Medici in sciopero contro l’accordo stralcio sulle case di comunità. Onotri: «Grande stagione di mobilitazione»
La segretaria generale dello Smi conferma i due giorni di stop per «l'assenza di impegni precisi da parte della parte pubblica in merito alle nostre rivendicazioni» dopo l’incontro di ieri al Ministero del Lavoro
Il sindacato medici italiani (Smi) conferma lo sciopero del 15 e 16 settembre per chiedere la disapplicazione dell'Accordo collettivo nazionale stralcio di Medicina generale sulle Case di comunità. Lo afferma Pina Onotri, segretario generale Smi, in una nota, sottolineando come le procedure di raffreddamento e conciliazione con il Ministero del Lavoro si siano concluse con esito negativo nell'incontro di ieri.
«La nostra decisone - spiega Onotri - è scaturita dall'assenza di impegni precisi da parte della parte pubblica in merito alle nostre rivendicazioni su: abolizione del "ruolo unico", introdotto con la Legge Balduzzi, considerato la causa principale della burocratizzazione e della fuga dalla professione. Per lo stop al debito orario coatto e rimozione dell'obbligo per i medici di famiglia di coprire fino a sei ore settimanali nelle Case di comunità, trasformando tale attività in un contratto orario autonomo, flessibile e su base esclusivamente volontaria. Per il rilancio della Medicina dei servizi, con il potenziamento di quest'area per coprire le strutture territoriali e abbattere le liste d'attesa, garantendo ai professionisti le stesse tutele della dirigenza medica. Per l'istituzione della specializzazione universitaria con il passaggio della formazione della medicina generale sotto l'alveo accademico per garantire dignità agli standard europei, con il riconoscimento dell'equipollenza del titolo per chi ha già maturato esperienza sul campo; per il doppio canale di accesso alla professione (dipendenza e convenzione) e per il rafforzamento degli organici del 118».
Saranno, comunque, precisa lo Smi, assicurate visite domiciliari urgenti, assistenza domiciliare integrata, assistenza domiciliare programmata a malati terminali, nonché le ulteriori prestazioni definite indispensabili nell'ambito degli accordi regionali. «Intendiamo, in questo modo, inaugurare una grande stagione di mobilitazione. In tal senso - conclude Onotri - la petizione presentata a fine luglio alla Camera dei Deputati, che ha raggiunto già in 30 giorni più di 8000 firme, è di grande auspicio e sostegno».