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01/10/2026 ore 12.04
Parchi Marini Calabria

Futuro degli oceani, la Calabria porta in Europa il modello dei 6 Parchi Marini e delle 28 Zsc

Epmr tra le sole 26 pubbliche amministrazioni nella consultazione promossa dalla Commissione Ue. Depositato un documento tecnico con proposte, progetti e soprattutto una visione strategica che fa leva sul know-how dell’ente

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La Regione Calabria porta a Bruxelles una proposta concreta per il futuro del patrimonio blu: fare dei Parchi Marini Regionali non solo aree da proteggere, ma piattaforme territoriali di conoscenza, innovazione, turismo sostenibile, sicurezza e nuova economia blu. È questo il senso del contributo, trasmesso nelle scorse settimane dall’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) della Calabria, alla consultazione pubblica, promossa dalla Commissione europea, sulla futura legge europea sugli oceani e sulla revisione della Direttiva relativa alla pianificazione dello spazio marittimo. Una partecipazione tutt’altro che ordinaria, se si considera che le adesioni italiane sono state complessivamente appena 46, pari al 5,29% del totale, mentre in tutta Europa soltanto 26 Pubbliche Amministrazioni, il 2,99% dei partecipanti, hanno scelto di intervenire. Numeri che collocano l’EPMR tra i pochi enti pubblici italiani entrati direttamente nel processo di consultazione, nel momento in cui si stanno formando le nuove regole europee per il governo degli oceani.

Con Parchi Marini calabria nella nuova governance europea del mare

La consultazione, chiusasi dopo tre mesi di lavoro, ha chiamato amministrazioni pubbliche, autorità, imprese, associazioni, esperti, cittadini e comunità costiere a contribuire alla definizione del futuro quadro europeo per la gestione sostenibile dei mari. La Regione Calabria, attraverso l’EPMR, ha depositato il proprio contributo allegando un documento tecnico con proposte, progetti e soprattutto una visione strategica che fa leva sul know-how dell’ente del primo anno di gestione ordinaria.

Il direttore Greco: dentro strategia regionale ribadita da Montuoro

«Confermiamo – spiega il direttore generale Raffaele Greco – la direzione intrapresa dalla Regione Calabria e portata avanti, in più occasioni, dall’assessore regionale all’Ambiente Antonio Montuoro: valorizzare il mare come infrastruttura ambientale, culturale ed economica. La linea è quella già avviata in sede europea, ad esempio, agli Ocean Days di Bruxelles, durante la missione istituzionale guidata dallo stesso Montuoro, presiedendo i lavori della Commissione Intermediterranea della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM). Una visione – ribadisce Greco – nella quale i Parchi Marini non sono percepiti come vincoli, ma come luoghi di tutela attiva, fruizione regolata, occupazione qualificata e sviluppo compatibile».

Regioni ed enti gestori, il livello dove l’Europa diventa concreta

Nel documento inviato alla Commissione europea, l’EPMR sottolinea un punto centrale: gli obiettivi comunitari per gli oceani possono essere realizzati solo riconoscendo il ruolo operativo delle Regioni e degli enti gestori delle aree marine protette e dei siti Natura 2000. L’Ente gestisce oggi ventotto Zone Speciali di Conservazione marino-costiere e sei Parchi Marini Regionali, che a breve saranno per altro oggetto di una nuova riperimetrazione, volta non a creare nuovi vincoli ma a costruirne una fruizione consapevole. «Ogni giorno – prosegue il direttore generale dell’EPMR – interveniamo su tutela degli habitat, monitoraggio ambientale, fruizione sostenibile, sensibilizzazione delle comunità e promozione di un’economia blu rispettosa degli ecosistemi».

Con Calabria Blu Profonda, a disposizione un modello territoriale

Il futuro atto legislativo europeo sugli oceani – sottolinea Greco – deve riconoscere che gli obiettivi dell’Europa diventano concreti attraverso il lavoro delle Regioni e degli enti gestori. Con Calabria Blu Profonda, mettiamo a disposizione un modello territoriale capace di integrare tutela degli habitat, conoscenza dei fondali, sicurezza, innovazione e turismo subacqueo sostenibile.

Dai fondali alla blue economy, rete regionale per turismo subacqueo

La proposta progettuale Calabria Blu Profonda rappresenta il cuore del contributo calabrese. Il programma punta a costruire, così come presentato anche nel corso del progetto Mare Dentro, con il viaggio di Mavisu attorno alla Calabria, conclusosi nei giorni scorsi, una rete regionale del turismo subacqueo sostenibile, integrando mappatura dei fondali, strumenti digitali interoperabili, sicurezza delle immersioni, monitoraggio partecipato, citizen science, operatori qualificati e valorizzazione responsabile dei siti naturalistici e archeologici sommersi.

La Secca di Amendolara candidata ad essere osservatorio digitale

Tra i riferimenti più significativi figura la Secca di Amendolara, nodo strategico per biodiversità e ricerca, indicata come possibile osservatorio capace di rendere accessibile, anche in chiave digitale, un patrimonio sommerso altrimenti invisibile. È proprio dentro questa prospettiva che, nel contributo digitale trasmesso insieme al questionario, l’EPMR ha proposto, con una specifica visione sul DTO – il Gemello digitale europeo dell’oceano – cinque concept evoluti, tra i quali figura anche la Secca di Amendolara. L’obiettivo è farne uno dei luoghi nei quali sperimentare nuove forme di osservazione, raccolta e condivisione dei dati e restituzione digitale del patrimonio marino, mettendo la tecnologia al servizio della conoscenza e della gestione sostenibile.

Parchi Marini Regionali come grande open lab del Mediterraneo

L’EPMR propone, inoltre, il sistema dei Parchi Marini calabresi, come nodo regionale del futuro Gemello digitale europeo dell’oceano e come Open Lab del Mediterraneo: un laboratorio territoriale in grado di mettere a disposizione dati, protocolli, modelli tecnici e pratiche operative anche per altre Regioni ed enti gestori del bacino.

Diving center e associazioni regionali a sostegno proposta Epmr

Alla partecipazione istituzionale dell’Ente si è affiancato il contributo di diving center e associazioni calabresi, invitati dall’EPMR a intervenire nella consultazione e a sostenere le finalità di Calabria Blu Profonda. Una scelta che rafforza il profilo della proposta, presentando a Bruxelles non una voce isolata, ma un sistema territoriale organizzato.

La Calabria non guarda l’Europa da lontano, ne è co-protagonista

La Calabria, dunque, entra nel confronto europeo sugli oceani, portando esperienza, progettualità e capacità di governo del mare. La futura Legge europea sugli oceani diventa così un’occasione per riconoscere che la tutela non si costruisce solo nei grandi indirizzi comunitari, ma nei territori che ogni giorno proteggono, studiano e rendono fruibile il patrimonio marino. Ed è proprio per questo che la consultazione non può essere letta come un semplice adempimento: è il momento nel quale le regole si formano. L’Ocean Act definirà obblighi, architettura della governance e canali di finanziamento che Regioni ed enti gestori dovranno poi attuare. Partecipare adesso significa poter incidere sulle norme, quando sono ancora plastiche, invece di adattarsi domani a regole scritte da altri. Perché chi non entra in questa fase del confronto accetta, di fatto, che il proprio ruolo venga definito altrove.-