Parchi marini, pescatori nella gestione delle aree protette: allo studio progetto pilota con l’assessore Gallo
Ente Parchi Marini e assessorato regionale all’Agricoltura valutano un modello di gestione attiva delle aree protette con la piccola pesca protagonista
Coinvolgere in maniera strutturata e diretta operatori e cooperative della piccola pesca artigianale nella gestione attiva delle aree marine protette. È, questo, uno degli obiettivi del progetto pilota la cui fattibilità è al centro della proficua interlocuzione in corso tra l’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria e l’assessorato regionale all’agricoltura guidato da Gianluca Gallo. L’iniziativa si innesta sul percorso di rilancio strategico delle filiere produttive identitarie e di rafforzamento della sostenibilità dei sistemi territoriali che sta promuovendo ormai da anni e con determinazione il Presidente della Regione Roberto Occhiuto.
Il progetto, ancora in fase di studio, punta a definire un modello di co-gestione innovativo che riconosca alle marinerie locali un ruolo strutturale nei processi di tutela, monitoraggio e valorizzazione della fascia costiera e delle aree marine protette.
I contenuti dell’iniziativa sono stati illustrati dal direttore generale dell’Ente Parchi Marini, Raffaele Greco, alla responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, Daniela Borriello, a margine di un incontro tra marineria e organizzazioni di settore ospitato nell’ex Tonnara di Bivona.
All’iniziativa, promossa da Coldiretti, hanno partecipato, oltre alla stessa Borriello e a Greco, anche Antonino Mancuso, Pietro Bozzo e il vicepresidente interprovinciale Giuseppe Porcelli, insieme a rappresentanti della marineria locale e del comparto ittico. Nel corso del confronto è stato richiamato anche il recente decreto ministeriale che ha corretto alcune criticità nella perimetrazione delle aree di pesca nel Golfo di Santa Eufemia.
Il progetto punta a valorizzare la piccola pesca artigianale come presidio naturale del territorio marino-costiero, attribuendole nuove funzioni operative: riduzione dei rifiuti marini, contrasto alle specie aliene, supporto al monitoraggio scientifico del Mediterraneo e attività di vigilanza contro pesca illegale e ancoraggi non autorizzati.
In questo quadro gli operatori diventerebbero veri e propri “guardiani del mare”, integrati in un sistema di gestione che mira anche a prevenire fenomeni di contaminazione e a rafforzare la sostenibilità degli ecosistemi marini.
L’iniziativa si inserisce inoltre nella prospettiva di un maggiore coinvolgimento delle istituzioni europee. È infatti in fase di definizione una visita in Calabria del Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani Costas Kadis, nell’ambito di un evento dedicato proprio al ruolo della piccola pesca nella gestione delle aree marine protette.