Personale 118 ad Azienda Zero, Usb torna in piazza a Catanzaro: «Troppi aspetti poco chiari, servono garanzie per i lavoratori»
Sono riprese questa mattina in Cittadella le trattative per definire le modalità di passaggio del personale. Tra i sindacati serpeggia scetticismo e l’Unione di base chiede un confronto diretto
È tornata nuovamente in piazza l’Usb nel giorno in cui in Cittadella sono riprese le trattative con le organizzazioni sindacali per definire le modalità di trasferimento del personale del 118 dalle aziende sanitarie provinciali ad Azienda Zero. L’unione sindacale di base ha manifestato sotto la sede della Regione per chiedere garanzie per i lavoratori mentre altre sigle sindacali, ad esempio il Nursing Up, ha scelto di non partecipare alla riunione.
Ma anche tra gli altri sindacati inizia a serpeggiare scetticismo rispetto ad una riforma che continua a preoccupare il personale. A dare voce a questi timori è ad esempio Giuseppe Secreti, infermiere del 118 di Crotone, che ha partecipato al presidio promosso dall’Usb. «Viviamo questo passaggio con incertezza e timore» spiega l’operatore. «Non sappiamo effettivamente se trarremo benefici dal passaggio. Inoltre, non è chiaro – aggiunge – se verrà ugualmente garantito il posto di lavoro a chi non intende passare ad Azienda Zero. E ancora, se un operatore diventa inidoneo a svolgere la funzione sull'ambulanza, dove verrà ricollocato? A Catanzaro, a Cosenza?»
Sono molti gli interrogativi posti dall’infermiere che evidenzia come «ci sono persone che ormai hanno creato famiglie, hanno acquistato casa in conseguenza del posto di lavoro. Non si può pretendere di spostare i lavoratori in altre province. Chiediamo di restare all'Asp di appartenenza e in caso di inidoneità continuare a lavorare per l’Asp di appartenenza. Vogliamo garanzie e diritti».
L'unione sindacale di base non è radicalmente contraria alla creazione di unico sistema d'emergenza urgenza, fa sapere Vittorio Sacco, responsabile Usb Sanità. «Pensiamo che sia una scelta razionale volta al miglioramento del servizio ma siamo radicalmente contrari alle modalità con cui sta avvenendo. Non è stato avviato un confronto diretto con i lavoratori che sono impauriti. Inoltre, ci sono aspetti assolutamente poco chiari, servono garanzie per i lavoratori».