Quattro ospedali montani, un'unica azienda regionale: parte l'iter per Acri, Serra San Bruno, Soveria e San Giovanni
La proposta del comitato San Bruno è stata dichiarata ammissibile e passa alle commissioni consiliari. L'obiettivo è creare dal 2027 un ente autonomo per i presidi delle aree montane e disagiate
Può ufficialmente iniziare l’iter d’esame nelle commissioni competenti la proposta di legge di iniziativa popolare che mira ad istituire una azienda ospedaliera unica regionale che riunisca i presidi di zona montana di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno e Soveria Mannelli. Nella giornata di ieri l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale ha infatti dichiarato ammissibile la proposta assegnandola alla terza commissione per l’esame di merito e alla seconda per il relativo parere.
L’iniziativa è partita dal comitato San Bruno che si è anche reso promotore della raccolta firme. La proposta è stata depositata in Consiglio lo scorso 15 luglio e consta di otto articoli che disciplinano, appunto, la nascita della nuova azienda. Un ente di diritto pubblico che dovrebbe vedere la luce entro il 31 dicembre 2026, con delibera di giunta regionale. Entrare quindi in esercizio a partire dall’1 gennaio 2027, quale ente autonomo in cui confluiranno i quattro presidi attualmente afferenti rispettivamente alle Asp di Cosenza, Vibo Valentia e Catanzaro.
Secondo quanto previsto, la nuova azienda subentra «nelle funzioni, nelle attività e nelle competenze delle preesistenti aziende sanitarie provinciali di appartenenza, nonché nei rapporti giuridici attivi e passivi e nei rapporti patrimoniali». L’articolo 4 definisce la fase transitoria: «La Regione con deliberazione di giunta regionale da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, disciplina le modalità ed i criteri per l’assegnazione del personale alla neocostituita azienda ospedaliera, nel rispetto dei vincoli di natura contrattuale e legislativa, nonché dei beni patrimoniali mobili ed immobili, e stabilisce i tempi e le modalità per la successione della neocostituita azienda nella legittimazione dei rapporti giuridici attivi e passivi.
Definisce, altresì, criteri e modalità di gestione della contabilità economico-patrimoniale, relativa alle annualità precedenti, le modalità di gestione delle attività e passività pregresse, nonché le modalità per la gestione transitoria dei servizi di tesoreria. I direttori generali delle aziende sanitarie provinciali di appartenenza dei presidi ospedalieri di zona montana, nelle more della nomina del direttore generale dell’azienda ospedaliera, adottano gli atti di ordinaria amministrazione, nonché gli atti urgenti ed indifferibili, con la specifica indicazione dei motivi di indifferibilità ed urgenza, pena la nullità degli atti adottati in difformità.
A decorrere dal 1° gennaio 2027, decadono, comunque, per quanto concerne la giurisdizione sui presidi ospedalieri di zona montana, i poteri dei direttori generali delle aziende sanitarie provinciali. Il direttore generale dell’azienda ospedaliera, entro 90 giorni dal suo insediamento, adotta l’atto aziendale».
La notizia è stata accolta con soddisfazione dal comitato San Bruno: «Da anni sosteniamo che gli ospedali delle aree montane e disagiate non possano essere valutati soltanto attraverso numeri, costi o bacini di utenza. Devono essere considerate le distanze, la conformazione geografica, i tempi necessari per raggiungere altri ospedali e soprattutto il diritto di chi ha scelto di vivere nelle aree interne ad avere accesso alla salute e all'emergenza-urgenza.
Serra San Bruno, Acri, San Giovanni in Fiore e Soveria Mannelli oggi sono unite da una proposta che porta questa esigenza direttamente dentro le istituzioni regionali. Non è un punto di arrivo. È un passaggio importante di un percorso che adesso dovrà continuare. Come comitato San Bruno continueremo a seguirne attentamente ogni fase, chiedendo che alla dichiarazione di ammissibilità seguano gli atti necessari affinché la proposta venga realmente discussa e valutata nelle sedi competenti».