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18/08/2026 ore 11.50
Sanità

Emodinamica, fronte comune dei cardiologi calabresi: «Nessuna soppressione, gli specialisti si spostano verso i pazienti»

I responsabili delle Cardiologie in Calabria fanno chiarezza sul nuovo modello: «Per l’infarto acuto non cambia nulla. Per gli interventi programmati, invece, le équipe degli Hub raggiungeranno gli ospedali Spoke, riducendo trasferimenti e disagi»

di Redazione

Le Cardiologie calabresi fanno fronte comune per chiarire il nuovo modello organizzativo dell’attività di emodinamica e respingere le ricostruzioni secondo cui sarebbero state chiuse o soppresse strutture dedicate all’emergenza. In una nota congiunta firmata dai direttori delle Cardiologie della Regione Calabria, il messaggio è chiaro: «Nessuna emodinamica è stata chiusa o soppressa».

Il primo punto riguarda la rete dei centri di emergenza H24, la cui organizzazione, spiegano i professionisti, risponde a «precisi standard stabiliti dalla legge nazionale», in particolare al Dm 70/2015, con parametri legati alla popolazione e ai volumi di attività. Il riallineamento dei decreti regionali, Dca 78 e 360 del 2024, avrebbe quindi semplicemente applicato quanto previsto dalla normativa nazionale, senza una scelta discrezionale sulla chiusura delle strutture.

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Infarto acuto, resta la rete dell’emergenza

Il secondo elemento sottolineato nella nota riguarda i pazienti colpiti da infarto acuto. Il percorso dell’emergenza non cambia: chi manifesta un evento cardiaco acuto continuerà a essere preso in carico attraverso la rete del 118, con il ricorso, quando necessario, all’elisoccorso e alla telecardiologia, per raggiungere rapidamente i centri Hub dotati di attività H24.

«Per l’infarto acuto non cambia nulla e la sicurezza resta massima», ribadiscono i direttori, ricordando che la rete regionale dell’emergenza trova conferma anche nei più recenti dati Agenas, che documentano risultati favorevoli della Calabria su indicatori come la riduzione della mortalità a 30 giorni e la tempestività dell’angioplastica.

Il nuovo assetto, dunque, non sostituisce né modifica la rete per l’infarto acuto, ma introduce un percorso distinto per le attività non urgenti.

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Gli specialisti dell’Hub si spostano negli ospedali periferici

È proprio questo il passaggio che i direttori delle Cardiologie indicano come la vera novità. Per procedure ed esami programmati, come coronografie e angioplastiche non urgenti, il paziente ricoverato in un ospedale Spoke non dovrà più essere trasferito in ambulanza verso un ospedale Hub.

«Saranno invece l’équipe specialistica dell’Hub a recarsi direttamente nello Spoke per effettuare l’intervento in loco, mantenendo invariati gli standard di qualità e sicurezza», spiegano i professionisti.

Il principio è quindi quello di avvicinare l’assistenza specialistica al paziente, evitando trasferimenti che, nel caso delle prestazioni programmate, possono comportare disagi per i malati e per le loro famiglie. «Per le procedure programmate saranno gli specialisti ad avvicinarsi al paziente e non il paziente a doversi spostare verso i medici», sintetizzano i direttori.

Il modello non viene presentato come una semplice redistribuzione delle attività, ma come un percorso di collaborazione tra strutture. La presenza delle équipe degli Hub negli Spoke, infatti, dovrebbe favorire affiancamento professionale, condivisione dei protocolli e crescita delle competenze del personale degli ospedali periferici.

Secondo i direttori, questo processo consentirà ai cardiologi e agli operatori degli Spoke di «acquisire progressivamente autonomia e maturità organizzativa», valorizzando le strutture già presenti sul territorio e creando le condizioni per una gestione sempre più solida dell’attività interventistica.

Meno trasferimenti e più disponibilità per il 118

I vantaggi indicati nella nota sono soprattutto di carattere organizzativo e assistenziale. Il primo è la riduzione dei disagi per i pazienti, che potranno evitare trasferimenti in ambulanza e attese per gli esami programmati.

