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28/02/2026 ore 18.59
Sanità

Asp di Crotone, l’allarme del Nursind: contratti in scadenza al Pronto Soccorso, a rischio le cure ai pazienti

Il sindacato replica alle dichiarazioni del Dg Graziano, denunciando carenze di infermieri e Oss e problemi per la sicurezza e il rispetto dei Lea: «Pronti ad attivare lo stato d’agitazione»

di Redazione Attualità

La segreteria territoriale del sindacato Nursind Crotone ha lanciato un allarme sulla situazione del personale sanitario in scadenza al 30 marzo 2026, con particolare attenzione al Pronto Soccorso e ai servizi critici dell’Ospedale “San Giovanni di Dio”. In una comunicazione ufficiale inviata ai vertici dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, il sindacato –Giuseppe Aracri, segretario territoriale Nursind Crotone; Francesco Greco, segretario aziendale Asp Crotone; Nicodemo Capalbo, segretario amministrativo Nursind Crotone – contesta le dichiarazioni del direttore generale dell’Asp Antonio Graziano, rilasciate recentemente in conferenza stampa e in nota istituzionale, sostenendo che non riflettono la reale situazione operativa del personale.

Pochi giorni fa Graziano aveva rassicurato sul punto con queste parole: «Desidero ribadire con estrema chiarezza che non vi è alcun rischio di interruzione dei Livelli Essenziali di Assistenza poiché ogni nostra soluzione organizzativa terrà conto della garanzia dei Lea. La continuità delle prestazioni nei presidi ospedalieri e nei servizi territoriali sarà assicurata attraverso una migliore ottimizzazione delle forze lavorative già in campo e attraverso nuovi innesti di personale già programmati. La nostra responsabilità ci impone di operare con rigore, evitando messaggi che non trovano riscontro nella realtà dei tetti di spesa e dei piani assunzionali vigenti e superando la logica dell’emergenza permanente».

Ma il Nursind evidenzia una discrepanza tra le dichiarazioni e la realtà sul campo

Secondo i dati raccolti dal sindacato, il Pronto Soccorso di Crotone registra oltre 45.000 accessi annui. Se non verranno rinnovati i contratti in scadenza al 30 marzo, il numero di infermieri scenderebbe da 27 a 17, mentre il resto del personale è composto da 12 Oss e 21 medici.

«A questi numeri si aggiunge l’Osservazione Breve Intensiva (Obi) – si legge nella lettera inviata all’Asp – con più di 6 posti letto, area per la quale al 24 marzo non è prevista alcuna copertura né di infermieri né di Oss, benché la normativa e le linee guida ministeriali ne prevedano la presenza».

Il Nursind ha quindi fatto un confronto con strutture virtuose in altre regioni italiane che gestiscono un numero simile o superiore di accessi annui. Ecco cosa ha rilevato.

Ospedale San Raffaele, Milano
Accessi annui PS: 60.000
Totale Cps- Infermieri 120–130
Totale Oss 60–70
Totale Medici 60–65
Ps ad alta intensità + Obi + reparti collegati

Ospedale Maggiore, Bologna
Accessi annui PS 55.000
Totale Cps Infermieri 100–110
Totale Oss 45–50
Totale Medici 50–55
Turni H24, staff di coordinamento, triage dedicato

Ospedale Careggi, Firenze
Accessi annui PS 70.000
Totale Cps Infermieri 140–150
Totale OSS 70–80
Totale Medici 70–75
Copertura completa Obi, aree critiche separate

Ps modello Piemonte (medio)
Accessi annui Ps 45.000
Totale Cps Infermieri 45–50
Totale Oss 15–18
Totale Medici 18–22
Benchmark medio per ospedale simile a Crotone

«In base a questi criteri – sottolinea il Nursind –, l’organico necessario per garantire sicurezza e qualità delle cure nel nostro Ps dovrebbe essere: Cps Infermieri: 45; Oss: 18–20; Medici: 20–24».

«La fotografia attuale – prosegue il sindacato – dimostra che siamo sotto organico, soprattutto per Infermieri e Oss, con conseguenze dirette sulla qualità delle cure, sull’efficienza delle prestazioni e sulla sicurezza dei pazienti».

Da qui la richiesta all’Asp: «A tutela dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), come previsti dal Dpcm 12 gennaio 2017 e dalle norme del Decreto Legislativo 502/1992 e successive modifiche, nonché del Ccnl comparto sanità, chiediamo all’Azienda di: rinnovare i contratti in scadenza al 30 marzo; potenziare l’organico fino agli standard nazionali indicati dai benchmark sopra riportati; garantire che gli attuali 34 infermieri e 26 Oss non vengano ridotti negli altri reparti critici, quali: Pediatria, Blocco operatorio, Neonatologia, Oncologia, Psichiatria, Chirurgia, Ortopedia».

«Precisiamo che, qualora non vengano garantiti questi livelli minimi di personale e sicurezza dei servizi, Nursind Crotone si riserva fin d’ora di attivare lo stato di agitazione, in particolare per i servizi più a rischio, al fine di tutelare la sicurezza dei pazienti e la qualità delle cure», aggiunge il sindacato.

«Rinnovare e potenziare il personale – conclude – non è un privilegio, ma una necessità normativa e operativa per garantire la sicurezza dei pazienti e l’effettiva erogazione dei Lea, assicurando standard di cura sicuri ed efficienti in tutte le aree critiche dell’ospedale».