Alecci denuncia: «All’ospedale di Soveria Mannelli situazione sempre più insostenibile»
Nuovo allarme sulle condizioni della sanità territoriale calabrese. A lanciarlo è il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico Ernesto Alecci, che al termine di un sopralluogo all’ospedale di Soveria Mannelli ha denunciato una situazione definita «sempre più insostenibile».
Secondo quanto riferito da Alecci, all’interno del Pronto soccorso sarebbe attualmente operativo «un solo medico e un solo infermiere per turno di lavoro», una condizione che, a suo giudizio, mette a rischio la capacità di risposta dell’ospedale in caso di emergenze simultanee.
«Questo presidio serve un territorio di circa 30 mila abitanti – afferma il consigliere regionale –. Se dovessero arrivare contemporaneamente due urgenze, magari due codici rossi, il personale sanitario si troverebbe nell’impossibilità di intervenire tempestivamente su entrambi».
Alecci sottolinea inoltre le difficoltà legate alla conformazione del territorio. «Raggiungere altri ospedali, come quelli di Catanzaro o Lamezia Terme, significa affrontare percorsi lunghi attraverso strade di montagna», evidenzia.
Tra le criticità segnalate anche la chiusura dell’Obi (Osservazione breve intensiva), che sarebbe stata determinata dalla carenza di personale infermieristico. Una situazione che, secondo il capogruppo dem, costringe a trasferire in ambulanza i pazienti che necessitano di osservazione, con disagi per le famiglie e costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
«Fino a qualche anno fa il personale era più numeroso, poi si è progressivamente ridotto fino alla situazione attuale – sostiene Alecci –. Mentre la governance regionale annuncia concorsi e assunzioni, questo reparto continua a sopravvivere grazie ai sacrifici di pochi infermieri e di alcuni medici cubani che, pur con grande impegno, secondo quanto riferiscono molti cittadini incontrano ancora difficoltà legate alla lingua italiana».
Nel corso della visita, Alecci ha incontrato il sindaco di Soveria Mannelli Michele Chiodo, la vicesindaca Antonella Pascuzzi e Alessandro Sirianni del Comitato Pro Ospedale del Reventino.
Il consigliere regionale ha infine rilanciato la battaglia dei comitati civici che chiedono il rafforzamento degli ospedali montani. «Non possono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B. Chi vive nelle aree interne deve poter contare sugli stessi servizi sanitari garantiti nei grandi centri. Sono state raccolte circa 13 mila firme a sostegno di una proposta di legge che il gruppo del Partito Democratico porterà all’attenzione del Consiglio regionale per una sanità più accessibile e capace di dare risposte concrete ai cittadini».