Indennità di Pronto soccorso, a due anni dall’accordo nemmeno un euro ai sanitari: parte la diffida dei sindacati
Il Nursing Up scrive a Regione Calabria e aziende sanitarie e ospedaliere calabresi minacciando azioni giudiziarie in sede civile e penale. La trattativa si era conclusa nel febbraio del 2024
«Nonostante il piano di riparto concordato tra Regione e sindacati il 14 febbraio 2024, recepito con dca 55 del 21.03.2025, nonché i due solleciti urgenti inviati a mezzo pec in data 17 ottobre 2025 e 27 novembre 2025 in favore delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, nulla è stato ad oggi riconosciuto ed erogato a titolo di indennità di pronto soccorso».
Lo si legge in un atto di diffida e messa in mora sottoscritto dall’ufficio legale del Nursing Up e inoltrato al commissario ad acta, al dirigente generale del dipartimento Salute, al direttore generale di Azienda Zero e a tutte le aziende sanitarie e ospedaliere calabresi.
Oggetto della diffida è la liquidazione delle indennità di pronto soccorso, il cui quantum e modalità di erogazione sono state al centro di una serie di incontri conclusi nel febbraio del 2024 con la stipula dell’accordo sindacale.
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Somme che però non sono mai state erogate al personale impiegato nella aree di prima emergenza e pronto soccorso. Da qui l’atto di diffida e messa in mora, trasmessa dal sindacato Nursing Up, con cui si invita «formalmente a voler provvedere all'immediato pagamento del dovuto in favore degli associati Nursing Up entro, e non oltre, giorni 5 dal ricevimento della presente, che vale a tutti gli effetti di legge quale diffida e messa in mora.
Si avvisa sin d’ora che decorsi inutilmente ulteriori giorni 30 dalla ricezione della presente, si darà corso alle opportune azioni giudiziarie, sia in sede civile che penale, per la tutela dei diritti e degli interessi legittimi delle lavoratrici e dei lavoratori i cui diritti sono stati lesi ed iscritte/i all'Organizzazione Sindacale Nursing Up da me patrocinata».
Nello specifico, con l’accordo sindacale si era proceduto alla ripartizione di somme messe a disposizione dal Governo per ristorare gli operatori delle aree di prima emergenza sottoposti ad un servizio stressante e usurante. Sulla base dei dati forniti dalle aziende sanitarie e ospedaliere calabresi, relativi alle ore effettivamente lavorate dal personale impiegato nei servizi di pronto soccorso e del 118, è stata fissata un’indennità oraria di 0,56 centesimi, pari circa a 80 euro al mese.
In particolare, l’Asp di Cosenza ha ricevuto 319mila euro, pari al 28% di ore lavorate (562. 339); l’Asp di Crotone 82mila euro, pari al 7% di ore lavorate (145. 152); l’Asp di Catanzaro 266mila euro, pari al 23% di ore lavorate (468. 265); l’Asp di Vibo Valentia 140mila euro, pari al 23% di ore lavorate (247. 470), l’Asp di Reggio Calabria, invece, 163mila euro, pari al 14% di ore lavorate (287. 708).
Per le aziende ospedaliere, l’Annunziata di Cosenza ha ricevuto 62mila euro, pari al 5% di ore lavorate (110. 000), la Dulbecco di Catanzaro 73mila euro pari al 6% di ore lavorate (129. 612) e infine il Gom di Reggio Calabria 44mila euro, pari al 4% di ore lavorate (77. 711).