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09/03/2026 ore 14.20
Sanità

Guccione (Pd): «Sanità nel caos a Cosenza, nell’Asp che vale un miliardo di euro c’è una faida tutta interna al centrodestra»

L’esponente dem sottolinea come il neo commissario De Salazar abbia di fatto commissariato gli uffici tra consulenze, task force multidisciplinare e convenzione per utilizzare il personale amministrativo dell’azienda ospedaliera: «Ma Graziano non aveva messo in piedi un modello? Occhiuto ci spieghi»

di Massimo Clausi
Carlo Guccione, componente direzione nazionale del Pd

A Cosenza c’è una nuova governance sanitaria. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar, ha assunto ad interim anche la carica di commissario dell’Asp di Cosenza, la più grande della Calabria. La gestione De Salazar, però, alcuni la leggono con gli occhiali della politica come Carlo Guccione, della direzione nazionale del Pd e grande esperto di sanità.

«Dopo tre anni Graziano viene spostato su Crotone e subentra un commissario straordinario, che coincide con il direttore generale dell'azienda ospedaliera Vitaliano De Salazar. Cosa fa il nuovo manager? Appena si insedia a metà gennaio, mi pare, parte con un repulisti tra dimissioni eccellenti del direttore amministrativo e sanitario, per esempio».

Non sono dovute queste dimissioni al cambio del dg?

«Mah, io penso che sono state sollecitate le dimissioni. E questa mia convinzione è supportata dagli atti che si sono materializzati subito dopo».

Quali in particolare?

«Dobbiamo partire da una premessa. Il presidente/commissario Roberto Occhiuto ha parlato dell’Asp di Cosenza come un modello, non privatamente, ma in consiglio regionale quando ha detto che l’azienda era stata sanata e bonificata, che finalmente erano stati approvati i vecchi bilanci. Allora io mi chiedo che senso ha mettere in campo una segreteria tecnica di direzione costituita da un gruppo di lavoro multidisciplinare per la ricognizione generale dello stato gestionale, organizzativo e patrimoniale dell'azienda».

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Magari De Salazar vuole avere contezza della situazione...

«Bè delle due l’una o l’azienda era stata risanata oppure no. Se poi andiamo a leggere nel corpo della delibera 182 del 18/2/2026 troviamo alcune considerazioni che faccio da sempre, forse mi hanno copiato…».

Non si monti la testa, che c’è scritto?

«Che questa task force è necessaria perché è imprescindibile avere un quadro conoscitivo, completo e aggiornato dello stato complessivo dell'azienda e qui veniamo alle mie considerazioni: “sin dalle prime attività conseguenti all'insediamento è emerso un contesto di fragilità amministrativa dell'ente caratterizzato dalle difficoltà di disporre di dati uniformi sulle principali aree gestionali nonché dall'assenza di strumenti idonei a restituire una rappresentazione organica dell'azienda e che la progressiva emersione di tali criticità gestionali e organizzative in ambiti diversi rende necessaria un'attività preliminare di perimetrazione delle esigenze di intervento prioritario”. Come ha fatto allora Occhiuto a parlare in questi anni di Asp modello?».

Lo avranno informato male…

«Allora continuiamo a leggere la delibera. “In sede di prima ricognizione le principali aree in cui si rende necessario un intervento conoscitivo urgente sono individuabili nei seguenti ambiti: allocazione e distribuzione del personale nelle strutture aziendali, stato dei fondi delle risorse finanziarie disponibili”... forse i bilanci sono falsi? Ho sostenuto in questi anni che i bilanci che sono stati approvati senza avere quelli precedenti, sono stati fatti sulla base dei dati contabili noti, quindi qua si pone un problema. Ma continuiamo “In più situazioni contrattuali in essere, consistenze e condizioni del patrimonio immobiliare e immobiliare dell'azienda, i livelli di erogazione dell'assistenza ospedaliera e verifica degli standard, organizzazione e funzionamento del servizio di urgenza e emergenza 118”. Lo sa quante sono le postazioni a supporto del 118 non assegnate ancora? Sono almeno 50, quindi c'è un problema serio per quanto riguarda le 150 postazioni che dovrebbero partire il 15 marzo, fra quelle che sono state assegnate e sono state firmate nelle convenzioni, non c'è la copertura finanziaria ad oggi e quindi rischiano anche di non partire».

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Ma tutto questo, al di là dei problemi operativi, cosa presuppone?

