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13/03/2026 ore 17.12
Salute

Tumore al pancreas, nel 2024 oltre 13mila casi. Gli esperti: «Pazienti sempre più giovani. La sfida? Intercettare la malattia nella fase iniziale»

Negli ultimi casi, la neoplasia è cresciuta. Filippo Antonini, consigliere nazionale dell'Associazione Italiana Gastroenterologi e Endoscopisti: «Una minoranza di pazienti riceve la diagnosi quando il tumore è ancora operabile»

di Redazione

Sono oltre tredicimila le nuove diagnosi di tumore del pancreas registrate in Italia nel 2024, una delle neoplasie più aggressive e difficili da individuare nelle fasi iniziali. Per gli esperti, la vera svolta potrebbe arrivare dalla diagnosi precoce.

«A differenza di altri tumori - spiega Filippo Antonini, consigliere nazionale dell'Associazione Italiana Gastroenterologi e Endoscopisti (Aigo) e direttore dell'Unità operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia interventistica di Ascoli Piceno - non esiste ancora uno screening standardizzato per la popolazione generale. Oggi però possiamo individuare le persone più a rischio attraverso familiarità e mutazioni genetiche e inserirle in programmi di sorveglianza mirata. La sfida della ricerca è trovare biomarcatori e nuove tecnologie diagnostiche che permettano di intercettare la malattia nelle fasi iniziali».

Il tumore del pancreas colpisce prevalentemente dopo i 60 anni ed è associato a diversi fattori di rischio, tra cui fumo, obesità, diabete e familiarità, anche se in molti pazienti si sviluppa in assenza di fattori di rischio o familiarità specifica.

Secondo i dati disponibili, nel 2024 sono stati diagnosticati 13.585 nuovi casi, con una distribuzione ormai quasi equivalente tra uomini (6.873) e donne (6.712). Negli ultimi anni, si osserva anche un aumento dei casi e una possibile comparsa in età più precoce.

«Nella pratica clinica vediamo sempre più pazienti con tumore del pancreas e spesso anche in età più precoce rispetto al passato - prosegue Antonini - Una tendenza che viene monitorata con grande attenzione». La diagnosi si basa principalmente su esami di imaging come Tac addome con mezzo di contrasto, risonanza magnetica ed ecoendoscopia, utili per individuare eventuali lesioni pancreatiche e definirne l'estensione. Il trattamento può prevedere chirurgia, chemioterapia e radioterapia, spesso utilizzate in combinazione.

«La chirurgia rappresenta ancora oggi l'unica possibilità di cura potenzialmente definitiva - dichiara Antonini - Il problema è che solo una minoranza di pazienti riceve la diagnosi quando il tumore è ancora operabile». Accanto alle terapie oncologiche sono migliorate anche le procedure palliative, la ricerca sta inoltre esplorando nuove strategie terapeutiche. Un recente studio del Centro Nacional de Investigaciones Oncológicas di Madrid ha mostrato in modelli sperimentali risultati promettenti: una combinazione di tre farmaci è riuscita a eliminare o far regredire l'adenocarcinoma pancreatico nei topi, risultati però ancora da confermare nell'uomo.