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10/04/2026 ore 12.18
Sanità

Fine del commissariamento della sanità in Calabria, Scutellà (M5s): «Prezzo da pagare? L’autonomia differenziata»

Tra liste d’attesa, carenza di personale e mobilità sanitaria, la pentastellata lancia l’allarme: l’autonomia sanitaria potrebbe ampliare il divario tra Nord e Sud

di Redazione

«Dopo oltre sedici anni finisce il commissariamento della sanità calabrese. Ma è bene dirlo con chiarezza ai cittadini: questo non significa che i problemi siano risolti». È quanto afferma la capogruppo del M5S del Consiglio regionale Elisa Scutellà.

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«Il piano di rientro resta attivo, i vincoli sui conti restano e la sanità calabrese continua a fare i conti con criticità profonde. Liste d’attesa interminabili, carenza di medici e infermieri, servizi territoriali insufficienti e una mobilità sanitaria che ogni anno costringe migliaia di calabresi a curarsi fuori regione dimostrano che il sistema sanitario regionale è ancora fragile».

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Continua la Scutellà: «La fine del commissariamento significa una cosa molto semplice: da oggi la responsabilità è tutta della politica regionale. Non ci sono più alibi. Per questo stupisce ancora di più il sostegno del presidente Occhiuto all’autonomia differenziata in sanità. Parlare di autonomia sanitaria mentre la Calabria resta nel piano di rientro e continua a perdere pazienti verso altre regioni rischia di ampliare ancora di più il divario tra Nord e Sud. Il diritto alla salute non può diventare un diritto geografico».

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«La fine del commissariamento può essere un nuovo inizio, ma lo sarà solo se si affronteranno davvero i problemi della sanità calabrese, con scelte coraggiose e non con operazioni di propaganda. Tutto questo arriva mentre si apre il tema dell’autonomia differenziata in sanità – afferma in cunclusione la Scutellà – Serve massima attenzione: prima di parlare di maggiore autonomia regionale bisogna garantire livelli di assistenza davvero uguali in tutto il Paese».