Ospedale Annunziata, da ultimo in Italia a presidio all'avanguardia nell'assistenza: De Salazar traccia il bilancio
Aumentano le prestazioni, il disavanzo è passato da 32 milioni del 2023 ai 13 attuali, ma la svolta è la sinergia con l'Unical. Oggi in corsia lavorano 26 professori universitari e 76 specializzandi, numeri destinati a crescere. Soddisfatto anche il Rettore Gianluigi Greco
Circa quattro anni fa l'hub ospedaliero dell'Annunziata di Cosenza campeggiava su tutte le prime pagine come uno degli ospedali peggiori d'Italia. Oggi la musica è decisamente cambiata; nei numeri economico-finanziari, ma anche nell'offerta di servizi sanitari. Naturale allora che il direttore generale Vitaliano De Salazar abbia voluto fare un bilancio dei suoi circa quattro anni di gestione nella biblioteca dell'azienda. Insieme a lui, un po' a sorpresa, anche il Rettore dell'Unical, Gianluigi Greco , testimonianza di una sinergia istituzionale fra l'ateneo e l'azienda ospedaliera che cresce giorno dopo giorno.
Bisogna però partire dai numeri. Una progressiva riduzione della perdita d'esercizio, passata da 32,3 milioni di euro del 2023 a 13,4 milioni , a fronte di un aumento della produzione di salute - tra ricoveri e specialistica ambulatoriale - stimato in circa 20 milioni di euro; una pianta organica rafforzata con 414 assunzioni complessive tra il 2023 e il primo semestre del 2026 (con 81 unità nel 2023, 96 nel 2024, 120 nel 2025 e 117 nei primi sei mesi dell'anno in corso). Sono i principali risultati del bilancio dell'Ospedale Annunziata di Cosenza presentati.
«Sul piano strettamente clinico le performance dell'Annunziata - ha dichiarato De Salazar - si attestano ormai stabilmente nei parametri di qualità identificati dall'Agenas, che qualifica la struttura come ospedale 'buono', posizionando l'anatomia patologica cosentina tra i primi tre centri in Italia per tempestività ed accuratezza degli esami diagnostici oncologici, con tempi di attesa per i referti citologici ridotti a soli due giorni lavorativi».
Tra i traguardi scientifici e terapeutici di maggior rilievo le 842 procedure complessive di chirurgia robotica eseguite dal 2023 a oggi , che vedono il nosocomio come unico centro del Mezzogiorno per i trattamenti avanzati Hipec, oltre al consolidamento dell'area cardiologica con l'avvio del centro Tavi, l'esecuzione nel solo 2025 di 700 angioplastiche (di cui 400 in infarto miocardico acuto) e l'impianto pionieristico di pacemaker bicamerali senza fili.
«Un ruolo strategico - ha concluso il manager - e trainante in questo percorso di modernizzazione è rivestito dall'integrazione con l'Università della Calabria, un connubio che ha richiesto la costruzione di un preciso humus culturale e organizzativo e che oggi conta 26 docenti universitari attivi nell'assistenza, 10 scuole di specializzazione, 72 medici specializzandi integrati nelle corsie e 44 studi clinici attivi, a dimostrazione del legame indissolubile tra ricerca scientifica e cure al paziente». Infine De Salazar ha rimarcato come «l'ospedale sia un cuore pulsante in cui le criticità quotidiane vengono ampiamente superate dai benefici prodotti per la collettività», sottolineando che «la percezione positiva manifestata dai cittadini e dagli organi di informazione restituisce finalmente dignità e rispetto ai lavoratori; un risultato storico che non rappresenta un punto d'arrivo, ma disegna il futuro della sanità calabrese al di là dei singoli attori temporanei».
Entusiasta della collaborazione anche il Rettore Greco che ha tenuto a sottolineare come l’intesa si stia burocraticamente perfezionando e come l’Unical stia compiendo ogni sforzo amministrativo e finanziario per sostenere questa sinergia. «Abbiamo già tre nostri professori che sono un po’ il nostro avamposto, adesso vogliamo costruire anche un percorso più articolato di ricerca. Non è facile, ma noi crediamo tantissimo ad un’inversione di tendenza con la nostra sanità che diventa attrattiva non solo per i pazienti, ma anche per gli operatori», ha detto Greco.
Il Rettore ha anche ricordato che l’università è pronta ad un investimento di circa 29 milioni in nuove tecnologie che renderanno sempre più all’avanguardia nelle cure l’Annunziata. Lui e De Salazar derubricano a semplice incidente di percorso la richiesta di atti avanzata dalla Procura di Cosenza sulla convenzione fra le due istituzioni. Atto dovuto in seguito ad un esposto presentato da un’associazione di chirurghi. «La Procura fa il suo mestiere, noi il nostro», dicono i due quasi all’unisono. Il punto è che proprio da questa alleanza istituzionale potranno venir fuori risultati ancora migliori in termini di produttività e assistenza sanitaria. Eventuali sbavature burocratiche si sistemeranno.
«Il nostro compito - ha concluso De Salazar - è continuare a costruire un'Azienda Ospedaliera sempre più moderna, efficiente e attrattiva, capace di offrire cure di qualità, investire nell'innovazione e valorizzare il capitale umano. I numeri certificano il percorso compiuto, ma rappresentano soprattutto il punto di partenza per affrontare nuove sfide. Continueremo a lavorare con determinazione affinché l'Annunziata consolidi il proprio ruolo di ospedale di riferimento della Calabria, contribuendo alla crescita dell'intero sistema sanitario regionale e garantendo ai cittadini risposte sempre più efficaci, tempestive e sicure».