Ospedale di Cariati: entro il 4 maggio le risposte della Regione su laboratorio analisi, Pronto soccorso e gli altri reparti
Nei giorni scorsi l’incontro tra i rappresentanti del Consiglio comunale e il presidente Occhiuto, sollecitato dal gruppo Le Lampare che oggi si chiede: «Perché politici e amministratori locali non si sono mossi prima?»
Nei giorni scorsi l’incontro con il presidente della Regione Roberto Occhiuto. Al centro, l’ennesima richiesta di chiarezza sul futuro dell’ospedale Vittorio Cosentino di Cariati. A sollecitare il confronto, a cui ha preso parte anche il sindaco Cataldo Minò, il gruppo consiliare comunale di minoranza Le Lampare, da anni ormai in prima fila per ridare dignità a un presidio sanitario fondamentale per il territorio.
Una riunione nella quale sono state ribadite le richieste già formalizzate nelle scorse settimane: «Il pieno ripristino del laboratorio analisi, con reinserimento nella rete regionale dei laboratori pubblici e funzionamento H18 con reperibilità, condizione indispensabile per garantire continuità diagnostica e supporto al presidio; la definizione di un cronoprogramma pubblico e verificabile su tutti i servizi del presidio: Pronto Soccorso, Consultorio, Radiologia, reparto di Medicina, Casa della salute/Casa della comunità, Ospedale di comunità e Ospedale di zona disagiata».
«Durante l’incontro – fanno sapere i rappresentanti delle Lampare –, il presidente Occhiuto ha riconosciuto nuovamente, davanti a tutti i presenti, il lavoro svolto dal nostro gruppo negli anni, definendolo fondamentale».
La riunione si è conclusa con la fissazione di una data: il 4 maggio, giorno entro il quale – secondo quanto assicurato da Occhiuto – dovrà essere trasmessa al Consiglio comunale di Cariati una relazione dettagliata su servizi attivi, servizi programmati, servizi in fase di attivazione, stato degli interventi strutturali e organizzativi.
Il gruppo Le Lampare sottolinea «l’impegno personale assunto dal presidente Occhiuto per trasformare l’attuale punto prelievi in un vero laboratorio analisi H18 con reperibilità».
«Un obiettivo – dicono i rappresentanti del movimento – su cui lavoriamo da anni e che può essere realizzato attraverso la modifica della rete regionale dei laboratori, che l’Asp di Cosenza dovrà recepire».
Alla luce dell’impegno preso da Occhiuto, si chiedono però, «perché questo atto necessario non è stato compiuto prima dalla filiera politica e amministrativa locale, che fa riferimento al governo regionale di centrodestra?».
In particolare, evidenziano, «per mesi e mesi Pasqualina Straface, vari esponenti politici locali come la nostra amministrazione e dirigenti hanno sostenuto pubblicamente che a Cariati fosse “previsto un laboratorio analisi con attività di 12 ore”. Una versione ripetuta in sopralluoghi, comunicati e video, nonostante fosse noto che un presidio destinato secondo la normativa vigente a diventare Ospedale di zona disagiata non può funzionare con un servizio diagnostico limitato a 12 ore».
Incalza il gruppo Le Lampare: «Invece di correggere un’impostazione sbagliata, hanno preferito sostenere per mesi e mesi una narrazione che lascerebbe pericolosamente tutto come è, accompagnata da video e contenuti celebrativi. Perché?».
Dall’altra parte, si continua a chiedere «informazioni precise sul Pronto Soccorso, sul personale necessario al suo funzionamento e sull’attivazione di tutti gli altri servizi previsti», di cui dopo i primi proclami trionfalistici poco si sa.
In mezzo a tutte le incertezze, si avvicina intanto la stagione estiva, con l’inevitabile aumento dell’utenza mentre però «il territorio – rimarca il gruppo Le Lampare – resta privo dei servizi sanitari essenziali: senza posti letto, senza Pronto Soccorso, senza laboratorio, senza diagnostica e senza medicina».
La lunga attesa continua, con un prossimo step fissato a brevissimo termine. «A seguito della relazione del 4 maggio, procederemo con un’ulteriore analisi e trarremo le conclusioni necessarie per valutare l’effettivo avanzamento degli impegni assunti», fanno sapere gli esponenti del movimento. «Il ripristino del laboratorio analisi H18 con reperibilità resta per noi un obiettivo primario e imprescindibile, insieme alla piena chiarezza sul Pronto Soccorso, sul personale e su tutti i servizi che la comunità attende da anni».