Il secondo riguarda direttamente il sistema dell’emergenza: diminuendo i trasferimenti di routine tra ospedali, le ambulanze del 118 potranno rimanere disponibili per le emergenze.

Il terzo elemento riguarda il rafforzamento degli ospedali di provincia. L’attività delle équipe Hub negli Spoke viene infatti descritta come uno strumento per accrescere competenze e capacità operative delle Cardiologie territoriali, anziché impoverirle.

Lamezia, Rossano e Paola pronte a partire

La nuova organizzazione, secondo quanto comunicato dai direttori, potrà trovare una prima applicazione negli ospedali di Lamezia Terme, Rossano e Paola, dove le sale di cardiologia interventistica sono già disponibili, collaudate e pronte all’attività.

Il modello dovrebbe poi essere progressivamente esteso al nuovo ospedale della Sibaritide e agli ospedali di Vibo Valentia, Polistena e Locri, una volta ultimate e rese operative le rispettive sale di emodinamica.

Per i firmatari si tratta di un passaggio atteso da tempo dalle Cardiologie periferiche. La nota ricorda infatti i «tentativi per valorizzare le cardiologie degli ospedali Spoke» e la presenza di sale di cardiologia interventistica già collaudate ma finora non utilizzate.

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Il ruolo di Occhiuto

Nella parte conclusiva del documento, i direttori attribuiscono un significato preciso alla scelta del presidente della Regione Roberto Occhiuto, indicandola come la risposta a un’esigenza rappresentata da tempo dalle Cardiologie calabresi.

L’obiettivo, secondo i professionisti, è costruire un modello organizzativo coerente con gli standard nazionali e capace di utilizzare pienamente strutture, tecnologie e competenze già presenti sul territorio.

«Una scelta che coniuga visione e concretezza», scrivono i direttori, perché rafforza il ruolo degli Hub senza indebolire la rete dell’emergenza, valorizza gli Spoke e porta una parte dell’attività cardiologica interventistica programmata più vicino ai luoghi in cui vivono i pazienti.

Il punto centrale della riorganizzazione viene quindi individuato nella distinzione tra emergenza e attività programmata: l’infarto acuto continua a seguire il percorso della rete H24, mentre per gli interventi programmati è l’équipe specialistica a muoversi verso l’ospedale in cui il paziente è ricoverato.

Per i direttori si tratta di «un cambio di passo concreto», fondato su criteri tecnici e organizzativi e orientato a tre obiettivi: qualità delle cure, centralità del paziente e utilizzo più efficace delle risorse del sistema sanitario regionale.

I firmatari

La nota è sottoscritta da Vittorio Aspromonte, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic del presidio ospedaliero di Locri; Frank Benedetto, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic del Gom di Reggio Calabria; Giovanni Bisignani, primario emerito dell’unità operativa complessa Cardiologia di Castrovillari; Roberto Ceravolo, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia di Lamezia Terme; Michele Comito, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic del presidio ospedaliero di Vibo Valentia.

Tra i firmatari anche Antonio Curcio, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia dell’Ao di Cosenza; Silvana De Bonis, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic del presidio ospedaliero di Corigliano-Rossano; Alessandro Ferraro, direttore facente funzioni dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic-Emodinamica del presidio ospedaliero Pugliese dell’Aou Dulbecco; Francesco Greco, direttore dell’unità operativa complessa Emodinamica dell’Ao di Cosenza; Maria Teresa Manes, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic del presidio ospedaliero Paola-Cetraro.

Firmano inoltre Carmelo Massimiliano Rao, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic di Polistena; Fabio Megna, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic di Crotone; Daniele Torella, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia-Utic-Emodinamica del presidio ospedaliero Germaneto dell’Aou Dulbecco; e Giorgio Ventura, direttore dell’unità operativa complessa Cardiologia del Tirrenia Hospital di Belvedere Marittimo.