Nuova risonanza magnetica per l’ospedale di Polistena, il primario: «Esami migliori, ma serve più organico»
Un investimento per elevare la qualità delle cure rivolte ai cittadini. Il medico responsabile: «Refertate ben 4500 prestazioni Rm all’anno. È un surplus che svolgo senza essere remunerato. Lo faccio per dare un servizio alla popolazione»
Un avvento di speranza. Un nuovo macchinario per la risonanza magnetica entrerà in funzione all’ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena”. Sono stati stanziati i fondi per acquistare un’apparecchiatura più performante, da affiancare a quella già in dotazione, che consentirà di svolgere esami migliori con immagini più dettagliate dell’interno del corpo umano, da utilizzare per la diagnosi di svariate patologie. Un investimento significativo che promette, quindi, un passo avanti tecnologico per elevare la qualità delle cure rivolte ai cittadini. A dare la buona notizia, il primario dell’unità operativa complessa di Radiodiagnostica, Domenico Cordopatri. Il medico è molto apprezzato per la professionalità, la dedizione, l’umanità, che mette al servizio dell’intera collettività.
«Un sincero ringraziamento va alla dirigenza aziendale che evidentemente ha sentito la necessità di investire in una realtà tenacemente produttiva come la nostra – ha dichiarato Cordopatri-. Basti dire che nel 2025, rispetto al 2024, abbiamo incrementato le prestazioni di risonanza del 45%. Numeri da capogiro se rapportati all’esiguo numero di medici: quattro più me. Un sincero ringraziamento ai medici che, lavorando e coprendo i turni, hanno concesso a me di refertare 4500 prestazioni Rm nel 2025. Ai tecnici che quando c’è da fare il turno in più o l’esame in più non si tirano mai indietro. Agli infermieri che pur essendo in pochi fanno i salti mortali tra tac e Rm. A Rita Mammola insostituibile e instancabile motore organizzatore del nostro reparto che inserisce le prenotazioni urgenti e organizza i turni di lavoro. Agli OSS che ci aiutano a consegnare i referti cercando di mantenere un minimo di ordine nell’enorme mole di lavoro prodotto».
Il primario ha espresso profonda gratitudine anche a “Comunità competente”, la rete di associazioni, fondazioni, comitati, guidata da Rubens Curia, che si batte per una Sanità migliore in Calabria «sempre attenta a ciò che accade nel territorio, per migliorare e ottimizzare l’assistenza mediante il potenziamento dei servizi» e al Comitato per la Salute di Marisa Valensise «angelo custode del nostro ospedale».
Ospedale Polistena, Usb: «Radiologia senza personale, si vuole consegnare la sanità nelle mani dei privati»Cordopatri, in ogni caso, evidenzia che per aumentare le prestazioni occorre più personale tecnico, medico e infermieristico: «La carenza di organico è una carenza cronica da tantissimi anni. Siamo quattro medici più me. Ci sono stati anni, come il 2024, in cui eravamo tre più me. All'anno effettuiamo intorno alle 50 mila prestazioni (Rx, eco, tac, mammografia e Risonanza Magnetica), se si considera soltanto Polistena.
Da Polistena, poi, dipende anche Gioia Tauro, se si sommano anche quelle, si arriva a circa 65 mila prestazioni totali.
Questa nuova risonanza ci permetterà, allo stato attuale, di fare esami più approfonditi, come alla prostata, alla mammella, dell'addome, però non è possibile aumentare il numero di esami con l'organico che abbiamo. Se l'azienda intende aumentare le prestazioni, ci vuole più organico, perché io non posso mettere tecnici su tutte e due le risonanze. Se non ho tecnici, non posso refertare ancora di più di quello che faccio. Possiamo scegliere la qualità, ma non possiamo incrementare la quantità. Il problema della carenza di organici è un problema a livello nazionale, ma al Sud è molto più accentuato».
Infine, il dottor Cordopatri spiega: «Nel 2021 è stata installata la risonanza magnetica, ma io non ho mai avuto il medico dedicato. Mi sono preso il peso sulle spalle di questa metodica. Quindi è un surplus che faccio, ma che non viene remunerato dall'azienda. Lo faccio per dare un servizio alla popolazione, per garantire la risonanza magnetica nel pubblico servizio. Lo so, qualcuno pensa o dice: ma a che serve lavorare così tanto se poi i riscontri economici non sono così importanti? Io a costoro rispondo che nella vita si può anche scegliere di “lasciare il segno” invece che riempirsi le tasche. Io ho fatto questa scelta».