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15/07/2026 ore 13.35
Venti di comunicazione

Vinitaly and the City: il vino come racconto di una Calabria che cambia

Dal Parco Archeologico parte una strategia che unisce cultura, turismo, marketing territoriale e valorizzazione delle eccellenze calabresi

di Luigi Vircillo

C'è una differenza sostanziale tra organizzare un evento e costruire un'identità. Un evento dura qualche giorno; un'identità, invece, si costruisce nel tempo, attraverso scelte, visione e capacità di raccontare un territorio in modo nuovo.

È questa la chiave di lettura del ritorno di Vinitaly and the City a Sibari, dal 17 al 19 luglio, nella straordinaria cornice del Parco Archeologico. Non si tratta soltanto di una manifestazione dedicata al vino, ma di un progetto di valorizzazione territoriale che unisce cultura, turismo, produzioni locali e capacità attrattiva.

Negli ultimi anni il modo di comunicare i territori è profondamente cambiato. Le destinazioni non competono più soltanto sulla bellezza dei luoghi, ma sulla capacità di creare esperienze, emozioni e narrazioni riconoscibili. È questo il principio del place branding: costruire un'identità forte di un territorio, trasformandone le eccellenze in elementi capaci di generare reputazione e attrattività.

Il vino, in questo scenario, diventa molto più di un prodotto. È un linguaggio universale attraverso il quale raccontare una terra, la sua storia, il suo paesaggio, le persone che la abitano e le tradizioni che custodisce.

Vinitaly nasce a Verona nel 1967 e, nel corso degli anni, è diventato il più importante appuntamento internazionale dedicato al vino italiano, punto d'incontro tra produttori, operatori e buyer provenienti da tutto il mondo. Nel 2013 nasce invece Vinitaly and the City, il format che porta il vino fuori dagli spazi fieristici per inserirlo nei luoghi più rappresentativi delle città, trasformandolo in un'esperienza culturale e turistica.

Una scelta che ha anticipato un cambiamento fondamentale: oggi le persone non cercano più soltanto qualcosa da acquistare, ma qualcosa da vivere e da ricordare.

La Calabria è stata la prima regione italiana, al di fuori della sede storica di Verona, a ospitare Vinitaly and the City. Una scelta che testimonia come oggi la regione, sul piano della promozione e del posizionamento territoriale, sia amministrata con visione e lungimiranza, conquistando progressivamente credibilità e diventando una destinazione sempre più attrattiva per grandi eventi, produzioni televisive e cinematografiche di respiro nazionale e internazionale.

Lo dimostrano gli importanti appuntamenti Rai che negli ultimi anni hanno scelto la Calabria come palcoscenico nazionale, il successo del Capodanno Rai, le produzzioni di Rai Radio2 e la crescente attenzione del mondo cinematografico verso i paesaggi calabresi, sostenuta anche dal lavoro della Calabria Film Commission. Segnali che raccontano una trasformazione in atto: la Calabria non è più vista soltanto come una terra da visitare, ma come un luogo capace di produrre contenuti, ospitare grandi eventi e generare valore.

A fare da bandiera a questo percorso c'è Calabria Straordinaria, il progetto di identità e promozione territoriale nato con l'obiettivo di raccontare una Calabria diversa, più consapevole del proprio valore e capace di presentarsi con un linguaggio contemporaneo.

Ho avuto il piacere di lavorare alla sua nascita, contribuendo alla costruzione della sua identità e del suo posizionamento strategico, in un percorso intenso che aveva una sfida precisa: contribuire a cambiare la percezione della Calabria, superando stereotipi e narrazioni incomplete attraverso un racconto più autentico, capace di valorizzarne il patrimonio, le eccellenze e le tante storie positive che spesso rimangono fuori dai riflettori.

Oggi Calabria Straordinaria continua a rappresentare quella visione: una piattaforma che mette in relazione cultura, turismo, territori, imprese e comunità, con l'ambizione di raccontare non soltanto ciò che la Calabria possiede, ma anche ciò che la Calabria può diventare.

Perché una terra non cambia reputazione soltanto attraverso ciò che è, ma attraverso il modo in cui riesce a raccontarsi.

In questa nuova narrazione Sibari rappresenta una scelta dal grande valore simbolico. Qui sorgeva una delle città più importanti della Magna Grecia, in quella che gli antichi chiamavano Enotria, la terra del vino. Un legame profondo tra territorio e viticoltura che oggi torna protagonista attraverso un linguaggio contemporaneo.

Portare Vinitaly in un luogo archeologico di tale importanza significa creare un dialogo tra memoria e futuro, tradizione e innovazione. È proprio questa la forza del marketing territoriale: non limitarsi a promuovere un prodotto, ma costruire un sistema di valori attorno a esso.

Il turismo moderno segue sempre più questa direzione. Le destinazioni più competitive del mondo non vendono semplicemente luoghi, ma esperienze. Una degustazione può essere piacevole, ma degustare un vino davanti ai resti di un'antica città della Magna Grecia diventa un racconto unico. Incontrare un produttore non significa soltanto conoscere un'etichetta, ma entrare nella storia di una famiglia, di un territorio e di una tradizione.

L'edizione 2026 conferma questa visione con un progetto che coinvolge l'intero sistema vitivinicolo calabrese: oltre 140 cantine, sette Consorzi di tutela e circa 2.000 etichette nell'ambito di Calabria in Wine, insieme a degustazioni, masterclass, incontri, cucina, musica e spettacolo. Il vino resta il protagonista, ma diventa il punto di partenza per raccontare tutto ciò che una regione può offrire.

Questo è il vero valore di un grande evento: non fermarsi al numero delle presenze, ma generare attenzione, reputazione e nuove opportunità economiche. Un visitatore soddisfatto diventa un ambasciatore del territorio attraverso una fotografia condivisa, un racconto sui social o un consiglio a un amico. Oggi il passaparola digitale è uno degli strumenti più potenti per costruire il valore di una destinazione.

In questa prospettiva, il lavoro istituzionale assume un ruolo fondamentale. Al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, va riconosciuto il merito di aver puntato sulla valorizzazione dell'immagine regionale attraverso grandi eventi e strategie capaci di cambiare il modo in cui la Calabria viene percepita all'esterno.

All'assessore all'Agricoltura, Gianluca Gallo, va riconosciuto il lavoro portato avanti per sostenere il comparto vitivinicolo regionale, accompagnando produttori e consorzi in un percorso di crescita e maggiore visibilità.

La sfida, oggi, è continuare su questa strada: trasformare le eccellenze calabresi in un racconto coerente, moderno e riconoscibile.

Perché un territorio non diventa attrattivo soltanto perché possiede grandi risorse. Diventa attrattivo quando riesce a comunicarle, valorizzarle e farle vivere alle persone.

Vinitaly and the City rappresenta proprio questo: un calice di vino che diventa un viaggio, un evento che diventa strategia, una tradizione millenaria che incontra una Calabria sempre più consapevole del proprio valore.

Perché il vino può finire nel bicchiere, ma l'identità di una terra resta.