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29/03/2026 ore 12.31
Sanità

Sanità, fine del commissariamento sempre più vicino. De Salazar rompe gli indugi: «Obiettivi al 95%, Calabria pronta»

Se c’è un punto che segna la rottura col passato, è quello dei conti. Il manager: «I bilanci sono stati approvati, cosa che non accadeva prima. La spesa? Sotto controllo»

di Franco Gemoli

Dopo 15 anni conti in ordine, indicatori centrati e sistema in risalita. Non è più solo una promessa politica. Adesso è la macchina sanitaria che parla. E lo fa con numeri, indicatori e conti.

Dalla trincea operativa arriva il segnale più forte degli ultimi anni: la Calabria può davvero uscire dal commissariamento. A dirlo è il manager Vitaliano De Salazar, uno degli uomini chiave del sistema sanitario calabrese, che mette nero su bianco una verità fino a pochi mesi fa impensabile: «Il livello ospedaliero, a livello regionale, credo sia stato raggiunto. A Cosenza siamo tra il 90 e il 95% degli obiettivi».

Una dichiarazione che pesa. E che cambia il quadro. «Gli obiettivi sono ambiziosi, ma riusciamo a centrarli», aggiunge, indicando un sistema che, per la prima volta, non rincorre più le emergenze ma costruisce risultati.

Non slogan. Dati. «Ci sono tutta una serie di indicatori che sono stati centrati», sottolinea De Salazar. Parti cesarei sotto la soglia critica del 25%, fratture del femore operate entro 24 ore «intorno al 60%», occupazione dei posti letto nei parametri, livelli assistenziali in crescita. «I livelli sono aumentati rispetto allo scorso anno e continuano a essere monitorati perché fanno parte degli obiettivi». È qui che si gioca la partita vera: non sulla narrazione, ma sulla misurabilità.

Se c’è un punto che segna la rottura col passato, è quello dei conti. «I bilanci sono stati approvati, cosa che non accadeva prima», evidenzia il manager. «I tetti del personale sono stati rispettati in tutta la regione». E soprattutto: «La spesa è sotto controllo. Ed è la cosa più importante». Una frase che vale più di qualsiasi conferenza stampa, perché il commissariamento nasce dai conti e finisce solo quando i conti tornano.

Ma non basta migliorare. Bisogna resistere. «Per uscire davvero bisogna consolidare questi valori per due anni consecutivi», avverte De Salazar. «Questo è uno schema che, se mantenuto, può reggere nel tempo». La Calabria è sulla soglia, ma deve dimostrare di non tornare indietro.

Accanto agli ospedali si muove anche la sanità di prossimità, dentro il solco del DM 77. «Sulla parte territoriale siamo in miglioramento, siamo dentro un percorso legato al DM 77», spiega. Case di comunità, presa in carico delle fragilità, medicina di prossimità: «Come proiezione di miglioramento ci siamo». È il secondo pilastro. Senza quello, nessuna uscita sarà reale.

Sul fondo resta la regia del commissario regionale Roberto Occhiuto. «Secondo me l’obiettivo si sta centrando», afferma De Salazar. Ma sui tempi mantiene prudenza: «Un mese, due mesi, sei mesi… questo non lo posso dire».

La Calabria non è ancora fuori. Ma non è mai stata così vicina. «C’è una possibilità reale di uscire», conclude il manager. Dopo quindici anni di commissariamento, il sistema sanitario calabrese mostra per la prima volta una cosa semplice e rivoluzionaria: sta in piedi da solo. Adesso serve dimostrare che non è un momento, ma un equilibrio.