Aggressioni ai sanitari, a Cosenza un protocollo per rafforzare la sicurezza
Coinvolti Prefettura, Forze dell’Ordine, aziende sanitarie e ordini professionali. L’Opi: «La prevenzione passa anche attraverso la formazione e l’informazione»
Prevenire e contrastare le aggressioni nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari. È l’obiettivo del protocollo operativo promosso dalla Prefettura di Cosenza e sottoscritto con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, dell’Azienda ospedaliera, dell’Asp, dell’Ordine dei medici, dell’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) e del Nue 112.
Soddisfazione per l’intesa è stata espressa dall’Opi di Cosenza, con il presidente Fausto Sposato che ha ringraziato il prefetto, le Forze dell’Ordine e tutti gli enti coinvolti nella definizione dell’accordo. Tra le misure previste figurano sistemi di allerta rapida e pulsanti di emergenza nei contesti considerati più a rischio, per consentire agli operatori di chiedere aiuto tempestivamente, anche quando non sia possibile effettuare una chiamata telefonica.
Il protocollo contempla inoltre iniziative di formazione del personale, il potenziamento della videosorveglianza nel rispetto della privacy e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini. Particolare attenzione sarà riservata ai servizi di emergenza-urgenza, dove si registrano situazioni di maggiore tensione.
L’Opi richiama anche l’importanza di segnalare e denunciare ogni episodio di violenza, comprese le aggressioni verbali e le intimidazioni, che possono precedere comportamenti più gravi: «La prevenzione non passa soltanto attraverso le misure di sicurezza, ma anche attraverso la formazione e l’informazione», sottolinea Sposato, evidenziando la necessità di promuovere una maggiore consapevolezza del lavoro svolto dal personale sanitario e un rapporto più collaborativo con l’utenza. L’Ordine infermieristico, che negli ultimi anni ha promosso iniziative formative sul tema della sicurezza, conferma la disponibilità a collaborare con tutti i soggetti firmatari. «Fenomeni come le aggressioni non possono essere eliminati del tutto, ma possono certamente essere ridotti in maniera significativa attraverso il lavoro congiunto delle istituzioni, delle aziende sanitarie, degli ordini professionali e delle Forze dell’Ordine», conclude il presidente.