Quasi una conclusione: Alvaro, l'Edizione Nazionale e un debito che si salda con la Calabria
Ventisei puntate, un anno di lavoro, una scommessa vinta. E nel 2026 il traguardo storico: l'Edizione Nazionale dell'Opera omnia di Alvaro. Il primo scrittore calabrese ad affiancare Dante, Leopardi, Pirandello
È stato un lungo viaggio: iniziato quasi un anno fa, quando fu siglato l'accordo (gratuito) con LaC per una rubrica alvariana di taglio innovativo e divulgativo. Con questa ultima, sono ventisei puntate; e tutte saranno raccolte in una edizione digitale, che potrà essere scaricata gratuitamente (ma ce ne sarà anche una cartacea, per chi la vorrà). Devo confessare: credevo che l’impegno sarebbe stato minore. Ma ne è valsa la pena: sono stato obbligato dalla formula adottata (quasi sempre un volume a puntata, secondo la cronologia originaria) a ripensare alcune zone di ricerca che avevo lasciato in ombra, a rivedere alcuni aspetti importanti dell’opera alvariana, alla luce di nuove scoperte.
Avevo constatato che troppo spesso Alvaro, in Calabria, era citato e osannato più che letto: una icona a cui tributare un omaggio di circostanza, senza però conoscerlo davvero e, soprattutto, leggerlo. È nata così l'idea di dare ai lettori di LaC uno strumento agile, immediato, ben fruibile, per avvicinarsi all'autore, per imparare a conoscerlo e a leggerlo. Mi dicono, dalla redazione, che il risultato – a giudicare dai contatti – è stato raggiunto.
Non posso che esserne felice. Da trent'anni studio Alvaro, e naturalmente non solo lui: per professione sono uno storico della letteratura che ha scritto una quarantina di volumi (fra monografie ed edizioni) e circa centocinquanta saggi su autori e secoli che vanno da Dante ad oggi. Non cito questi dati per vanagloria: il prestigio derivante dalla mia carriera accademica è stato posto anche al servizio di Alvaro, che era entrato nel cono del silenzio.
Il vento è cambiato. Lo scrittore di San Luca è ora analizzato non più in chiave localistica, regionale, ma come un autore polimorfico di grande respiro, come un grande intellettuale di caratura europea. E oggi gode di una nuova vitalità: è entrato nei programmi scolastici, si è liberato della ‘camicia di Nesso’ che lo opprimeva, cioè di una riduzione della sua statura in chiave ‘esotica’, che lo faceva conoscere solo attraverso Gente in Aspromonte (o quasi). La battaglia storiografica è stata vinta: Alvaro è tornato a circolare in Italia e nel mondo. Ci sono voluti molti anni, molto lavoro. Ma ora c'è: in Italia e nel mondo.
Nel 2026 ricorre il settantesimo anniversario della sua morte. Se l'anno scorso – il 130° dalla nascita – era stato funestato dall'improvviso blocco, per decreto prefettizio, dell'attività della Fondazione Alvaro (che è stata lo strumento fondamentale di questa rivalutazione e che ha esercitato un ruolo basilare nella vita culturale e civile di San Luca, prima conosciuto in Italia e nel mondo solo come epicentro malavitoso), questo 2026 è stato siglato ed esaltato dalla istituzione della Edizione Nazionale dell'Opera omnia di Corrado Alvaro.
Non posso glissare su questo evento storico solo perché ne sono stato il promotore e l'ideatore. Ancora dopo un secolo e mezzo da quando le Edizioni Nazionali furono create (nell’ultimo quarto del secolo XIX) ad opera di Francesco De Sanctis, immenso storico della letteratura italiana e allora anche Ministro dell’Istruzione, in un’Italia divenuta finalmente Nazione, nessuno scrittore calabrese aveva raggiunto questo traguardo. Oggi Alvaro è in buona compagnia: Dante, Petrarca, Machiavelli, Tasso, Foscolo, Leopardi, Verga, Deledda e Pirandello, tanto per fare qualche esempio.
Ma cosa è una Edizione Nazionale e perché è così importante? Le Edizioni Nazionali rispondono alla fondamentale esigenza scientifica di garantire la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio letterario e di pensiero costituito dagli scritti dei nostri autori. Assicurano la pubblicazione dell’Opera Omnia di uno scrittore in edizioni fondate sulla ricognizione e trascrizione critica di tutti i suoi testi – editi e inediti – chiarendone, attraverso ogni possibile documentazione, storia e formazione. Ed esprimono la sintesi dei livelli più avanzati degli studi su ogni singolo autore, dando rigorosi contributi filologici, storiografici e critici che per decenni e decenni ne focalizzano l’opera.
A ogni Edizione Nazionale, cui il Ministero offre riconoscimento e (gramo) supporto economico, è preposta, con Decreto istitutivo, una Commissione di altissimo profilo, composta da studiosi di specifica competenza, che ne segue lo sviluppo sia sotto il profilo scientifico che sotto quello operativo. La Commissione fissa i criteri della edizione dell’Opera omnia, individua i collaboratori per la preparazione dei volumi, dà il nulla osta per l’invio dei volumi alla stampa e riferisce al Ministro sull’attività espletata con apposite relazioni annuali.
