CasaPaese ad Acquaformosa, una nuova esperienza di cura per persone con demenza tra comunità e territorio
La Fondazione Ra.Gi. arriva anche nel cuore dell’Eparchia di Lungro con un progetto che trasforma il borgo in luogo di cura e comunità. Libertà, dignità e relazioni diventano strumenti terapeutici per chi convive con la demenza
Ad Acquaformosa, nel cuore dell’Eparchia di Lungro, prende forma una nuova esperienza di cura e comunità: oggi, sabato 3 gennaio, sarà inaugurata la CasaPaese per Demenze della Fondazione Ra.Gi., un progetto che ribalta l’idea tradizionale di assistenza e restituisce centralità, dignità e relazioni alle persone affette da demenza.
La presentazione ufficiale è in programma alle ore 16, nel Cinema Parrocchiale di Acquaformosa, alla presenza delle istituzioni civili, religiose e sanitarie del territorio. L’iniziativa è stata fortemente sostenuta dall’allora parroco del paese, oggi vescovo di Piana degli Albanesi, mons. Raffaele De Angelis, e rappresenta un ulteriore tassello del percorso di innovazione sociale portato avanti dalla Fondazione Ra.Gi., presieduta da Elena Sodano.
Il modello di riferimento è quello già sperimentato con successo a Cicala, in provincia di Catanzaro, dove la prima CasaPaese per Demenze è diventata negli anni un caso di studio a livello nazionale. Un’esperienza che ha dimostrato come la cura possa uscire dagli spazi chiusi delle strutture sanitarie e radicarsi nella vita quotidiana dei borghi, trasformando il territorio stesso in una risorsa terapeutica.
«CasaPaese rappresenta un passo significativo verso una nuova prospettiva nell’assistenza delle persone affette da demenza», sottolinea Elena Sodano. «È una visione che supera l’idea della struttura sanitaria tradizionale per restituire libertà di vita e una dimensione più umana della cura, fondata sulla centralità della persona, sul rispetto della sua storia, delle sue emozioni e delle sue relazioni».
CasaPaese non è un luogo chiuso né una residenza assistenziale nel senso classico del termine. È piuttosto un ambiente vivo, immerso nella quotidianità del territorio, che diventa esso stesso terapia: un perimetro di protezione affettiva e sociale dove le persone con demenza possono sentirsi accolte, riconosciute e accompagnate. Un contesto capace di contrastare isolamento, spaesamento e senso di abbandono, promuovendo benessere e qualità della vita.
Alla base del progetto c’è il metodo Teci – Terapia Espressiva Corporea Integrata, sviluppato dalla Fondazione Ra.Gi. e adottato come riferimento formativo per tutti gli operatori. Un approccio che valorizza il corpo, le emozioni e la dimensione relazionale come strumenti fondamentali di cura, anche quando il linguaggio verbale si indebolisce.
L’incontro sarà introdotto e moderato da mons. Raffaele De Angelis, Eparca di Piana degli Albanesi. Seguiranno i saluti istituzionali di mons. Donato Oliverio, Eparca di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, e della sindaca di Acquaformosa, Annalisa Milione. Interverranno inoltre Elena Sodano, il medico Domenico Raimondo dell’Ospedale di Castrovillari, il neurologo Pasquale Capano, la psicologa Amanda Gigliotti e Valentina Corea, responsabile della CasaPaese di Cicala, che porterà la testimonianza concreta di un modello già operativo.
La forza di CasaPaese risiede in una filosofia di cura che si radica nei territori e coinvolge l’intera comunità in un percorso condiviso di responsabilità, prossimità e umanità. «Non più luoghi di esclusione – conclude Sodano – ma comunità che si prendono per mano, accompagnando chi è fragile in un cammino di dignità, relazione e senso. CasaPaese per Demenze nasce come un presidio affettivo e sociale, dove le emozioni diventano cura e la comunità si fa parte attiva nel prendersi cura delle persone, oltre la malattia».