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17/09/2026 ore 11.35
Sanità

Croce in spalla e catene, la protesta dei comitati vibonesi arriva alla Cittadella: «Vogliamo una sanità dignitosa»

Manifestazione davanti alla sede della Regione Calabria per chiedere interventi e denunciare le criticità dell’assistenza nella provincia. In piazza anche il sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari

di Luana Costa

I comitati vibonesi in difesa della sanità pubblica sono arrivati nel piazzale della Cittadella regionale, dove è in corso una manifestazione per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle disfunzioni dell’assistenza sanitaria nella provincia di Vibo Valentia.

Una croce portata in spalla per evidenziare simbolicamente la condizione in cui versa la sanità locale, mentre alcuni dei partecipanti hanno indossato delle catene.

«Chiediamo una sanità degna di questo nome», è la richiesta avanzata dai comitati promotori dell’iniziativa, arrivati alla sede della Regione per far sentire la propria voce e chiedere risposte sulle criticità che interessano il territorio vibonese.

Alla manifestazione è presente anche il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari. Tra i partecipanti anche Giuseppe Condello, da San Nicola da Crissa, e Antonio Lampasi, da Monterosso Calabro.

«Non c’è un sistema sanitario efficiente»

«Sono le sofferenze del popolo vibonese, dei malati oncologici che si prenotano gli esami e non sanno dove farli perché non c'è un sistema sanitario efficiente capace di rispondere alle loro esigenze» ha chiarito Rocco La Rizza, responsabile del comitato San Bruno. «Delle persone che arrivano in ospedale e non possono essere operate perché mancano gli anestesisti, mancano i medici. La beffa è che i medici sembrano non esserci solo per determinati ospedali mentre al contrario si potenziano gli ospedali hub. Un esempio è la nuova cardiochirurgia a Cosenza, è una cosa positiva, un reparto d'eccellenza ma questo per chi vive nell'altra parte della Calabria è una beffa».

Il caso di emodinamica

«La miccia è stata la delibera che ha escluso la provincia di Vibo Valentia e l'Asp dal servizio di emodinamica, il che continua a compromettere una situazione già compromessa» ha aggiunto Domenico Cortese, responsabile del comitato Costa degli Dei per l’ospedale di Tropea.

«In particolare, la condizione dei pazienti con infarti acuti che quindi devono essere sostanzialmente trasportati negli altri hub della provincia. In generale, la protesta va in continuità con la manifestazione di massa che abbiamo fatto a Tropea a fine aprile, che ha richiesto l'applicazione di un dca regionale che considera Tropea un ospedale con cinque reparti e con un pronto soccorso funzionante. Attualmente tutto questo non esiste. Abbiamo ottenuto dei risultati con l’assunzione di infermieri, dovrebbero avvenire a breve, ma intanto durante tutta questa estate il pronto soccorso di Tropea ha dovuto lavorare ancora con un solo medico, con un solo oos, con un solo infermiere. Ed è diventato sostanzialmente un centro di smistamento dei pazienti verso gli altri ospedali. Questa cosa non è accettabile».

L’ospedale di Serra in sofferenza

«La linea è sempre la stessa: dare attenzione alle aree interne, attenzione che tra l'altro è nero su bianco nella programmazione regionale ma che rimane su carta» ha affermato il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari. «Vogliamo che ci siano più professionisti nei nostri ospedali, in particolare a Serra San Bruno che è appunto un ospedale di zona disagiata e che quindi vengano aperti i reparti. Attualmente è in corso un iter anche per la famosa riabilitazione però la radiologia è in sofferenza. Ho denunciato pubblicamente i turni scoperti su tutta la rete ospedaliera durante l'estate e quindi l'Asp deve sicuramente darsi una mossa. Siamo qua alla cittadella perché ci dovrebbe essere un cambio di passo dopo il superamento del commissariamento. Noi ci auguriamo, quindi, che in particolar modo per Serra San Bruno, le linee guida ministeriali per gli ospedali di zona disagiata vengano garantite perché chiaramente il diritto alla sanità è sicuramente fra i più importanti per tutti i cittadini».