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02/06/2026 ore 10.32
Sanità

Ha la distrofia e chiede il suicidio assistito per “protesta”, l’Asp di Vibo: «Vive lontano dalla Calabria, cure garantite a Parma»

L’Azienda sanitaria interviene sulla vicenda del cittadino domiciliato in Emilia-Romagna e illustra l’impegno già dispiegato in sinergia con gli altri enti. L’8 giugno l’Unità di valutazione multidisciplinare valuterà eventuali integrazioni nell’assistenza

di Redazione

Arriva la replica dell’Asp di Vibo Valentia sulla vicenda di Ivan Tavella, il cittadino vibonese domiciliato a Parma che, in una Pec inviata ai vertici sanitari, aveva denunciato il rischio di interruzione dell’assistenza domiciliare legata alla sua condizione di salute, arrivando a chiedere, in caso di persistente diniego o sospensione delle cure, l’attivazione della procedura per il suicidio medicalmente assistito. Una richiesta contenuta nella diffida inviata dal giovane affetto da distrofia muscolare di Duchenne in fase avanzata.

«Senza assistenza chiedo il suicidio assistito»: la Pec shock di Ivan scuote l'Asp di Vibo

L’Azienda sanitaria provinciale interviene ora per «fornire alcuni chiarimenti» e rappresentare, secondo la propria ricostruzione, «il percorso assistenziale già attivato e le iniziative intraprese a tutela dell’assistito».

La presa in carico e i rapporti con Parma

Nel comunicato, l’Asp precisa «preliminarmente che la situazione del paziente è da tempo oggetto di attenzione da parte dell’Azienda» e sostiene che «sono stati attivati tutti i necessari contatti e confronti con gli Enti e Strutture Sanitarie coinvolte, al fine di garantire una gestione appropriata del caso e la continuità dell’assistenza».

L’Azienda aggiunge inoltre di avere «già fornito all’assistito importanti ausili per la mobilità». Quanto alla gestione sanitaria, la replica richiama il quadro della mobilità interregionale, trattandosi di un cittadino residente in Calabria ma domiciliato in Emilia-Romagna: «L’assistenza al Cittadino viene regolarmente assicurata attraverso la presa in carico da parte dell’Azienda Sanitaria di Parma, nell’ambito delle procedure previste dal protocollo di mobilità sanitaria interregionale».

Secondo l’Asp, tale percorso «consente di garantire la continuità delle cure e delle prestazioni necessarie nel luogo in cui il paziente attualmente vive».

I sostegni sociali e il ruolo degli enti coinvolti

La Direzione aziendale richiama anche il versante sociale della presa in carico, sostenendo che «all’assistito continuano ad essere garantiti i sostegni e i sussidi di competenza del Comune di Vibo Valentia». Un elemento che, nella lettura dell’Asp, confermerebbe «la piena operatività della rete istituzionale e sociale che concorre alla tutela dei suoi bisogni assistenziali».

La replica si concentra poi sul lavoro avviato per definire una soluzione complessiva. L’Azienda sanitaria vibonese «evidenzia inoltre che è già stata avviata da tempo l’attività di analisi e valutazione finalizzata all’individuazione della migliore soluzione possibile per la tutela del paziente e per la definizione del percorso assistenziale più adeguato alle sue specifiche esigenze».

L’incontro dell’Uvm integrata

Un passaggio viene indicato come centrale: l’ulteriore riunione dell’Unità di valutazione multidisciplinare integrata, già fissata per lunedì 8 giugno. Si tratta, spiega l’Asp, di un organismo «che vede il coinvolgimento dei professionisti e delle istituzioni competenti, con l’obiettivo di giungere a una definizione conclusiva e condivisa del progetto assistenziale».

Nel corso dell’incontro, aggiunge l’Azienda sanitaria, «si valuteranno anche le eventuali necessarie integrazioni assistenziali sia di carattere sanitario da parte delle due Aziende Sanitarie sia di carattere sociale da parte delle relative Amministrazioni Comunali».

La vicenda resta dunque affidata a un percorso che coinvolge più soggetti istituzionali: l’Asp di Vibo Valentia, l’Azienda sanitaria di Parma e i Comuni interessati, ciascuno per le proprie competenze sanitarie o sociali.

L’impegno ribadito dall’Azienda sanitaria

L’Asp, infine, afferma di voler «ribadire la propria costante attenzione nei confronti delle persone più fragili» e conferma che «ogni azione intrapresa è orientata alla tutela della salute, della dignità e della qualità della vita dei Cittadini assistiti».

L’Azienda «rinnova il proprio impegno a porre il Cittadino al centro della propria azione amministrativa e sanitaria», richiamando la necessità di proseguire «attraverso la collaborazione tra istituzioni, servizi sanitari e realtà territoriali coinvolte».

In chiusura, l’Asp ribadisce «il costante impegno nel garantire la continuità e la qualità dei servizi offerti ai Cittadini e la piena apertura alla Comunità per la corretta relazione attiva», ricordando la possibilità per la cittadinanza di rivolgersi alla struttura Comunicazione e Urp «attraverso i canali già presenti sul sito internet Aziendale».