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20/03/2026 ore 16.10
Sanità

Allarme Epatite A, casi anche in Calabria: sospetto legame con gli eventi meteo estremi delle scorse settimane

Contagi segnalati nel Nord della regione dopo i focolai in Campania. I consigli dei medici: «Evitare il consumo di frutti di mare crudi e vaccinazione per i soggetti fragili»

di Redazione

Aumentano i casi di epatite A in Italia: sotto osservazione i frutti di mare crudi, ma non si escludono altre modalità di trasmissione, inclusi contagi interumani e carenze igieniche.

Lo comunica in una nota, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit), che invita alla vaccinazione soprattutto per i soggetti più fragili. Per gli esperti, il focolaio campano potrebbe essere strettamente correlato ai fenomeni meteorologici estremi dei mesi scorsi con le forti e prolungate piogge invernali che avrebbero causato esondazioni e contaminazioni fecali in alcune aree marine, portando alla positività del virus in diversi lotti di mitili, tuttavia nuove segnalazioni interessano anche il Lazio, il nord della Calabria e altre aree della penisola.

Sebbene il consumo di molluschi crudi resti il sospettato principale, la Simit precisa che il quadro appare complesso: non tutti i pazienti riferiscono tale consumo, suggerendo una dinamica che può includere la trasmissione interumana e il mancato rispetto delle norme igieniche.

Epatite A, cresce la preoccupazione anche in Calabria: come avviene il contagio e come prevenire

«Bisogna evitare il consumo di frutti di mare crudi, cuocere adeguatamente molluschi e pesce, lavare accuratamente frutta e verdura e rispettare sempre e scrupolosamente l'igiene delle mani, attenendosi alle indicazioni delle autorità sanitarie locali - spiega Giampieri D'Offizi, responsabile Uoc Malattie Infettive Epatologia presso Irccs Spallanzani di Roma- L'acqua potabile in Italia non è un fattore di rischio grazie ai sistemi di controllo e potabilizzazione». Fondamentale la prevenzione per i soggetti più fragili. «La vaccinazione contro l'epatite A rimane uno strumento fondamentale, sicuro ed efficace per prevenire l'infezione e limitare la diffusione dei focolai, proteggere le persone più vulnerabili e ridurre il carico sul sistema sanitario» conclude Ivan Gentile, Direttore UOC di Malattie Infettive dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II".