Vannacci, il traghetto verso Montecitorio si riempie: ecco chi prepara le valigie in Calabria
Futuro Nazionale continua a pescare nel centrodestra e nella regione il movimento è ormai strutturato. Ma sul molo circolano altri nomi, alcuni decisamente pesanti. Per ora nessuna nuova adesione: corteggiamenti e interlocuzioni sarebbero ancora tutti in itinere
Il porto sicuro esiste. Lo hanno detto loro, mica noi. E a giudicare dal movimento che si registra sulla banchina calabrese di Futuro Nazionale, il problema comincia semmai a essere un altro: capire quanti abbiano già acquistato il biglietto, quanti stiano chiedendo informazioni sugli orari e quanti, con la valigia prudentemente nascosta dietro la schiena, vogliano prima essere certi che il traghetto faccia davvero scalo a Montecitorio.
Roberto Vannacci, del resto, il mare aperto lo ha scelto da tempo. A febbraio ha mollato gli ormeggi della Lega e fondato Futuro Nazionale, una destra dichiaratamente non moderata che in pochi mesi ha cominciato a sottrarre uomini, amministratori e pezzi di classe dirigente proprio ai partiti del centrodestra dai quali avrebbe dovuto tenersi distinta. E quando a luglio un sondaggio YouTrend ha accreditato la creatura del generale del 7,6 per cento, davanti alla Lega e ormai pericolosamente vicina a Forza Italia, è diventato improvvisamente più difficile stabilire dove finisse la passione ideale e dove cominciasse quella, assai più terrena, per un futuro collegio elettorale.
In Calabria il traghetto, peraltro, ha già effettuato diverse fermate. Domenico Furgiuele, deputato proveniente dalla Lega, è diventato il riferimento regionale del partito; a Lamezia Terme Futuro Nazionale dispone di una propria rappresentanza istituzionale e a giugno è arrivato persino Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio regionale e per anni uno dei volti più riconoscibili di Forza Italia in Calabria. Il movimento rivendicava a luglio migliaia di iscritti nella regione e appena una settimana fa, a Villa San Giovanni, Furgiuele ed Edoardo Ziello riunivano militanti calabresi e siciliani mentre il partito ragionava persino sulla candidatura per le suppletive di Reggio Calabria.
Insomma, la nave non è più un gozzo. Ed è proprio adesso che sulla banchina cominciano a circolare altri nomi.
Uno è quello dell’avvocato Giacomo Saccomanno, già commissario regionale della Lega in Calabria e uomo che per anni ha avuto rapporti diretti con i vertici nazionali del Carroccio. Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti politici, Saccomanno sarebbe oggetto di un corteggiamento da parte di esponenti romani di Futuro Nazionale. Contatti e interlocuzioni che, è bene precisarlo, non risultano al momento sfociati in alcuna adesione e che sarebbero ancora completamente in itinere.
Sul molo, però, potrebbe non essere solo.
Tra i nomi attorno ai quali si rincorrono le indiscrezioni compare anche quello di Giovanni Macrì, tornato pochi mesi fa alla guida di Tropea. Anche in questo caso nessun cambio di casacca può essere dato per consumato e nessuna adesione è stata annunciata. Il nome del sindaco, secondo quanto filtra dagli ambienti politici, sarebbe semplicemente entrato nel giro delle interlocuzioni che accompagnano la crescita del movimento vannacciano in Calabria.
E proprio Tropea conduce a un terzo nome. Quello decisamente più pesante. Giuseppe Mangialavori, deputato di Forza Italia e presidente della commissione Bilancio della Camera, non è certo un passeggero qualunque. Già coordinatore regionale degli azzurri, parlamentare di lungo corso e figura con un peso rilevante negli equilibri del centrodestra calabrese, Mangialavori è tuttora pienamente collocato in Forza Italia e non esiste, allo stato, alcun passaggio politico ufficiale da raccontare. Eppure anche il suo nome, secondo le indiscrezioni raccolte, viene fatto circolare nel grande movimento che si starebbe sviluppando attorno alla creatura di Vannacci.
Qui la prudenza è obbligatoria e la distinzione sostanziale: un nome che circola non è un’adesione, un’interlocuzione non è un accordo e un corteggiamento non equivale a un cambio di partito. Tutto sarebbe ancora in itinere e proprio le prossime settimane diranno se dietro qualcuna di queste indiscrezioni esista una rotta politica destinata a diventare pubblica oppure soltanto il fisiologico chiacchiericcio che accompagna ogni stagione di riposizionamento.
Resta però il fenomeno politico. Futuro Nazionale non sta crescendo soltanto attraverso militanti nuovi, ma raccogliendo uomini provenienti soprattutto dalle diverse famiglie del centrodestra, tanto che in Calabria il precedente Tallini dimostra come persino vecchie appartenenze apparentemente consolidate possano diventare improvvisamente meno definitive.
Vannacci, insomma, potrebbe aver scoperto una vocazione che forse neppure lui aveva previsto: traghettatore delle anime in pena della politica, punto di approdo per delusi, irrequieti, amministratori, parlamentari e aspiranti tali che guardano alla nuova formazione chiedendosi se possa rappresentare una casa politica oppure, più prosaicamente, una buona nave sulla quale affrontare le prossime elezioni.
Sul traghetto qualcuno è già seduto, qualcuno viene corteggiato, qualcuno starebbe chiedendo informazioni e qualcun altro, probabilmente, negherà persino di conoscere gli orari delle partenze. Il porto, dunque, c’è. Il comandante pure. I passeggeri aumentano. Resta da capire quanti abbiano scelto la destinazione e quanti, più semplicemente, abbiano controllato sul biglietto che l’ultima fermata fosse Montecitorio.