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09/03/2026 ore 14.39
Sanità

All’ospedale di Crotone è stato di agitazione: infermieri e Oss chiedono la proroga dei contratti in scadenza

Tra la fine di marzo e i primi di aprile rischiano di restare a casa 60 lavoratori. Dopo le segnalazioni e le comunicazioni ufficiali all’Asp il sindacato Nursind passa alle vie di fatto: «Risposte chiare o proseguiremo a oltranza»

di Mariassunta Veneziano

Il nuovo corso dell’Asp di Crotone, sotto la guida del dg Antonello Graziano, non parte sotto i migliori auspici. Dopo le segnalazioni dei giorni scorsi, infermieri e operatori socio-sanitari del Nursind hanno proclamato lo stato di agitazione all’ospedale San Giovanni di Dio. Stamattina lo striscione è stato affisso davanti al presidio e la comunicazione ufficiale inviata al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale e al prefetto.

Alla base della protesta il rischio, già denunciato dal sindacato, della mancata proroga dei contratti a tempo determinato di oltre sessanta tra infermieri e oss, in scadenza tra il 30 marzo e il 10 aprile.

«Abbiamo proclamato lo stato d’agitazione – spiega Nicodemo Capalbo, segretario amministrativo del Nursind Crotone – perché questi lavoratori sono in scadenza tra il 30 marzo e il 10 aprile e, nonostante le nostre sollecitazioni e le note protocollate all’Azienda sanitaria, non abbiamo avuto risposte. Anzi l’Azienda, attraverso una nota diffusa a mezzo stampa dal direttore generale, ha comunicato che i contratti non verranno più prorogati perché, secondo i livelli essenziali di assistenza monitorati dall’azienda, una parte del personale sarebbe in esubero».

Un dato che il Nursind contesta fortemente, come già fatto nei giorni scorsi in una comunicazione ufficiale all’Asp che conteneva un’analisi puntuale dei numeri del San Giovanni di Dio messi a confronto con quelli di strutture virtuose in altre regioni italiane. La questione riguarderebbe in particolare il Pronto soccorso, uno dei reparti più sotto pressione.

Asp di Crotone, l’allarme del Nursind: contratti in scadenza al Pronto Soccorso, a rischio le cure ai pazienti

«Il pronto soccorso registra più di 45mila accessi all’anno – ricorda Giuseppe Aracri, segretario provinciale del Nursind Crotone –. Secondo gli standard nazionali, con questi numeri dovrebbero esserci dai 45 ai 55 infermieri, dai 16 ai 20 operatori sociosanitari e dai 20 ai 25 medici. Noi al momento non raggiungiamo neanche un terzo del personale. Non chiediamo solo il rinnovo dei contratti in scadenza, chiediamo anche l’invio di nuove risorse».

In ballo non c’è solo l’organizzazione dei lavoratori, soggetti a «turni massacranti» e aggressioni da parte di utenti esasperati, ma anche la qualità dell’assistenza ai pazienti. Che finora, pur tra mille difficoltà, ha mantenuto buoni livelli, come sottolinea Capalbo: «In questi mesi non si sono evidenziate particolari criticità né tra i reparti né tra il personale, anche grazie a una riorganizzazione interna avviata dalla precedente direzione generale, che ha permesso di coprire le sostituzioni per ferie, malattie e maternità, come un’azienda dovrebbe fare». Livelli che sarebbe però difficile se non impossibile continuare a mantenere con ben 60 unità in meno.

«Ci sono reparti che stanno implodendo – dichiara Francesco Greco, segretario aziendale del Nursind Crotone – e abbiamo bisogno non solo di personale infermieristico e operatori sociosanitari, ma anche di risposte. Risposte che tardano o che non arrivano affatto».

Il sindacato chiede chiarimenti anche sulle prospettive future con Azienda Zero. «Vogliamo capire come intendano muoversi rispetto alla carenza di personale e allo stato di emergenza in cui versa l’ospedale di Crotone – prosegue Greco –. Pensiamo in primo luogo al Pronto soccorso, ma non solo. Senza questo personale, che ha già maturato esperienza, i reparti si troverebbero in forte difficoltà e tutto si ripercuoterebbe sui pazienti».

A rischio anche Neonatologia, Chirurgia, Ortopedia e altre unità già in condizioni di carenza di personale.

«Non sappiamo che fine faranno queste persone né come verranno rimpiazzate – rincara la dose Aracri –. Lavoro in Pronto soccorso e so bene di cosa parlo: abbiamo circa 45mila accessi all’anno, numeri paragonabili a quelli di un’Asl del Piemonte, ma contiamo solo 27 infermieri e 12 operatori sociosanitari». Di questi, diversi sono proprio tra i contratti in scadenza. «Ci sono 10 infermieri e 3 operatori sociosanitari a tempo determinato che rischiano di rimanere a casa. Il problema non riguarda solo noi lavoratori, ma soprattutto la popolazione di Crotone. Senza queste persone resteremmo in 17 infermieri e 10 oss, numeri che non permetterebbero neppure di garantire i contingenti minimi per continuare a lavorare».

Il Nursind chiede ora la convocazione urgente di un tavolo in prefettura. Dopo le parole, dunque, si è passati ai fatti. La mobilitazione è partita e andrà avanti a oltranza in assenza di risposte chiare. E lo stato di agitazione, avverte il sindacato, potrebbe anche evolvere in sciopero.