Saranno ventuno i volumi che dell’Opera Omnia di Alvaro pubblicherà “La Nave di Teseo”, la casa editrice oggi più importante in Italia dal punto di vista culturale, in edizione scientificamente ineccepibile (introduzione, testo critico, nota filologica, bibliografia): sette volumi per gli articoli, tre per le novelle, due per i romanzi e così via, seguendo la successione cronologica della composizione dei testi e secondo il genere letterario cui appartengono. Ma c’è di più, molto di più: i titoli più conosciuti di Alvaro verranno pubblicati in volumetti tascabili (ed economici) da “La Nave di Teseo”, secondo il testo messo a punto dalla Edizione Nazionale. E, soprattutto, ci sarà l’edizione digitale, aperta a tutti: uno strumento fondamentale per la ricerca, ma dotata anche di percorsi didattici, pensati per la scuola.
Mi fermo un momento sulla edizione digitale, che sarà – come quella di Pirandello – fra le più avanzate in Europa. Gli apparati filologici appariranno solo in essa (tenendo conto delle diverse redazioni: in giornali o periodici, in volume e, ovviamente, autografe). E sarà dinamica, con le varie edizioni poste a confronto, dando l’immediata visualizzazione delle varianti intercorse fra di loro; e sarà possibile scaricare tutti i materiali in Pdf, per assicurare la maggiore fruizione possibile. Sempre online si potranno consultare le occorrenze e le vocabolarizzazioni, i materiali documentari e le visualizzazioni teatrali e cinematografiche (come già è stato fatto per Pirandello); e per le scuole saranno approntati itinerari didattici e visuali sull’opera alvariana, sfruttando le risorse mediatiche (film scaturiti dall’opera di Alvaro; rappresentazioni teatrali dei suoi lavori; luoghi e percorsi delle sue narrazioni, etc.).
Nella sua triplice forma l’Edizione Nazionale alvariana sarà per la Calabria una punta culturale di diamante nel panorama italiano, europeo e mondiale; e la congiungerà più che mai all’Europa nel segno di uno scrittore che – come si è visto nel corso del nostro viaggio testuale – ha saputo unire nella sua opera tutta la più alta tradizione culturale della propria terra e l’esplorazione della civiltà occidentale a lui contemporanea.
Non è solo un traguardo raggiunto, quello dalla istituzione: è una partenza, per un viaggio lungo (una decina d’anni) e accidentato e faticoso, al termine del quale Alvaro sarà passato dalla cronaca alla storia. Oggi di lui sappiamo troppo poco. Dovremo rintracciare tutta la documentazione che lo riguarda, ricostruire la rete estesissima delle sue frequentazioni letterarie, ritrovare le lettere che ha scritto a un numero impressionante di corrispondenti, molto spesso sconosciuti, in modo da costruire (e pubblicare, ma solo in digitale, il che consente un aggiornamento continuo) un epistolario che si snoderà cronologicamente, rappresentando uno strumento fondamentale per gli studiosi del presente e del futuro.
Naturalmente per quest'opera titanica non basteranno i contributi ministeriali. Toccherà soprattutto a me, che presiedo questa Edizione Nazionale, trovare altri fondi da investire nella ricerca (avremo bisogno di molte borse per giovani studiosi), nella digitalizzazione integrale dell'opera alvariana, nella sua valorizzazione in Italia e all'estero; e, per questo, confido molto nella Regione, che non può non coadiuvare questa impresa, e nell'Europa. L’ho scritto per Pirandello e vale anche per Alvaro: nel caso di questi scrittori, fare una Edizione Nazionale è molto più difficile. Di Leopardi sappiamo tutto, o quasi: il quadro è sostanzialmente completo, la documentazione è esaustiva. Nel nostro caso, invece, è quasi tutto da fare, da trovare, da interpretare, da sistematizzare.
Finché avrò vita, mi dedicherò in modo sempre più totalizzante ed esclusivo a questa Edizione (per mia fortuna, quella di Pirandello, nata nel 2017 e che purtroppo presiedo, nel prossimo triennio giungerà al termine). Sono nato in Calabria; e con l’Edizione Nazionale di Alvaro pagherò il debito che ho contratto nascendo in questa terra, vivendo in essa il mio ‘inventario dell'universo’ (è una definizione alvariana che cito spesso, perché splendidamente emblematica), fino a quando anch’io sono andato via – spinto dalle vicissitudini della carriera accademica – per tornarci sempre, a intervalli sempre più brevi. Amandola sempre, come non credevo possibile. Anche quando ho dovuto vivere cristologicamente una vicenda incredibile, che ha tentato invano di ‘macchiare’ in qualche modo la purezza assoluta (ho sempre rifiutato compensi e rimborsi spese) della mia dedizione alla Calabria. Me ne sono fatto una ragione: mi libro in un’altra orbita, molto più alta, dove lo squallore del mondo e degli uomini e, talvolta, delle istituzioni viene filtrato e decantato.