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25/02/2026 ore 18.25
Sanità

Il Gom di Reggio sarà l’unico centro in Calabria per la preservazione della fertilità oncologica. Attivato anche il parto in acqua

I due percorsi innovativi sono stati presentati nel corso di un incontro che ha visto protagonista la Uoc di Ostetricia e Ginecologia: «Vogliamo proiettare la donna oltre la patologia, accendendo la speranza della maternità»

di Redazione

Il Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria compie un passo decisivo nell’innovazione sanitaria e nella tutela della salute femminile, attivando due percorsi clinico-assistenziali d’avanguardia: diventerà infatti l’unico centro in Calabria per la preservazione della fertilità oncologica (con l’approccio chirurgico denominato Fertility Sparing Surgery), e inoltre è stato attivato il parto in acqua.

Le novità sono state presentate nel corso di un incontro dedicato, che ha visto protagonista la Uoc di Ostetricia e Ginecologia, diretta dal professor Stefano Palomba, alla presenza del commissario straordinario Tiziana Frittelli, del direttore sanitario aziendale f.f. Salvatore M. Costarella, del direttore amministrativo aziendale f.f. Francesco Araniti, del direttore medico di presidio Matteo Galletta e del responsabile regionale S.I.R.U., Emanuele Ruvio.

Ad aprire i lavori è stata Frittelli, che ha sottolineato il valore strategico delle iniziative: «Stiamo avviando un percorso degno di un DEA di II livello. Nonostante gli alti tassi di denatalità in Italia, il nostro ospedale esegue oltre 2.000 parti l’anno. Questi due PDTA – ha evidenziato – sono la prosecuzione di un cammino virtuoso, frutto anche della recente inaugurazione delle nuove sale chirurgiche, per dare un servizio sempre più all’altezza delle esigenze del cittadino, sia in riferimento alla possibilità di eseguire il parto in acqua che alla opportunità di preservare la fertilità nei casi di patologie oncologiche».

Un percorso, quello della preservazione della fertilità, che rappresenta una vera e propria tutela chirurgica della paziente che desidera mantenere la propria capacità riproduttiva, riconoscendo il diritto di non rinunciare al proprio ruolo di donna e di madre anche di fronte a una patologia oncologica.

Nel suo intervento, Frittelli ha inoltre sottolineato una visione di più ampio respiro: «Il mio sogno è di creare qui al Gom di Reggio Calabria un Centro per la Fertilità. Questo mi piacerebbe tantissimo, soprattutto per la tutela della fertilità oncologica, nel frattempo partiamo con questo percorso che è davvero molto innovativo, infatti è il secondo in Italia».

Il direttore sanitario Costarella, ha poi richiamato l’attenzione sui progressi della medicina chirurgica: «In questi ultimi anni ha compiuto passi da gigante. In quest’ottica si inserisce questo percorso che oggi inauguriamo e che proietta la donna oltre la patologia, accendendo la speranza della maternità».

Il primario Palomba ha evidenziato il valore del lavoro di squadra e della multidisciplinarità: «Ringrazio la dott.ssa Frittelli ed il dr. Costarella per aver creduto e investito in questo progetto. Abbiamo creato un percorso unico in Calabria, costruito con attenzione nel segno della multidisciplinarità, per ottimizzare tutte le risorse presenti a favore delle nostre pazienti». E ha aggiunto: «Oggi, infatti, non si può parlare di trattamento oncologico senza affrontare anche il tema della conservazione della fertilità», attraverso una valutazione sistemica dell’impatto delle terapie mediche, radioterapiche e chirurgiche.

Sul fronte del parto in acqua, Palomba ha ricordato che «la letteratura scientifica ci dice oggi che il parto in acqua è uno strumento per ridurre complicanze e noi abbiamo le strutture per farlo. La U.O.C. è stata dotata di sale parto d’eccellenza e di un blocco operatorio al piano, pertanto oggi abbiamo tutti gli strumenti per poter gestire anche il parto in acqua in massima sicurezza, in un percorso coordinato e coadiuvato dal gruppo della U.O.C. Neonatologia».

Tra i professionisti coinvolti nel progetto di Fertility Sparing Surgery, il dottor Pietro Del Medico, dirigente medico della U.O.C. di Oncologia Medica, ha testimoniato l’orgoglio di aver preso parte a un team multidisciplinare capace di costruire un progetto di altissimo livello. Numerose le unità operative coinvolte, tra cui Anatomia Patologica, Anestesiologia, Chirurgia Generale, Genetica Medica, Medicina Nucleare, Psicologia Clinica, Radiologia, Radioterapia e Urologia.

A concludere l’incontro è stato il dott. Ruvio, che ha rimarcato la portata dell’iniziativa: «Oggi sta nascendo qualcosa di importante che non può passare inosservato, specie se si considera che in Italia, ad occuparsi di questo ambito, sono solo Calabria ed Emilia Romagna. Il G.O.M. diventa quindi a tutti gli effetti un punto di riferimento per le donne».

Fertility Sparing Surgery: alcuni dati

In Italia ogni giorno vengono diagnosticati numerosi nuovi casi di cancro in pazienti giovani, spesso in età riproduttiva. Ogni giorno, infatti, si registrano almeno 30 nuovi casi di neoplasia maligna in pazienti di età inferiore ai 40 anni, con netta prevalenza del sesso femminile.

I progressi terapeutici in oncologia, associati allo spostamento in avanti dell’età della prima gravidanza – che in Italia si attesta ben oltre i 30 anni – hanno determinato un significativo aumento della sopravvivenza, rendendo centrale la possibilità di preservare la fertilità, fondamentale non solo sul piano biologico ma anche sociale e psicologico. Le linee guida AIOM sottolineano infatti come la qualità della vita e la possibilità di genitorialità futura debbano essere parte integrante dell’assistenza oncologica.

Il percorso operativo messo a punto dal G.O.M. prevede:

Un modello assistenziale che pone al centro la donna, i suoi diritti e il suo futuro.

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