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11/06/2026 ore 07.00
Politica

Vannacci vuole l'anima della destra italiana: così il generale trasforma il risentimento in consenso

Busto di Mussolini, impero romano, confini come fobie: il capo di Futuro Nazionale non sfida il centrosinistra, punta a svuotare una destra che giudica troppo morbida. E va preso sul serio

di Tacco di Ghino
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Se il presidente del Senato ha sentito il bisogno di tenere in casa il busto di Mussolini, abbiamo pronto un Generale che quel busto lo espone con le sue idee, lo riprende con le sue follie ed è pronto a riproporlo con l’esempio illuminante del Ventennio. Vannacci non combatte contro il centrosinistra, vuole togliere l’anima alla destra italiana, che per lui è troppo morbida, troppo permissiva.

Da Salvini a Vannacci, il salto della quaglia (con salvagente) di Domenico Furgiuele

Un generale forte di un suo libro intitolato Il Mondo al Contrario che ha venduto mezzo milione di copie. Un libro fatto di identità, confini, gerarchia, e soprattutto di un passato travestito da futuro.

Ma il Generale ha le idee chiare quando colloca prima l’Italia, poi lo Stato, poi il Diritto, esattamente nell’ordine che ha scritto lui stesso. Tutto il resto viene dopo, molto dopo.

E così il passo è breve nell’evocare l’impero romano, la patria che è sacra, Cristo che è romano. Per poi arrivare a quella benedetta storia dei confini che dovrebbero servire a rinchiudere l’Italia dentro se stessa, nei suoi limiti, nelle sue paure e nelle sue fobie. Un terreno fertile per un generale che aspetta solo di cavalcare in mezzo a una folla osannante.

Tra i primi aderenti figura un deputato coinvolto nel ferimento di un uomo con un colpo di pistola a Capodanno. Piccole cose, cosa vuoi che contino davanti alla dignità, all’eroismo, al culto dei noi bianchi. Per arrivare a tante cose sottotraccia che al momento è meglio non tirare fuori.

Mentre il centrodestra è impantanato in un governo in gravi difficoltà, in un paese che sta pagando il prezzo di una crisi economica che si finge di non vedere, con un futuro molto grigio per l’Italia, il mostro non arriva nell’oscurità, arriva in piena luce, con la musica da gladiatori in sottofondo e la mano destra sul cuore.

Esattamente come diceva Gramsci: “Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri”.

Nella storia italiana non sono mai mancati gli uomini che hanno promesso di riportare indietro l'orologio. La novità è che oggi uno di loro parla il linguaggio dei social, conosce le paure del presente e sa trasformare il risentimento in consenso. È questa la sua vera forza politica. Ed è per questo che il generale va preso sul serio: non per ciò che rappresenta oggi, ma per ciò che potrebbe diventare domani nel vuoto lasciato da una destra che il generale furbescamente vuole far passare ormai troppo moderata.

Non sottovalutatelo: può diventare pericoloso per la democrazia.

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