✕
Sezioni
Edizioni locali
28/10/2026 ore 19.15
Sanità

Ospedale di Cosenza, i buoni pasto della discordia. La Fp Cgil esclusa lancia la diffida: «Accordo al ribasso»

Il sindacato contesta la proposta di accordo dell’Ao, giudicata penalizzante e lesiva dei diritti dei lavoratori, e denuncia l’esclusione dal confronto. Chieste la sospensione delle adesioni e l’apertura urgente di un tavolo per rivedere i criteri dei rimborsi

di Redazione Attualità

Una frattura profonda si consuma tra le mura dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Al centro c'è la proposta di accordo conciliativo sui buoni pasto sostitutivi del servizio mensa per il comparto sanità. Una proposta che la Funzione Pubblica Cgil di Cosenza ha rispedito fermamente al mittente con una dura diffida formale firmata dal segretario generale Alessandro Iuliano e pienamente condivisa dai delegati Rsu elette con la Fp Cgil.

La protesta sindacale esplode non solo nel merito dei contenuti economici, ritenuti fortemente penalizzanti, ma anche e soprattutto sul metodo relazionale adottato dall'amministrazione. Il testo della discordia è stato infatti trasmesso dall’Uoc Gestione Risorse Umane solo alle Rsu e ad alcune sigle sindacali. La Fp Cgil è stata esclusa, lasciata senza alcuna informativa ufficiale.

Entrando nel merito del testo, la Fp Cgil individua profili di illegittimità che ledono i diritti contrattuali e la dignità del personale sanitario:

L'accordo-tipo restringe l'offerta conciliativa al solo periodo 2020–2025 (sei anni), pretendendo che questa valga come definizione transattiva "anche per gli anni antecedenti al 2020". Questa clausola si pone in palese contrasto con il termine di prescrizione decennale previsto dalla legge.

L'amministrazione riconosce il controvalore del buono pasto (al netto della quota a carico del dipendente) applicando criteri rigidi. Restano tagliati fuori interi segmenti di attività e tutti quei periodi in cui la mensa, pur formalmente attiva, non era di fatto fruibile da diversi dipendenti.

«Noi non esultiamo. Serve un'inversione di rotta. No ai contratti erosi e al caro vita»

La Fp Cgil esprime una posizione netta e intransigente che rompe il fronte della rassegnazione.

«Non accettiamo in alcun modo che a perdere siano sempre le lavoratrici e i lavoratori nei diritti previsti dal contratto», rimarca con forza la Fp Cgil. «Mentre altri esultano di fronte a un accordo palesemente al ribasso, noi diciamo chiaramente che non ci stiamo. Questa proposta rappresenta una mera proiezione delle tesi difensive dell'Azienda e crea una inaccettabile disparità di trattamento tra chi ha fatto causa – ottenendo rimborsi pieni basati sui parametri decennali dei Giudici del Lavoro di Cosenza – e chi non l'ha fatta».

In un momento storico drammatico, segnato da un caro vita insostenibile e dall'impennata dell'inflazione, chi lavora vede il proprio potere d'acquisto ridursi giorno dopo giorno. Non possiamo permettere che a questa crisi si aggiunga l'ulteriore beffa dei tagli sui diritti contrattuali.

«È arrivato il momento di cambiare radicalmente direzione. Valorizzare il personale sanitario, dopo anni di sacrifici straordinari, significa prima di tutto rispettare i contratti e valorizzare le persone, senza applicare logiche contabili e risparmi sulla pelle di chi lavora».

Con l'atto di diffida inviato alla Direzione Generale e alla Direzione Amministrativa, la Fp Cgil chiede l'immediata sospensione di ogni attività di raccolta delle adesioni per evitare il consolidarsi di transazioni gravemente pregiudizievoli. Contestualmente, viene pretesa l'apertura urgente di un tavolo di vero confronto per i lavoratori che non hanno intrapreso le vie giudiziarie, al fine di ridefinire parametri conformi alla prescrizione decennale e all'integrale ristoro del danno. In assenza di riscontri, il sindacato si riserva di attivare ogni opportuna iniziativa in sede giudiziaria, amministrativa e di mobilitazione.