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09/02/2026 ore 17.23
Sanità

L’intera fascia ionica è sprovvista di emodinamica, Madeo (Pd): «Per 300mila persone il tempo è vita»

La consigliere regionale dem tuona sulla carenza dei servizi sanitari essenziali: «Se una persona della Sibaritide ha un infarto deve rivolgersi a Cosenza, Castrovillari (ma solo fino alle 13) o privatamente a Belvedere. Dov’è la sanità territoriale?»

di Redazione

Nel dibattito sulla riorganizzazione della sanità calabrese e sulla gestione delle emergenze tempo-dipendenti, torna al centro la carenza di servizi essenziali lungo la fascia ionica. A lanciare l’allarme è la consigliera regionale del Pd Rosellina Madeo, che denuncia l’assenza dell’emodinamica su un territorio vastissimo e densamente popolato, con gravi conseguenze in caso di infarto.

«Alle patologie tempo dipendenti, dove l'intervento immediato è l'unica via di salvezza, non interessa che il paziente debba percorrere chilometri su chilometri per arrivare ad un centro dove gli possano salvare la vita. Pensiamo all'emodinamica. Nell'ultimo atto aziendale in ordine di tempo si prevede l'apertura di questa branca della cardiologia nello spoke di Corigliano Rossano ma, ad oggi, l'unica cosa tangibile è la speranza dei cittadini di non dover delegare la propria salvezza all'elisoccorso o ad un'ambulanza, quando va bene, che macini fior di chilometri per raggiungere un ospedale attrezzato per far fronte all'emergenza».

«L'intera fascia jonica, da Crotone a Taranto – prosegue – è sprovvista di emodinamica. Tutta la popolazione della Sibaritide, per cui parliamo di oltre 300mila persone, in caso di infarto deve rivolgersi a Cosenza, Castrovillari, dove il servizio copre solo sei ore dalle 8 alle 14, oppure Belvedere, dove esiste una struttura privata in cui si pratica l'emodinamica. Questo è il modello di assistenza sanitaria territoriale che si intende perseguire? E guardate, non è una guerra tra poveri in cui si vuole scippare un servizio da un ospedale per darlo ad un altro.
La richiesta è quella di potenziare. Senz'altro andrebbe prolungato il servizio su Castrovillari, perché è impensabile garantire soccorso solo a chi viene colpito da infarto la mattina, visto che dopo le 14 la prestazione non viene più erogata. Ma per fronteggiare davvero l'emergenza occorre aprire un'altra divisione che copra la fascia ionica. L'infarto si combatte con l'intervento tempestivo. La geografia e la conformazione della nostra regione la conosciamo tutti: allora perché non agire di anticipo, non metterci in condizioni di poter salvare davvero delle vite agendo sul tempo, piuttosto che abbandonarci alla sorte e sperare che il paziente resista a queste distanze che, in caso di emergenza, diventano siderali?».

«Una politica fatta di programmazione – conclude Madeo – significa soprattutto questo. Invece assistiamo ad enormi sprechi, a milioni di euro per reparti ristrutturati, pronti, praticamente chiavi in mano e mai aperti. E poi giochiamo alla conta degli abitanti, al progressivo smantellamento degli spoke sui territori in nome di razionalizzazioni che tutto fanno meno che pensare alla salute dei cittadini. Nei casi gravi per ogni 10 minuti di ritardo muoiono 3 pazienti in più su 100. Il reparto di cardiologia del Giannettasio è sinonimo di efficienza e sicurezza, aprire al suo interno la divisione di Emodinamica significa fornire ottime possibilità di salvezza a tutto il bacino della Sibaritide. Il dovere della politica è quello di individuare le priorità e lavorare con responsabilità affinché queste trovino delle risposte».

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