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19/05/2026 ore 16.32
Sanità

Ospedale Crotone, Alecci (Pd): «Sospeso il trattamento per la rimozione del sangue falcemico, basta vivere in emergenza»

Lo stop al servizio sta provocando non pochi disagi ai pazienti. La denuncia del consigliere regionale: «Occhiuto e Asp si mobilitino al più presto»

di Redazione Sanità

«Continuano i disservizi nella sanità pubblica in Calabria e i cittadini continuano a rimanere senza risposte di fronte alle loro esigenze». Inizia così la nota con cui il capogruppo Pd in Consiglio regionale Ernesto Alecci denuncia la sospensione di un importante servizio all’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone. Si tratta, nello specifico, del trattamento utile a rimuovere il sangue falcemico dal corpo umano, che rappresenta una terapia imprescindibile per le persone affette da anemia falciforme.

«In pratica, il trattamento rimuovendo il sangue falcemico “difende” l’organismo da crisi vaso-occlusive devastanti, dolori cronici, ictus o infarti – spiega Alecci –. Purtroppo chi ha questa grave malattia, non può scegliere! Eppure, sebbene le criticità fossero note già da mesi, il servizio presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone è stato sospeso: una volta terminate le scorte dei filtri, i pazienti, di fatto, sono rimasti senza terapia».

Una decisione non giusta secondo Alecci: «Ancora una volta il diritto alla salute nei nostri territori viene calpestato e a nulla servono le promesse e i tentativi di coprire le falle di una sanità che fa acqua da tutte le parti. Non è tollerabile che ancora una volta i cittadini di Crotone subiscano gli effetti dannosi di un ridimensionamento sanitario che continua a provocare disagi e difficoltà. Anche chi ha bisogno di prestazioni salvavita viene umiliato da un servizio sanitario che non riesce minimamente a rispondere alle esigenze dei territori. Non è possibile continuare a vivere, o meglio sopravvivere, in queste condizioni di continua emergenza».

Alecci si appella dunque al governatore Occhiuto e all’Asp di Crotone: «Si mobilitino al più presto per garantire questo servizio in loco a chi ne ha bisogno, senza prevedere spostamenti o palliativi che non farebbero del bene a nessuno».