavoratori ad Amendolara. L’opposizione è insorta, contestando non il merito dell’intervento legislativo, ma il metodo, volendo, e potendo, essere coinvolti nella discussione sul tema, al quale avrebbero voluto apportare il proprio contributo, dimostrandolo in aula non risparmiando critiche ma votando favorevolmente il provvedimento.

Fatto sta che dalla ricognizione effettuata dal dipartimento competente emerge che i Tis ammessi al quinto anno sono complessivamente 3.758. Di questi, 1.055 soggetti over 60 risultano già fuoriusciti attraverso le misure dedicate, determinando una platea attiva pari a 2.703 unità. Rispetto ai Tis ancora attivi nel bacino, gli enti hanno richiesto ai centri per l'impiego l'attivazione di procedure di avviamento a selezione ai sensi dell'articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, per complessive 1.765 posizioni. Nell'ambito di tale processo risultano già 1.673 soggetti avviati a selezione. La legge, quindi, non interviene sull'intero bacino storico dei 3.758 Tis, né sui soggetti già fuoriusciti, né sui lavoratori già ricompresi nelle posizioni richieste dagli enti. Il perimetro della proposta di legge è circoscritto alla platea residuale massima di 938 lavoratori, suscettibile di ulteriore riduzione in caso di ampliamento delle assunzioni, scorrimento delle graduatorie o attivazione di ulteriori percorsi di stabilizzazione.

La proposta di legge, che mobiliterà circa 39,5 milioni di euro, opererà secondo una “logica sequenziale” e integrata e chi rifiuta una delle misure proposte viene escluso immediatamente e definitivamente dal bacino regionale: prima si valorizzano le stabilizzazioni finanziabili con le risorse statali; successivamente si utilizzano le risorse assegnate e non utilizzate per ampliare la capacità di assorbimento; infine si interviene sulla quota residua attraverso bonus di fuoriuscita volontaria e politiche attive del lavoro.
Dunque, un piano in tre fasi che prevede in un primo momento 277 stabilizzazioni ordinarie finanziate con lo stanziamento ordinario statale di 5 milioni di euro annui, che prevede un contributo di 18mila euro all'anno per ciascun contratto a tempo indeterminato part-time. La seconda fase prevede 67 stabilizzazioni aggiuntive finanziate tramite il recupero di risorse statali assegnate e non utilizzate negli anni precedenti (pari a 14,5 milioni di euro). In questo caso la copertura è calcolata in modo prudenziale per 12 anni, ipotizzando un'età media di 55 anni fino al pensionamento. Infine la terza fase prevede la fuoriuscita volontaria e politiche attive per 594 lavoratori gestite con un plafond di 20 milioni di euro a valere sul PR Calabria 2021-2027. L’operazione prevede l'erogazione di un bonus una tantum (fino a un massimo di 40mila euro, con una media stimata di 30mila euro) per chi sceglie la fuoriuscita volontaria. Le risorse residue (circa 2,18 milioni di euro) finanzieranno corsi di formazione e riqualificazione.