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18/07/2026 ore 07.26
Politica

Vannacci, la "remigrazione necessaria” e le carceri che scoppiano: Gianni Alemanno lancia la sfida dalla Calabria

Le parole d’ordine dalla tappa dell’ex sindaco di Roma a Vibo. Dal racconto della sua «ingiusta detenzione» all’attacco al cuore del governo «che non difende la sovranità italiana». Parte l’Opa di Futuro nazionale: «A destra c’è un grande spazio politico»

di Fabrizio Flavio Quattrocchi

Non è solo la presentazione di un libro, ma la posa della prima pietra di un nuovo asse politico che guarda a destra di Palazzo Chigi. Presso l’Hotel Cala del Porto, ospite del comitato numero 322 di Futuro Nazionale, Gianni Alemanno ha tracciato la rotta della sua nuova creatura politica, sancendo la confluenza del movimento "Indipendenza" nel soggetto politico guidato dal generale Roberto Vannacci. Un raggruppamento che punta a occupare lo spazio della sovranità reale, ponendosi in aperta collisione con l'attuale leadership del centrodestra di governo.

Il dramma delle carceri e la vicenda personale: "Un'ingiusta detenzione"

Il punto di partenza del dibattito è il volume scritto a quattro mani con Fabio Falvo, "L’emergenza negata: il collasso delle carceri italiane". Per Alemanno non si tratta di una riflessione teorica, ma del bilancio di un'esperienza vissuta in prima persona tra le mura di Rebibbia.

L'ex sindaco di Roma ha rivendicato con forza la propria innocenza, definendo il periodo di reclusione come un’"ingiusta detenzione" e annunciando una svolta sul piano legale: la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha infatti accolto il suo ricorso, muovendo dal presupposto che la condanna fosse legata al reato di abuso d'ufficio, successivamente abolito dal legislatore italiano.

Dalla vicenda personale lo sguardo si allarga alla crisi del sistema penitenziario, descritto come un perenne "collasso" strutturale, aggravato – secondo l'analisi di Alemanno – dal fenomeno del sovraffollamento. Un nodo, quest'ultimo, legato a doppio filo alla gestione dei flussi migratori: l'esponente politico ha denunciato la presenza massiccia di detenuti stranieri, spesso trasformati in "manovalanza" per la criminalità organizzata. La ricetta proposta non usa mezzi termini: una strategia di "remigrazione necessaria" per alleggerire la pressione logistica e sociale sulle strutture dello Stato.

L'affondo a Meloni e il "fattore" Vannacci

Il vero fulcro politico della serata è stato però l'attacco frontale a Giorgia Meloni e alla linea diplomatica dell'esecutivo. Secondo Alemanno, la "cattiva situazione italiana" deriva da una cronica sudditanza nei confronti dell'Unione Europea, un deficit di fermezza che la stessa Premier non avrebbe saputo colmare.

"La sovranità italiana non è stata difesa nemmeno dai Conservatori Europei," ha incalzato Alemanno, sottolineando con una metafora geopolitica come il partito della Premier sia legato a doppio filo a dinamiche continentali distanti dall'interesse nazionale, richiamando il simbolo del leone inglese, storicamente antagonista degli interessi italiani.

La vera alternativa sovrana, per l’ex ministro, è oggi rappresentata dal progetto del generale Roberto Vannacci. Alemanno ha raccontato del loro primo incontro, avvenuto "in tempi non sospetti", che ha posto le basi per l'integrazione di Indipendenza in Futuro Nazionale. "Esiste un grande spazio politico a destra," è la scommessa dei promotori, convinti che il partito di Vannacci sia l'unico vero baluardo dell'identità nazionale.

La Calabria, il Mediterraneo e la sovranità energetica

Nel finale, Alemanno ha stretto un legame ideale con la platea calabrese, ricordando il sostegno storico ricevuto da questa terra fin dai tempi della sua elezione a sindaco di Roma.

La sfida lanciata ai calabresi è di stampo geopolitico ed economico: riappropriarsi del Mediterraneo. L'Italia – secondo le conclusioni del dibattito, arricchito dagli interventi dei relatori – deve smettere di subire le decisioni esterne e puntare con decisione a una reale sovranità energetica, pilastro fondamentale per qualsiasi autonomia politica futura.

Al dibattito, insieme ad Alemanno, è intervenuto un parterre di rilievo locale e nazionale: dal coordinatore regionale Domenico Furgiuele a figure storiche e istituzionali come l'ex presidente del Consiglio Regionale della Calabria Domenico Tallini, Pino Scianò, Mino De Pinto, Iolanda Cuomo (componente dell'Assemblea Nazionale), il dottor Benincasa, Fabrizio Falvo e il volto noto del giornalismo e della televisione Rai, Anna La Rosa, che ha animato il dibattito.