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28/05/2026 ore 10.39
Sanità

Indennità, concorsi e personale insufficiente. Il Nursind all’Asp di Cosenza: «Subito un confronto o ci vedremo in Tribunale»

Il sindacato infermieristico invia una diffida formale dai toni molto duri al commissario straordinario De Salazar. Preoccupano in particolare le carenze di organico al Pronto soccorso di Corigliano Rossano

di Mariassunta Veneziano
L'ospedale Nicola Giannettasio di Corigliano Rossano

Una diffida formale, dai toni durissimi, indirizzata al commissario straordinario dell’Asp di Cosenza Vitaliano De Salazar, per denunciare quella che viene descritta come una situazione di crescente emergenza organizzativa e assistenziale all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale. La nota, firmata dal segretario territoriale Nursind Cosenza Roberto Mazzuca, mette nero su bianco una lunga serie di criticità che starebbero compromettendo «l’organizzazione del lavoro, la sicurezza degli operatori sanitari, la qualità dell’assistenza e la tutela della salute dei cittadini».

Il sindacato chiede «l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente» alla luce di problematiche definite persistenti e mai risolte. Nel documento vengono elencate numerose questioni aperte: «Il mancato completamento della definizione degli istituti contrattuali previsti dal Ccnl Comparto Sanità», i ritardi relativi alle «progressioni economiche all'interno delle aree (Dep)», le criticità riguardanti «le indennità di funzione, i tempi di vestizione/svestizione, le progressioni verticali e l’adeguamento dei buoni pasto».

Nel mirino del Nursind finisce anche «la mancata chiarezza nella gestione e ripartizione dei fondi contrattuali», oltre alle problematiche relative ad alcune procedure selettive e concorsuali. Ma è soprattutto la situazione del Pronto Soccorso dello spoke di Corigliano Rossano ad assumere i contorni più drammatici nella denuncia sindacale.

Secondo quanto riportato nella comunicazione inviata all’Asp, il presidio registra «oltre 22.000 accessi annui» ed è dotato di «14 posti di Osservazione Breve Intensiva (Obi)», oltre a garantire servizi di «emergenza pediatrica, emergenza ostetrico-ginecologica, fast track ortopedico e percorsi assistenziali complessi». Una struttura che, sottolinea il sindacato, «rientra pienamente negli standard previsti dal D.M. 70/2015».

Eppure, denuncia il Nursind, il personale infermieristico sarebbe largamente insufficiente rispetto ai carichi di lavoro. Quello attualmente in servizio, si sottolinea, «risulta inferiore a 17 unità complessive, numero assolutamente insufficiente rispetto ai carichi assistenziali e organizzativi presenti». Una situazione che, secondo il sindacato, «espone quotidianamente lavoratori e cittadini a condizioni di elevato rischio assistenziale, organizzativo e professionale».

Per questo motivo l’organizzazione sindacale chiede «l’immediata convocazione di un tavolo di confronto urgente». E ancora: «la definizione degli istituti contrattuali ancora non completati; la massima trasparenza nella gestione dei fondi contrattuali; il rispetto delle corrette relazioni sindacali; l’immediato incremento del personale infermieristico presso il Pronto Soccorso di Rossano, con implementazione della dotazione organica infermieristica almeno fino a 30/35 unità, proporzionate agli accessi, ai posti Obi e alla complessità assistenziale presente».

La parte più dura della comunicazione arriva sul finale, nella sezione dedicata alla «diffida e messa in mora». Il Nursind accusa l’Azienda sanitaria di una «palese violazione del dovere di correttezza e buona fede che deve improntare le relazioni sindacali», richiamando quanto previsto dal Ccnl Comparto Sanità.

Il sindacato diffida quindi formalmente l’Asp di Cosenza a procedere alla convocazione del tavolo sindacale entro 7 giorni. In caso contrario, avverte, «si procederà ad adire l’Autorità Giudiziaria dinanzi al Tribunale del Lavoro competente, promuovendo ricorso ai sensi dell’art. 28 della Legge n. 300/1970 (Statuto dei Lavoratori) per la repressione della condotta antisindacale posta in essere dall'Azienda, con riserva di ogni ulteriore azione risarcitoria».

Toni che si accendono di pari passo agli allarmi che provengono da tutta la sanità regionale. Sullo sfondo della diatriba tra Nursind e Asp bruzia, infatti, si staglia una questione più generale: la carenza di personale, particolarmente nei reparti di emergenza-urgenza, che mette a rischio la tenuta dei servizi sanitari. Un tema che continua ad alimentare preoccupazioni tra operatori e cittadini.