Pronto soccorso di Rossano, l’allarme del Nursind: «Personale ridotto e turni difficili da coprire, l’Asp intervenga»
Il sindacato denuncia la carenza di infermieri e Oss e diffida l’Azienda sanitaria provinciale a integrare con urgenza l’organico: «A rischio la sicurezza dei lavoratori e la qualità dei servizi, pronti a proclamare lo stato di agitazione»
Carenze di personale e turni sempre più difficili da coprire. Una situazione ormai al limite quella del Pronto soccorso di Rossano secondo quanto denuncia il segretario aziendale di del Nursind Cosenza Nicodemo Capalbo, che ha inviato una diffida all’Asp chiedendo un intervento urgente.
Nel documento viene denunciata «la perdurante e grave inerzia aziendale a fronte di una situazione che compromette concretamente la tenuta dei Lea».
L’allarme parte dai numeri. Il reparto, secondo i dati riportati, gestisce circa 21.500 accessi l’anno, «con un carico assistenziale di codici rossi e arancioni significativamente superiore rispetto al presidio di Corigliano». Il punto dolente riguarda il personale infermieristico: a fronte di una dotazione di 25 unità prevista nel Dca 192/2019, «il personale effettivamente disponibile – sottolinea Capalbo – risulta ridotto a sole 13-14 unità anche a causa di malattie, limitazioni e benefici ex Legge 104/92 (che interessano 5 unità)».
Una condizione che, secondo il sindacato, renderebbe complicata anche la «copertura minima indispensabile». Il Nursind segnala infatti la necessità di garantire almeno 5 infermieri nei turni diurni e 4 in quelli notturni per assicurare la gestione di triage, tre sale visita e 14 posti letto di osservazione breve intensiva.
Per assicurare standard assistenziali adeguati e condizioni di lavoro sicure, si evidenzia nel documento, il «fabbisogno reale» sarebbe ben più alto, con una stima di 28-34 infermieri e 14-20 operatori sociosanitari.
«Il recente spostamento delle attività di Ginecologia e Pediatria – si legge – ha determinato un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro in capo al Pronto soccorso, in quanto l’intero processo di triage resta esclusivamente a carico del personale del P.S., senza alcun adeguamento delle risorse».
Nella diffida si richiamano i possibili rischi per la sicurezza dei lavoratori, legati a sovraccarico e stress, che si riverberano sulla continuità e la qualità dei servizi sanitari. Ma anche una «condotta antisindacale» da parte dell’Azienda sanitaria provinciale riferita al «reiterato mancato riscontro alle segnalazioni sindacali» e all’«imposizione di carichi di lavoro eccedenti i limiti contrattuali e di sicurezza».
Da qui l’invito a «provvedere con urgenza all’integrazione dell’organico mediante l’immediata assegnazione di almeno 4 infermieri, così come formalmente richiesto dal referente medico, nonché del personale Oss necessario».
Nel documento, che porta la data di ieri, si chiede un riscontro entro cinque giorni, in mancanza del quale il Nursind si dice pronto a proclamare lo stato di agitazione, oltre a presentare ricorso per condotta antisindacale e «segnalazione agli organi competenti per l’accertamento delle responsabilità in materia di sicurezza dei lavoratori e dell’utenza».