«Presuppone che all'interno dell'Asp di Cosenza, che è una delle più grandi del Mezzogiorno, che ha un bilancio di un miliardo e duecento milioni di euro, ci sia uno scontro tra poteri del centrodestra, una faida del centrodestra, perché non mi riesco a spiegare, e questo dovrebbe spiegarlo Occhiuto, come si fa a passare da modello gestionale a un atto amministrativo in cui le premesse sono queste, c'è caos amministrativo, fragilità amministrativa che non si ha contezza dei conti. Perché questo significa in italiano».

Ma che c’entra l’aspetto politico?

«Nella delibera si scrive che questa ricognizione generale si farà avvalendosi di risorse prioritariamente interne e, ove necessario, di apporti esterni, consulenze, che pare che ad oggi queste consulenze siano arrivate a 300mila euro, ma io non mi meraviglio visto che Salazar nel 2024 all'azienda ospedaliera ha sottoscritto consulenze non sanitarie per un milione e 600mila euro».

I più maliziosi potrebbero arrivare a pensare che l’obiettivo siano forse le consulenze…

«Questo ce lo dovrebbe spiegare Occhiuto, come si fa a demolire un'esperienza che era stata considerata, e ci sono gli atti del Consiglio regionale, un modello da portare in Calabria? Cosa è successo? Si sono rotti equilibri nel centro-destra e oggi si utilizza il terreno dell'Asp di Cosenza per regolare i conti all'interno della coalizione? Sennò non mi spiego questo atto amministrativo con queste premesse, che sono premesse che mi fanno pensare pensare male. Come diceva Andreotti però a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Anche perché non è finita qui».

Cosa c’è ancora?

«C’è qualcosa di grave all’interno dell’Asp di Cosenza. De Salazar sembra non fidarsi del personale interno. E’ stata sottoscritta, in data 27.2.2026, un protocollo fra l'Asp di Cosenza e l'azienda ospedaliera di Cosenza, che disciplina l'utilizzo del personale amministrativo del comparto dell'AO per prestare attività lavorativa presso le strutture dell'Asp anche al di fuori dell'orario di servizio. Sempre in ragione di contingenti criticità derivanti dalla riorganizzazione dell'assetto amministrativo. Ma la convenzione cita anche i comparti nei quali c’è bisogno di questo supporto: gestione del personale, contabilità, affari generali, direzione strategica, controllo di gestione. Quindi è una sorta di commissariamento degli uffici. Qua mi aspetto delle spiegazioni perché qui è a rischio l'erogazione dei servizi essenziali di assistenza se si sono prese queste misure pesanti e gravi, misure che somigliano a un commissariamento della struttura burocratica fra consulenze, task force a supporto del commissario e utilizzo di personale dell'azienda ospedaliera. Occhiuto deve fare chiarezza su questo, non può fare finto tondo, un giorno dice che è bravo Graziano e poi dà disposizione a De Salazar di demolire quello che è stato fatto in questi tre anni. Non possiamo permettere che l’Asp entri in un vortice di immobilismo perché a pagare saranno i cittadini. E le aggiungo un’altra cosa».

Cosa?

«Voglio sottolineare che mancano 3 mesi alla conclusione del Pnrr, 30 giugno rischiamo che le case di comunità e gli ospedali di comunità non partano, non arriviamo all'apertura di queste importanti strutture territoriali, perché non basta finire l'involucro, entro il 30 giugno per essere collaudate e operative devono essere messi in essere tutti i servizi che sono obbligatori perché possa funzionare. Poi manca il personale, non hanno fatto i concorsi perché mancano 1.356 unità del comparto sanitario e sociosanitario per far funzionare gli ospedali di comunità e le case di comunità. Se uno si fa un giro anche dal punto di vista della realizzazione vedrà che ci sono forti ritardi e qui si rischia ancora di più dopo tutti questi provvedimenti che sono stati presi dall'Asp che denunciano un caos amministrativo che produrrà effetti devastanti per quanto riguarda la realizzazione di tutte quelle infrastrutture che sono necessarie a potenziare il territorio perché è la vera rivoluzione che fa il Pnrr è questa: trasformare il sistema sanitario che da ospedalo-centrico passa alla sanità territoriale con ospedali di comunità case di comunità, telemedicina, assistenza domiciliare integrata e digitalizzazione»

Vabbè ma perché, le ripeto, passa da queste considerazioni gestionali a quelle conclusioni politiche?

«Perché se viene spostato il direttore generale dopo tre anni, viene nominato un commissario e la prima cosa che fa è dire che le cose non funzionano all'Asp, che ci sono criticità, ma questo lo posso dire in questi anni dall'opposizione».

Sì, ma questo che significa?

«È dare addosso a quella parte del centrodestra che ha sostenuto Graziano».

Non è la stessa che ha nominato De Salazar?

«Non lo so se è la stessa perché qualcuno forse si vuole mettere la coscienza a posto. E mi fermo qui».