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08/02/2026 ore 19.40
Sanità

Ospedale di Cariati, ancora troppi ritardi e silenzi sui servizi essenziali: la denuncia di Lampare e Nursind

Riattivata la ginecologia al consultorio, ma persistono carenze di personale e assenza di risposte sui lavori e sulla situazione di Pronto soccorso, laboratorio analisi ed elisoccorso: chiesto l’impegno del sindaco

di Redazione Attualità

Dal “Vittorio Cosentino” di Cariati arrivano segnali contrastanti sullo stato della sanità territoriale. A sottolinearli, in una nota congiunta, sono il movimento Le Lampare e il Nursind Cosenza, che da un lato registrano la riattivazione del contratto del ginecologo Cretella al consultorio dell’ospedale, ma dall’altro denunciano ritardi, carenze strutturali e un persistente silenzio su servizi essenziali.

La riattivazione del servizio di ginecologia viene definita «un servizio apprezzato e fondamentale», che però necessita di essere potenziato per garantirne continuità ed efficacia. Rafforzare il consultorio, secondo Le Lampare e il Nursind, significa anche renderlo più attrattivo: «Dove i servizi funzionano, i professionisti arrivano».

Ben più critica, invece, la situazione nel Distretto sanitario e negli ambulatori, dove operano soltanto tre infermieri in rotazione, due dei quali prossimi alla pensione. Una condizione definita «molto difficile», che rischia di compromettere ulteriormente l’assistenza.

Preoccupazione e totale assenza di risposte anche sul fronte del Pronto soccorso – a partire dalla presenza dell’anestesista – e del laboratorio analisi. Su questi servizi, evidenziano Le Lampare e Nursind, «non arriva alcuna informazione. Silenzio totale».

Su richiesta delle minoranze consiliari, il Consiglio comunale di Cariati ha affidato al sindaco il compito di farsi tramite con la Regione. Tra le priorità indicate, l’ottenimento del rispetto del decreto attuativo e la costituzione di una commissione rappresentativa del Comune per incontrare il presidente Occhiuto, incontro che il primo cittadino si è impegnato a rendere possibile.

Al centro della richiesta anche la necessità di modificare la Rete dei laboratori pubblici regionale per garantire a Cariati un laboratorio analisi H24, o almeno H18 con reperibilità: «Una condizione minima per un ospedale che voglia essere realmente operativo e sicuro». Analoga urgenza viene posta sulla definizione di un cronoprogramma chiaro per la piattaforma e per l’attivazione dell’elisoccorso, servizi definiti «essenziali» e non più rinviabili.

Nonostante gli annunci, restano ignoti anche i tempi di conclusione dei lavori che interessano il “Vittorio Cosentino”. Su questo punto, il sindaco, su mandato dell’intero Consiglio comunale, ha dichiarato che si farà carico di ottenere risposte.

Un’altra criticità rilevante riguarda l’assenza della figura del neuropsicomotricista in Neuropsichiatria infantile, una mancanza giudicata «grave», che compromette la presa in carico precoce e integrata dei bambini, nonostante la professionalità dell’équipe attualmente operativa, che – secondo la nota – andrebbe «meglio sostenuta e potenziata».

Il quadro complessivo viene definito «desolante», segnato da ritardi e inadempienze, in cui la sanità pubblica viene progressivamente depotenziata mentre quella privata beneficia di ingenti risorse pubbliche.

Forte anche la critica alle scelte dirigenziali e alla decisione di unificare la direzione dell’Asp con quella dell’Annunziata, una mossa che, secondo Le Lampare e Nursind, rischia di tradursi in «un’ulteriore centralizzazione e in un nuovo, pesante ridimensionamento della sanità di questo territorio».

A pesare come «un macigno» è infine la bocciatura, da parte della Corte dei Conti, del Piano di rientro della sanità calabrese, che ha rilevato criticità strutturali, incapacità programmatoria e assenza di risultati misurabili: «Una conferma ulteriore di ciò che denunciamo da anni».

Le Lampare e il Nursind Cosenza annunciano dunque la prosecuzione di un’azione congiunta di attenzione e vigilanza, lanciando un appello alla responsabilità di tutte le parti in causa: «Sulla sanità si gioca la civiltà e il futuro di questi luoghi». E concludono con una denuncia netta: «Troppi continuano a fare i propri interessi sulla pelle dei cittadini».

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