Pazienti costretti a pagare visite da esenti, Azienda Zero precisa («tutto legittimo») ma la Fimmg rincara la dose
L’ente di governance interviene dopo il caso sollevato dal segretario della Fmt Esposito e conferma i disservizi a carico dei cittadini, dopo modifiche introdotte nella prenotazione delle visite specialistiche. I medici accusano: «La gestione delle liste d’attesa resta preoccupante»
«Azienda Zero respinge con fermezza qualsiasi insinuazione di irregolarità o comportamenti impropri, operando nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa». È quanto si legge in una nota diffusa dall’ente di governance della Regione Calabria in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate a LaC News dal segretario nazionale della federazione medici territoriali, Francesco Esposito, in relazione ad alcuni disservizi nel sistema di prenotazione delle prime visite e delle visite di controllo.
Una circolare di Azienda zero costa caro ai calabresi, “costretti” a pagare anche per le visite con esenzione: «Una tangentina»Nello specifico, si tratta di alcune modifiche introdotte che, limitando di fatto la prescrizione di visite di controllo ai medici di medicina generale, generano distorsioni sul sistema di esenzione ticket per patologia impedendo di fatto ai pazienti titolari di ottenere i relativi benefici economici.
Secondo Azienda Zero, «nessuna circolare introduce nuovi oneri per i cittadini, non modifica le regole sulle esenzioni e non limita le competenze dei medici di medicina generale». Tuttavia, nonostante le rassicurazioni giunte dalla Cittadella, anche la Fimmg si aggiunge al coro polemico evidenziando le medesime criticità, già descritte nell’articolo di LaC News 24, divenuto oggetto di precisazione.
Una circolare di Azienda zero costa caro ai calabresi, “costretti” a pagare anche per le visite con esenzione: «Una tangentina»La nota della Fimmg
In particolare, il segretario provinciale della Fimmg Gennaro De Nardo evidenzia come: «Azienda Zero, nel tracciare le nuove regole per le prenotazioni delle visite specialistiche di controllo, obbliga gli specialisti che eseguono la prima visita ad effettuare in maniera esclusiva le richieste di visite di controllo.
Non consentendo, quindi, ai medici di medicina generali di effettuare tali richieste che sarebbero impedite in fase di prenotazione. Una procedura che, seppur ragionevole, nella realtà dei fatti non viene rispettata. Le conseguenze sono palesi: le prime visite, infatti, non sono soggette all’esenzione del ticket per patologia, come invece accade per le seconde visite.
Il risultato è, quindi, pregiudizievole per i pazienti, costretti a pagare un ticket che non dovrebbero pagare, in quanto esenti per patologia. Quanto sta accadendo non fa altro che contribuire ad inceppare ulteriormente il meccanismo delle liste d’attesa non risolvendo i problemi di una sanità disagiata che continuerà ad essere tale. Così facendo la Calabria difficilmente abbandonerà l’ultimo posto nazionale nell’erogazione dei servizi sanitari».
Sempre il sindacalista della Fimmg annota come «la gestione delle liste d’attesa in Calabria rimane drammatica e preoccupante». De Nardo spiega che «spesso accade che tra il rilascio dell’impegnativa per una visita specialistica, da parte del medico di famiglia al paziente, e il giorno effettivo della visita intercorra un lungo periodo di tempo. A questo punto il paziente risulta tediato non solo dalla lunga attesa, ma dall’incomprensibile richiesta di dover ritornare dal medico di medicina generale per il rilascio di una nuova impegnativa».
La nota di Azienda Zero
Per correttezza di informazione si riporta integralmente il testo della precisazione inviata da Azienda Zero. Senza voler entrare nel merito delle presunte accuse di omissioni e interpretazioni arbitrarie rivolte a questa redazione, giova ricordare che l’articolo riferisce dichiarazioni rese dal segretario nazionale della Fmt, Francesco Esposito. E che più utile dell’individuare altrui mancanze o errori, sarebbe intervenire per risolvere un disservizio che pesa sull’economia dei cittadini contribuenti.
«L’articolo non riporta la circolare né ne cita il contenuto reale. Il testo giornalistico fa riferimento a una circolare di Azienda Zero senza riportarne alcun passaggio, né in forma integrale né in estratto. Questa omissione ha consentito la diffusione di interpretazioni arbitrarie e affermazioni non supportate da alcun documento ufficiale.
Nessuna circolare è stata diffusa da Azienda Zero con i contenuti attribuiti nell’articolo – presunti divieti ai medici di medicina generale, obblighi impropri per gli specialisti o modifiche al regime delle esenzioni. Nessuna circolare di Azienda Zero introduce nuovi oneri per i cittadini, non modifica le regole sulle esenzioni e non limita le competenze dei medici di medicina generale.
Nessuna disposizione impone pagamenti impropri ai cittadini. Le norme vigenti in materia di ticket ed esenzioni restano pienamente invariate. Non esiste alcun atto di Azienda Zero che comporti costi aggiuntivi o “pagamenti forzati” per prestazioni che, per legge, devono essere erogate in esenzione.
L’uso di espressioni come “tangentina” è gravemente lesivo e privo di fondamento. L’articolo utilizza termini suggestivi e allusivi che non trovano alcun riscontro nei fatti. Azienda Zero respinge con fermezza qualsiasi insinuazione di irregolarità o comportamenti impropri, operando nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza amministrativa. Invitiamo pertanto chiunque abbia interesse – inclusi gli organi di stampa – a basare le proprie valutazioni sul contenuto effettivo degli atti verificandoli e riportandone sempre i passaggi richiamati in forma integrale o in estratto, non su ricostruzioni prive di riscontro».