Passaggio di 1.200 dipendenti del 118 ad Azienda Zero, firma solo una parte dei sindacati: trattativa ancora aperta
Il trasferimento del primo contingente sarebbe dovuto avvenire entro la metà di marzo ma si è ancora nel pieno delle trattative. L’intesa prevede l’assenso da parte del lavoratore e la dipendenza funzionale in caso di rifiuto
Non esattamente un accordo ma una manifestazione d’intenti. Già questo la dice lunga sulle lacerazioni e i mal di pancia che tra i sindacati ha generato la stesura di un documento, quanto più possibile condiviso, per definire le modalità di trasferimento del personale 118 dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero.
Il 118 passa ad Azienda Zero, ecco il piano di trasferimento per 1.200 dipendenti: si parte da Vibo e si chiude a CatanzaroUn obiettivo che il dg dell’ente di governance, Gandolfo Miserendino, si è prefissato di raggiungere entro il 2026, termine entro il quale tutti i dipendenti dovranno essere assorbiti da Azienda Zero. Infine solo una parte dei sindacati, chiamati al tavolo delle trattative, ha sottoscritto il documento, che ha registrato la defezione del Nursing Up e l’assenza (perché non firmatari del Ccnl) della Uil Fpl e della Fp Cgil.
In calce alla manifestazione d’intenti per i sindacati del comparto sono state apposte le sigle della Fials, del Nursind e della Cisl Fp. Altra trattativa, invece, con i sindacati della dirigenza condensata però nella veste di un accordo, a differenza di quanto avvenuto per il comparto. Firmatari sono stati Anaao Assomed, Smi, Cimo, Fassid, Fvm e Ftm. La Cisl Medici non ha, invece, apposto firme.
I documenti entrambi volti alla regolamentazione del passaggio di funzioni e dipendenti del servizio d’emergenza-urgenza ad Azienda Zero contengono alcune differenze. In premessa al documento, che toccherà da vicino 1.244 dipendenti dell’emergenza urgenza, si chiarisce che «il processo di aggregazione di funzioni in Azienda Zero» è «diretto a migliorare la qualità del servizio anche attraverso la crescita professionale del personale assegnato, superando al contempo frammentazioni organizzative e disomogeneità operative».
Certamente il nodo più dibattuto delle trattative è stata la definizione delle modalità di trasferimento del personale, individuato nel documento nell’istituto del “passaggio diretto” (art. 30 e 31 del d.lgs 165/2001), «pur con i necessari limiti e puntualizzazioni derivanti dalla necessità di garantire la continuità del servizio».
Secondo quanto disciplinato, il transito del personale del comparto «avviene con assenso formale del dipendente nel rispetto dei requisiti professionali, garantendo la continuità del rapporto di lavoro, con conservazione dell’anzianità di servizio, del trattamento economico e della posizione giuridica». Nell’accordo sottoscritto con la dirigenza si fa invece esplicito riferimento all’istituto della mobilità volontaria, passaggio sparito dall’intesa con i sindacati del comparto.
Il personale che «non eserciti l’opzione resta incardinato nei ruoli dell’azienda sanitaria di appartenenza, la quale mantiene la titolarità del rapporto di lavoro». Tuttavia, è posto in dipendenza funzionale di Azienda Zero «per quanto attiene all’organizzazione, al coordinamento operativo, alla programmazione dei turni».
Il personale in dipendenza funzionale dovrà «attenersi alle direttive organizzative» di Azienda Zero ma «il potere disciplinare e ogni altro istituto afferente al rapporto di lavoro» resta in capo all’azienda di appartenenza. Ciò consentirà ad Azienda Zero di utilizzare anche il personale che non ha acconsentito al passaggio in attesa di integrare le unità mancanti attraverso apposite procedure di assunzione.
Inoltre, il personale dichiarato inidoneo o parzialmente inidoneo sarà recuperato a servizio attivo da Azienda Zero ricollocandolo «in altre attività compatibili. Qualora non sia possibile garantire la permanenza nell’ambito territoriale, le aziende sanitarie provinciali si impegnano al riassorbimento del dipendente garantendo l’impiego in attività lavorative compatibili».
Infine, si è convenuto, in esame congiunto tra le parti, di effettuare una valutazione degli effetti a cadenza semestrale. L’articolo che lo prevede non appare, invece, nell’accordo sottoscritto con la dirigenza. Si chiude così la prima parte delle trattative sindacali che proseguirà nei prossimi giorni con all’ordine del giorno: lo scorporo dei fondi e i criteri di mobilità.
La riforma riguarda, nello specifico, 1.244 unità di personale tra medici, infermieri e amministrativi con contratti di lavoro a tempo determinato e indeterminato. Sono così suddivisi: tre direttori di struttura complessa, 120 dirigenti medici, 74 medici convenzionati, 567 infermieri, 432 autisti di ambulanza, 45 operatori del numero unico 112, due dirigenti amministrativi e un coadiutore amministrativo.
Slitta, invece, il cronoprogramma illustrato dal dg di Azienda Zero, Gandolfo Miserendino, evidentemente per il protrarsi delle trattative sindacali. Secondo quanto stabilito nel calendario inizialmente proposto alle organizzazioni, il processo dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Tuttavia, alla data del passaggio del primo contingente di personale, afferente all’Asp di Vibo Valentia e fissato alla metà di marzo, si è ancora nel pieno del confronto.