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01/08/2026 ore 17.23
Sanità

«Quasi un malato a famiglia e chi non ha soldi per curarsi muore»: l’allarme dell’associazione Contro i tumori di Gioia

Il presidente Pino Pratticò parla di una percentuale che sale di giorno in giorno e di liste d’attesa infinite che spingono i pazienti a rivolgersi nel privato. La richiesta è chiara: «Serve una struttura attrezzata di tutto in loco, con medici specializzati che agiscano con coscienza»

di Giuseppe Mancini

Un grido d'allarme è stato lanciato dall'associazione “Contro i tumori”, realtà di volontariato e di supporto ai pazienti oncologici attiva nella Piana di Gioia Tauro. «La situazione è grave, con una percentuale di ammalati che aumenta di giorno in giorno- dichiara Pino Pratticò, presidente dell'associazione –. Calcoliamo che c’è quasi un malato a famiglia. Per un anno avevano realizzato un registro dei tumori per capire quali fossero le patologie che in zona colpiscono di più, ma attualmente è fermo da 3 anni».

Secondo Pratticò, la criticità non riguarda soltanto l'incidenza delle malattie oncologiche, ma anche la gestione delle cure: «Le liste d'attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e trattamenti, sono troppo lunghe. Molti pazienti devono spostarsi in altre province, con costi aggiuntivi, difficoltà e ritardi potenzialmente dannosi. Ci vogliono anche 6-7 mesi e si è costretti ad andare nel privato. Chi non ha soldi muore e chi li ha va avanti. Non è giusto che una persona debba aspettare mesi per una biopsia, come sta capitando a un nostro assistito, che da quattro mesi ancora non gli è arrivata. Sono problematiche che riscontriamo tutti i giorni con i pazienti che seguiamo. Siamo circa 20 operatori e accompagniamo con mezzi privati le persone di tutte le età, dalle più piccole (anche di sei anni) alle più grandi, a fare esami in giro per la regione. Capita anche che un paziente si rivolga a un oncologo, è tutto pronto per cominciare una cura, poi quel dottore non c’è, passa a un altro oncologo che comincia da capo a prescrivere nuovi esami e terapie con un notevole aggravio di spese e tempistiche. Per chi già soffre, non è una cosa facile».

La richiesta formulata dall'associazione, con sede in Via Regina Margherita a Gioia Tauro, è chiara: «Serve una struttura attrezzata in loco, dotata di servizi diagnostici e di un’équipe multidisciplinare stabile — prosegue Pratticò —. Solo così potremo ridurre i tempi d'attesa, migliorare la qualità delle cure e offrire percorsi assistenziali adeguati ai cittadini della Piana. Sul nostro territorio ci sono tante strutture ospedaliere e bisognerebbe adibirne qualcuna per i malati oncologici. Però, attrezzarla con tutti i reparti e i professionisti specializzati, così si eviterebbero i viaggi sia in Calabria che fuori regione. Noi abbiamo i medici migliori, ma se ne vanno, perché non vengono messi in condizione di restare qua. Bisognerebbe che la politica si occupasse non solo di realizzare grandi opere, ma di queste vicende».

«Chiediamo il diritto alla salute per la nostra comunità – conclude Pratticò-. Chiediamo medici oncologici a disposizione che agiscano con scienza e coscienza. Medici che non siano disonesti quando si trovano davanti a un malato e, che sapendo che ha problemi di salute ed economici, non si comportino da strozzini invitandoli allo studio privato per cercargli altri soldi, perché se segui la terapia in ospedale, non cambia nulla se poi vai allo studio privato».

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